3° Stati Generali del Patrimonio Industriale: Bari, Matera e Lecce al centro del confronto internazionale

Dal 5 all’8 febbraio Bari, Matera e Lecce ospitano la terza edizione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale (https://statigenerali.patrimonioindustriale.it/), promossi da AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale.

3 Stati Generali Patrimonio Industriale 2026

L’iniziativa si conferma come uno dei principali appuntamenti nazionali e internazionali dedicati alla tutela, valorizzazione e rigenerazione del patrimonio industriale, materiale e immateriale, con un focus strategico sull’Italia meridionale e sul bacino mediterraneo.

Dopo Venezia, Padova, Piazzola sul Brenta, Roma e Tivoli, gli Stati Generali approdano nel Mezzogiorno seguendo un percorso simbolico e geografico che attraversa l’intero Paese, restituendo centralità ai paesaggi della produzione e del lavoro come chiave di lettura delle trasformazioni urbane, sociali ed economiche contemporanee.

Stati Generali del Patrimonio Industriale, un congresso diffuso e interdisciplinare

Le sedi congressuali – Politecnico di Bari, Università della Basilicata e CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale di Lecce – ospitano quattro giornate di lavori articolate in sessioni plenarie, tavoli di confronto e contributi scientifici, con il coinvolgimento di studiosi, professionisti, istituzioni, amministratori pubblici, operatori culturali e comunità locali.

Il congresso gode del patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Unesco, numerose università, istituzioni, enti di ricerca e realtà associative, a conferma del riconoscimento del patrimonio industriale come asset strategico per lo sviluppo sostenibile.

Dieci aree tematiche per leggere il presente e progettare il futuro

Il programma scientifico è strutturato in dieci aree tematiche, che coprono l’intero spettro dell’archeologia industriale contemporanea: dalle macchine e dai cicli produttivi storici ai paesaggi industriali, dalle infrastrutture al progetto per l’industria, fino a restauro, riuso, turismo industriale, comunicazione e media digitali.

Particolare rilievo assume l’area dedicata a digitalizzazione e intelligenza artificiale, che affronta il ruolo crescente di AI, AR e VR nei processi di conoscenza, gestione e fruizione del patrimonio, nonché le potenzialità delle tecnologie digitali nella narrazione del lost heritage e nell’automazione dei processi di analisi e valorizzazione.

Patrimonio industriale, comunità e sviluppo territoriale

Al centro del dibattito vi è una concezione evoluta di patrimonio industriale, inteso non solo come insieme di beni materiali – fabbriche, infrastrutture, architetture produttive – ma come memoria viva della civiltà del lavoro, radicata nelle comunità e nelle identità territoriali.

Ampio spazio è dedicato ai processi di rigenerazione delle aree dismesse o sottoutilizzate, pubbliche e private, considerate leve per il rilancio economico, sociale e culturale dei territori, e alla definizione di modelli di governance capaci di integrare tutela, innovazione e partecipazione.

Una prospettiva mediterranea: nasce la rete MedNIH

L’edizione 2026 segna un deciso allargamento internazionale, con la partecipazione di delegati provenienti da tutti i Paesi del Mediterraneo e l’avvio della MedNIH – Mediterranean Network of Industrial Heritage, promossa da AIPAI e TICCIH.

Come sottolinea Edoardo Currà, presidente di AIPAI, la rete mediterranea rappresenta non solo un progetto scientifico, ma un atto di responsabilità culturale e sociale, volto a costruire ponti di cooperazione, dialogo e pace attraverso la conoscenza condivisa del patrimonio industriale.