Fondazione Dalmine acquisisce le carte dell’architetto Costantino Corsini

La Fondazione Dalmine annuncia l’acquisizione delle carte dell’architetto Costantino Corsini, un nuovo nucleo di documentazione che si aggiunge al ricco archivio storico a disposizione della comunità e degli studiosi interessati alla storia e alla cultura industriale.

 

Fondazione Dalmine archivio carte Costantino Corsini

Lo Studio Corsini e Wiskemann, fondato a Milano nel 1956, si afferma ben presto nel panorama del design, degli allestimenti espositivi e soprattutto dell’architettura industriale come partner – fra le altre – dell’impresa di ingegneria Techint. Tra le principali realizzazioni, uffici, scuole tecniche, edifici ed impianti produttivi che valgono fra l’altro allo Studio il premio INARCH 1966 per lo stabilimento Lever Gibbs di Casalpusterlengo. Si tratta di progetti di vario ambito, dimensione e respiro, sempre concepiti in stretta relazione con l’ingegneria delle strutture, degli impianti, dei processi produttivi, del lavoro, ma anche in consapevole dialogo con l’ambiente e il paesaggio.

A Dalmine, nel 1978, lo Studio Corsini dà forma esterna all’allora nuova acciaieria e all’allora nuovo treno medio, un impianto di laminazione di tubi dalla tecnologia fortemente innovativa, ideata dai tecnici dell’azienda, destinata ad una diffusione globale, e ancora oggi in uso nelle più importanti aziende del settore tubi operanti nel mondo. Dall’incontro fra ingegneria e architettura scaturisce un progetto dai tratti di grande novità, che contribuisce a segnare per sempre, con le inconfondibili facciate colorate, il paesaggio industriale dell’area di Dalmine.

Le carte di Costantino, depositate alla Fondazione Dalmine per volontà della famiglia Corsini, costituiscono un ricco insieme di fascicoli, disegni, fotografie e documenti che completano, integrandoli, altri nuclei archivistici relativi all’attività dello Studio: il fondo opere e progetti della Techint SpA – committente dello Studio Corsini – conservato presso la Fondazione Dalmine, e il ricchissimo fondo disegni dello Studio Corsini-Wiskemann, già donato nel 1996 alla Fondazione Famiglia Legler.

Questa nuova acquisizione darà la possibilità di conoscere l’opera di uno studio di architettura che ha saputo interpretare la cultura tecnica della grande industria, dando forma ad impianti ed installazioni produttive in Italia e nel mondo. Un interprete forse meno noto, ma non meno rappresentativo, di una cultura del progetto sviluppatasi a partire dal Politecnico di Milano fra il dopoguerra e i primi anni ’80.

L’archivio è consultabile. Per informazioni contattare la Fondazione Dalmine www.fondazionedalmine.org

 

La Fondazione Dalmine è attiva dal 1999 nella promozione e diffusione della cultura industriale e nella valorizzazione del ricco archivio storico di TenarisDalmine, che conserva fra l’altro con oltre 120.000 fascicoli, 80.000 foto, migliaia di disegni tecnici oltre 80.000 immagini relative a impianti, processi, prodotti, persone, attività, spazi industriali. Questo patrimonio si è via via arricchito di altri archivi di aziende che, come Tenaris, sono parte del gruppo Techint. Il sito di Dalmine, attivo dal 1906, è un caratteristico esempio di città industriale, sorta e cresciuta per diretta iniziativa dell’azienda a partire dagli anni ’20. L’archivio è specchio fedele delle grandi trasformazioni vissute nel corso del Novecento da un’industria, un territorio, un paesaggio.




L’Archivio Storico Olivetti di Ivrea

L’Archivio Storico Olivetti di Ivrea (TO) conserva la documentazione di una delle aziende che ha segnato la storia economica del nostro paese, non solo da punto di vista tecnologico, ma anche per la cultura del lavoro che in essa si perseguiva.

La Olivetti – cenni storici

Costituita ad Ivrea nel 1908 come “prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere”, fin dagli inizi l’Olivetti si distingue per l’attenzione alla tecnologia e all’innovazione, la cura del design, la presenza internazionale, la sensibilità verso gli aspetti sociali del lavoro e l’azione diretta a vantaggio dello sviluppo del territorio, sotto il profilo culturale ed urbanistico. Questi caratteri sono impressi dal fondatore Camillo Olivetti e in particolare dal figlio Adriano, che a metà degli anni Trenta, trasforma l’azienda familiare in un moderno gruppo industriale internazionale capace di conquistare in diversi campi e in diversi momenti storici, posizioni di assoluta eccellenza a livello mondiale.

In un ambiente favorevole alla libera espressione dello spirito di iniziativa e delle capacità personali, aperto alla cultura umanistica come a quella tecnico-ingegneristica, emergono numerosi personaggi di grande valore: operai che diventano direttori generali, intellettuali e umanisti che ricoprono cariche importanti, tecnici, economisti e strateghi di primo piano, grafici e designer che legano indissolubilmente il nome Olivetti all’eleganza delle forme e alla funzionalità dei prodotti.

Conquistate posizioni di leadership mondiale nei prodotti meccanici per ufficio, già negli anni ’50 l’Olivetti investe nella tecnologia elettronica con importanti risultati.

La scomparsa di Adriano Olivetti (1960) e il peso degli investimenti rallentano la transizione verso l’elettronica; ma nel 1965 esce il primo calcolatore elettronico da tavolo la Programma 101, nel 1978 la prima macchina per scrivere elettronica a livello mondiale e nel 1982 il primo PC professionale europeo.

Negli anni ’80, Olivetti accelera lo sviluppo nell’informatica e nei sistemi. I nuovi sviluppi delle telecomunicazioni, negli anni ’90 spingono l’Olivetti a spostare il baricentro verso questo settore, dapprima creando Omnitel (1990) e Infostrada (1995) e poi acquisendo il controllo di Telecom Italia (1999), con la quale si fonde nel 2003.

La Olivetti – Archivio Nazionale Cinema d’Impresa

L’Associazione Archivio Storico Olivetti – attività e scopi

Costituita a Ivrea nel 1998 su iniziativa della Società Olivetti, in accordo con la Fondazione Adriano Olivetti e con la partecipazione di importanti soci pubblici e privati, l’Associazione si occupa del recupero, della conservazione, gestione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico documentale della Olivetti.

I fondi documentali sono costituiti da documenti, lettere, libri, giornali, riviste, manifesti, disegni, foto, filmati, audiovisivi, prodotti, modellini e plastici, che divengono oggetto di un sistematico lavoro di schedatura elettronica e per quanto possibile di digitalizzazione.

L’attività dell’Associazione non si esaurisce con l’impegno strettamente archivistico di recupero, catalogazione e conservazione dei documenti, ma si manifesta anche attraverso l’attività di assistenza e consulenza nei confronti di studiosi e ricercatori, di collaborazione con iniziative culturali di enti privati e pubblici, di realizzazione di mostre, filmati, conferenze, studi, ricerche e pubblicazioni finalizzate a promuovere e approfondire la conoscenza della storia e dei valori olivettiani.

Con questa medesima finalità l’Associazione gestisce e continuamente arricchisce il suo portale www.storiaolivetti.it che attraverso testi e foto gallery illustra diversi aspetti della storia olivettiana.

L’Associazione conserva anche una Biblioteca Specialistica che fa parte del coordinamento delle biblioteche speciali e specialistiche di Torino, e che conta al momento oltre 21.000 titoli ivrea.erasmo.it; l’Emeroteca raccoglie 186 periodici italiani ed esteri (tra cui gli house organ delle consociate della Società).

L’Associazione svolge attività educative, organizza tour didattici per le scuole e attività formative per le aziende del territorio, anche oltre l’ambito regionale; promuove e conduce visite (gratuite) per le scuole, di ogni ordine e grado, alla mostra permanente, Cento anni di Olivetti, il progetto industriale.

Dichiarato nel 1998 di “notevole interesse storico” da parte della Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, l’Archivio Storico Olivetti è nella Rete di Archivi d’Impresa, progetto della Direzione Generale per gli Archivi e collabora allo sviluppo di temi e percorsi del Portale del Sistema Archivistico Nazionale (SAN) e del Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche (SIUSA). È tra i soci fondatori dell’Associazione Nazionale degli Archivi e dei Musei d’Impresa, Museimpresa; nel 2005 diventa socio dell’AAA/Italia, l’Associazione nazionale degli Archivi di Architettura contemporanea.

L’Archivio collabora inoltre con molti enti del Territorio, tra cui il Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Torino sede di Ivrea, e l’Accademia dell’Hardware e del Software libero “Adriano Olivetti”. È partner tecnico-scientifico del Tavolo di coordinamento della Candidatura Unesco di Ivrea città industriale del XX secolo.

Sito archeologico industriale: Archivio Storico Olivetti
Settore industriale: Industria tecnologica
Luogo: Ivrea, Torino, Piemonte, Italia
Proprietà e Gestione: Olivetti / Telecom Italia SpA – www.arcoliv.org
Testo a cura di: Associazione Archivio Storico Olivetti




La Fondazione Pirelli a Milano

La storia di Pirelli è contraddistinta da una cultura d’impresa capace di coniugare innovazione tecnologica e cultura umanistica, ricerca scientifica e sperimentazione artistica, valorizzazione dei talenti e internazionalità.

In prima linea nel sostenere le iniziative culturali dell’azienda è la Fondazione Pirelli, nata nel 2009 dalla consapevolezza che la salvaguardia del patrimonio culturale, storico e contemporaneo del Gruppo costituisce un valore non soltanto per l’impresa, ma anche per la società e per il territorio in cui essa opera.

Voluta dall’azienda e dalla famiglia Pirelli , la Fondazione occupa una palazzina degli anni Trenta ristrutturata per questa funzione e comprende al suo interno l’Archivio Storico, l’Archivio privato della famiglia Pirelli e una Biblioteca tecnico-scientifica.

Tra i suoi obiettivi vi è la salvaguardia del patrimonio storico dell’azienda e la promozione della sua cultura d’impresa attraverso mostre, percorsi didattici, convegni e iniziative in collaborazione con altre istituzioni culturali.

La sede della Fondazione Pirelli

La sede della Fondazione Pirelli, rispecchiando la volontà di preservare e valorizzare le radici storiche dell’azienda, è situata in una palazzina degli anni Trenta, lo storico “Fabbricato 134”, che rappresenta una delle ultime testimonianze dell’architettura industriale che un tempo caratterizzava l’intero quartiere. L’edificio è stato ristrutturato dallo Studio Cerri & Associati secondo un progetto che ne ha salvaguardato le caratteristiche originali.

Gli spazi della Fondazione ospitano due importanti opere di grande formato, che si possono considerare vere e proprie immagini-simbolo della storia Pirelli. La prima è la grande fotografia dal titolo “L’uscita delle maestranze Pirelli dallo stabilimento di via Ponte Seveso” (1905), uno straordinario ritratto collettivo e una delle testimonianze fotografiche più importanti dell’intero Archivio Storico. L’autore della fotografia (che misura 245×150 cm) è Luca Comerio, famoso fotografo e pioniere del cinema che qualche anno più tardi immortalerà in un documentario anche la visita del Re Vittorio Emanuele III allo stabilimento della Bicocca. La seconda grande opera è “La ricerca scientifica di Renato Guttuso (1961), un grande dipinto che raffigura uomini e donne in camice bianco, intenti a studiare il mondo con strumenti e microscopi. L’opera è il cartone preparatorio del mosaico realizzato in occasione dell’Esposizione Internazionale del Lavoro tenutasi a Torino nel 1961 per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia. Anche il grande mosaico realizzato dai mosaicisti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna è in esposizione presso la sala consultazione della Fondazione.

L’Archivio Storico della Fondazione Pirelli

L’Archivio Storico Pirelli conserva la documentazione sulla storia e l’attività dell’impresa dalla sua fondazione (1872) ad oggi. La Sovrintendenza Archivistica della Lombardia ha proclamato, sin dal 1972, l’interesse storico dell’Archivio, ponendolo sotto la propria tutela. Ogni anno centinaia di ricercatori, italiani e stranieri, frequentano la sala studio della Fondazione Pirelli per ricerche che spaziano dalla storia economica e industriale all’architettura, dalla storia del lavoro e delle relazioni industriali alla grafica e al design. La ricchissima sezione dedicata alla comunicazione è costituita da diversi fondi che nel loro insieme illustrano la lunga tradizione e il ruolo di avanguardia di Pirelli nel campo della comunicazione visiva:

  • il fondo fotografico comprende migliaia di immagini che ritraggono prodotti, stabilimenti, esposizioni e fiere e gare automobilistiche. Tra gli autori grandi nomi della fotografia quali: Federico Patellani, Ugo Mulas, Arno Hammacher, Gabriele Basilico.
  •  il fondo di bozzetti e tavole originali raccoglie centinaia di bozzetti pubblicitari, schizzi e disegni realizzati da noti graphic designer tra gli anni Venti e gli anni Sessanta. Tra i nomi più significativi ricordiamo Bruno Munari, Bob Norda, Riccardo Manzi, Giorgio Tabet.
  • il fondo degli audiovisivi contiene centinaia di film su pellicola e nastro magnetico databili dal 1912 ai giorni nostri. Dai documentari di Luca Comerio alle pubblicità cinematografiche e ai caroselli dei maestri dell’animazione italiana, fino al film documentario “La fabbrica sospesa” di Silvio Soldini (1987).

L’Archivio Storico comprende, inoltre, la raccolta completa di “Pirelli. Rivista di informazione e di tecnica”, consultabile sia in forma cartacea sia sul sito www.fondazionepirelli.org. Sulle sue pagine, per oltre due decenni, si è svolto uno dei più avanzati dibattiti culturali del paese: tra le firme troviamo quelle di Dino Buzzati, Italo Calvino, Umberto Eco, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini.

Del patrimonio della Fondazione fa parte anche la biblioteca tecnico-scientifica Pirelli, composta da circa 16.000 volumi sulla tecnologia della gomma e dei cavi dall’Ottocento fino ai nostri giorni, comprese numerose riviste tecniche straniere di cui Pirelli detiene le uniche copie presenti in Italia, come l’inglese “India Rubber Journal”, la rivista più antica del mondo sull’industria del caucciù (1888) o l’americana “India Rubber World” pubblicata a New York tra il 1889 e il 1954.

Attività e progetti della Fondazione Pirelli

La Fondazione Pirelli si occupa della tutela dei materiali storici (con operazioni di restauro e ricondizionamento) e della realizzazione di strumenti che ne agevolino la fruizione, da inventari scientifici e pubblicazioni di approfondimento a strumenti tecnologici e interattivi. Al fine di rendere fruibile al pubblico il ricco patrimonio culturale del Gruppo Pirelli, la Fondazione ha infatti adottato la piattaforma archivistica e catalografica xDams per la schedatura dei fondi storici, fotografici e audiovisivi dell’archivio aziendale. Il progetto ha previsto la creazione di una library digitale, attraverso la realizzazione del sito web di accesso e consultazione della documentazione storica: documenti, fotografie, bozzetti e disegni, filmati, corredati da informazioni su contenuti, autori, date di produzione, ricercabili per nomi, date, parole chiave. Gli inventari dell’Archivio Storico Pirelli sono disponibili online in italiano e in inglese sul sito http://search.fondazionepirelli.org/pirelli/

La Fondazione cura anche l’ideazione e la progettazione di percorsi allestitivi, visite guidate agli spazi espositivi, convegni e seminari sulla storia dell’impresa e del lavoro, in collaborazione anche con altre istituzioni culturali. Numerose le attività educative di Fondazione Pirelli Educational, che comprendono percorsi creativi e formativi rivolti a bambini della scuola materna ed elementare e ai ragazzi delle scuole medie, istituti tecnici e superiori. Scopo principale dei laboratori è quello di far conoscere anche ai più giovani il mondo della produzione e del lavoro e avvicinarli ai valori fondanti della cultura d’impresa del Gruppo. Le tematiche affrontate nel programma educativo spaziano dalla storia e tecnologia del pneumatico alla grafica e alla pubblicità, dalla fotografia al cinema d’impresa. I percorsisi articolano in una prima parte teorica che prevede l’utilizzo di supporti multimediali e una seconda parte più prettamente laboratoriale. Per alcuni percorsi è prevista anche la visita alla quattrocentesca villa della Bicocca degli Arcimboldi e ai laboratori di Ricerca e Sviluppo presenti all’interno dell’area Pirelli.

Sito archeologico industriale: Fondazione Pirelli  www.fondazionepirelli.org
Luogo: Milano, Italia
Testo a cura della: Fondazione Pirelli
Comunicazione image courtesy of: Fondazione Pirelli