Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura | Il Calendario del Popolo

Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura, titola così il nuovo numero della rivista culturale Il Calendario del Popolo pubblicata da Sandro Teti Editore

Un numero molto speciale questo della storica rivista fondata nel 1945, un numero doppio che dedica tutta la prima parte al nostro patrimonio industriale, nella fattispecie a quegli edifici che sono stati riconvertiti in luoghi di cultura, rigenerandosi nella funzione produttiva e sociale.

Apre il numero l’intervento firmato dal Prof. Giovanni Luigi Fontana, professore ordinario di Storia Economica all’Università di Padova, nonché uno dei massimi studiosi del patrimonio industriale, ad oggi Presidente dell’associazione AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale – e Direttore del Master in Conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio industriale – MPI, attivato da oltre un decennio presso l’Università di Padova.

Industrial Heritage, questo il titolo dell’intervento, ci introduce nel cuore delle dibattute questioni relative al recupero di questa tipologia di beni, il più delle volte caratterizzati da vaste cubature non semplici da gestire che inducono ad una prima valutazione superficiale a porre in secondo piano tutta quella serie di aspetti storici, scientifici e sociali che la materia porta con sé e che necessitano pertanto di un approccio multidisciplinare.

V’è dunque necessità di un lavoro scientifico più sistematico, metodico, per una protezione ragionata e selettiva, che rimane ancora da fare su scala nazionale. Ci sono monumenti, strutture uniche o assai rare per epoca storica, contenuti tecnici, valori formali e simbolici che vanno salvati, restaurati e trasmessi alle generazioni future nella loro integralità, e non solo negli involucri esterni. E c’è il rapporto con il loro intorno, con la rete degli altri elementi cui sono collegati, per cui pari attenzione va rivolta ai contesti, ai sistemi di riferimento. In altri casi, invece, ci si può limitare alla conservazione di alcune parti, per altri ancora si può adottare un criterio di trasformazione più radicale o di cancellazione, salvo che entrino in gioco altre ragioni di progettualità territoriale che ne suggeriscano o ne rendano profittevole il mantenimento (ad esempio nella costruzione di itinerari, in ambiti ecomuseali, per l’omogeneità dei tessuti edificati o l’inserimento in contesti paesistici di pregio).

Dopo l’editoriale firmato da Sandro Teti segue l’articolo redatto dalla Prof.ssa Giovanna Rosso Del Brenna, storica dell’arte e docente di Archeologia Industriale all’Università Cattolica di Milano e presso l’Università degli Studi di Genova. La Prof.ssa Del Brenna da anni, all’interno dei suoi corsi, indaga “i complessi rapporti che legano patrimonio industriale e progetto, con particolare attenzione alle arti contemporanee e agli artisti che hanno scelto il luogo industriale dismesso per operare, esporre, in qualche caso vivere”. In La fabbrica abbandonata: luogo per la creatività la Prof.ssa Del Brenna ci accompagna lungo un percorso di riappropriazione degli elementi fisici del patrimonio industriale attraverso la creatività: dalle Anonyme Skulpturen di Bernd e Hilla Becher, coppia di fotografi tedeschi che ci hanno lasciato un’affascinante testimonianza dell’architettura industriale in Europa e America, passando per l’occupazione degli spazi industriali del Cast Iron District di New York da parte degli artisti americani, da Robert Rauschenberg a Jasper Johns, alla nuova sede milanese della Fondazione Prada all’interno della ex distilleria Società Italiana Spiriti inaugurata nel maggio di quest’anno su progetto di Rem Koolhaas.

Dalla cultura del fare al fare cultura. Dopo questi due primi interventi che fungono da introduzione ad una materia che si rivela sempre più complessa e sfaccettata per le sue molteplici implicazioni, si snodano una serie di articoli che ripercorrendo l’Italia da nord a sud raccontano di realtà industriali un tempo protagoniste della storia economica ed oggi fucine di creatività e sapere.

Così in Ex Ansaldo e Mudec: «Una sintesi perfetta», una lunga intervista realizzata da Simona Politini, Fondatrice e Project Manager, nonché Presidente, dell’Associazione Archeologiandustriale.net, a Natalina Costa, Amministratore Delegato 24 Ore Cultura, si racconta l’affascinante sfida del Mudec – Museo delle Culture, inaugurato nel marzo 2015 all’interno della ex Ansaldo di via Tortona a Milano (attraverso una gara pubblica indetta nel 2014 la 24 Ore Cultura srl è stata scelta come partner del Comune di Milano per 12 anni consecutivi di questo ambizioso progetto culturale, ndr).

Dalla Lombardia ci spostiamo in Friuli Venezia Giulia per scoprire in Una “cattedrale” della tecnologia l’interessante esperienza di Immaginario Scientifico e del suo visitatissimo Science Centre all’interno della ex centrale idroelettrica Enel “Antonio Pitter” di Malnisio in provincia di Pordenone. Il pezzo ha triplice firma: Paolo Tomasella, Assessore alla Cultura e Istruzione del Comune di Montereale Valcellina (il Comune di Montereale Valcellina è ad oggi proprietario della struttura, ndr), il Prof. Piero Pinamonti dell’Università di Udine e Serena Mizzan, Direttore di Immaginario Scientifico.

Dal Friuli al Veneto per farci raccontare da Gianluca D’Incà Levis, ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee, in Il Villaggio abitato, come col Progetto Borca, nato dalla collaborazione col Gruppo Minoter-Cualbu, attuale proprietario dell’insediamento abitativo, attraverso l’arte contemporanea ha dato nuova vita all’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, esperimento visionario di architettura sociale voluto dall’imprenditore illuminato Enrico Mattei e firmato da Edoardo Gellner

Restiamo ancora nel nord Italia per conoscere un’altra realtà dove la sperimentazione artistica trova la sua collocazione all’interno di un’altra ex Centrale Idroelettrica: la Centrale di Fies. Siamo in Trentino Alto Adige, e a Fies, per l’appunto, frazione del comune di Dro in provincia di Trento, scopriamo un centro per l’arte contemporanea attivo grazie alla Coopertiva Il Gaviale che ha assunto la gestione l’immobile di proprietà della Hydro Dolomiti Enel. Il contributo «Le cose vengono fatte accadere» è firmato da Marla Haddad.

Spostandoci da est a ovest arriviamo in Liguria dove Alice Cutullè, esperta di archeologia industriale in Dalla ceramica a distretto culturale ci racconta la storia della ex Ceramica Ligure Vaccari di Ponzano Magra in provincia di La Spezia. All’interno del suo contributo Alice Cutullè intervista Juri Mazzanti, sindaco di Santo Stefano di Magra, deus ex machina del Progetto Nova Cantieri Creativi che ha fortemente voluto la riconversione nel segno dell’arte e della creatività di questo splendido complesso industriale dalle molteplici potenzialità.

In Piemonte, Elena Rosina e Paolo Naldini, rispettivamente responsabile del Dipartimento Didattica e Direttore della Cittadellarte realizzata da Michelangelo Pistoletto all’interno dell’ex Lanificio Trombetta lungo il torrente Cervo in quel di Biella, conosciuta un tempo come la “Manchester d’Italia” per le sue prestigiose manifatture tessili, nel contributo dal titolo Gli “Uffizi” di Cittadellarte ci raccontano la storia di questo luogo e il suo presente di cantiere culturale, un recupero complesso che ha richiesto più di due decenni e che è ancora in atto, tuttavia “A distanza di 25 anni dall’inizio del processo di riqualifica degli stabilimenti del lanificio Trombetta, Cittadellarte dimostra di aver raggiunto, tra gli altri obiettivi, anche quello di recuperare uno spazio che ha contribuito a plasmare la storia e l’economia biellese, la riqualifica di oltre un chilometro di città e la generazione di un grande laboratorio del “fare”, in continuo divenire e in continua crescita.

Arriviamo così nel capoluogo dell’Emilia Romagna dove attraverso la lettura dell’articolo MAMbo in Progress, firmato da Piero Orlandi e Laura Carlini, rispettivamente Responsabile Servizio Beni Architettonici e Ambientali – IBC e Direttore della struttura, scopriamo la storia ed il progetto culturale di una delle più importanti istituzioni pubbliche dedite all’arte contemporanea: il MAMbo – Museo d’arte moderna di Bologna che trova sede all’interno dell’ex Forno del Pane . L’ex Forno del Pane fu “costruito nel 1915 dal sindaco della prima giunta di sinistra, Francesco Zanardi, con l’intento di dotare la città di un panificio gestito dal Comune per fronteggiare i problemi di approvvigionamento della farina portati dalla guerra, e poi ristrutturato nel 1928-29 quale sede dell’Ente autonomo dei consumi. Inutilizzato per molti anni, fu destinato dal Pru della Manifattura a nuova sede museale”.

In Campania, a Napoli, un’altra giovane esperta di archeologia industriale, Rossella Monaco, ci raccontata in Ex stazione Bellini: l’arte in tensione come “Nel quartiere Avvocata, dove un tempo sorgeva l’antico borgo del Limpiano, oggi racchiuso nelle strade che nei loro odonimi conservano memoria dell’insediamento della casata dei Pontecorvo, tra i vicoli stretti che si arrampicano fra palazzi nobiliari, condomini popolari, chiese e monasteri, si staglia la mole bianca del Museo archivio laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch, istituito a Napoli dalla Fondazione Morra e inaugurato nel settembre del 2008” collocato in quella che un tempo fu una piccola centrale elettrica: la stazione Bellini datata al 1891.

Ci spostiamo in Puglia, dove, difronte ad uno splendido mare azzurro, scopriamo la Fondazione Pino Pascali che trova la sua collocazione all’interno dell’ex Mattatoio comunale di Polignano a Mare. In Un faro per la cultura firmato da Antonio Frugis ne apprendiamo storia passata e storia presente: “Il mattatoio
venne inaugurato nel 1913. La sua funzione cessò definitivamente nel 1984, quando ormai la struttura, nel frattempo diventata vetusta, non era più rispondente alle nuove norme vigenti in fatto di sicurezza sanitaria. Da allora vari progetti sono stati presentati ma solo nel 2004 sono cominciati i lavori di ripristino per trasferirvi, in seguito, la sede della Fondazione Museo Pino Pascali nel 2012”.

Dalla Puglia al Lazio, da un piccolo comune sul mare alla capitale, si, perché è proprio a Roma che si trova uno dei maggior esempi di recupero di archeologia industriale destinati al settore culturale: stiamo parlando della ex Centrale Montemartini di Roma ostiense, oggi Museo della Centrale Montemartini parte del polo espositivo dei Musei Capitolini di Roma. E chi meglio di Emilia Talamo, già Direttrice del Museo della Centrale Montemartini, ce ne può raccontare la storia? Attraverso il dettagliato contributo di Emilia Talamo, Le macchine e gli Dei, ripercorriamo così la storia di questo luogo magico dove scultura classica e macchinari industriali si incontrano in una cornice architettonica funzionale agli scopi produttivi, ma, al tempo stesso, di estrema eleganza, un luogo che è in grado di incantare visitatori provenienti da tutte le parti del mondo. “Due mondi diametralmente opposti, come l’archeologia classica e l’archeologia industriale, viaggiano su piani paralleli senza che l’una snaturi l’altra, catturando l’attenzione del visitatore ora sulla scura macchina, ora sulla bianca maestosità e delicatezza dei marmi antichi.

Conclude il monografico il contributo di Antonella di Lullo, OUTDOOR 2015 – HERE, NOW, curatrice del Outdoor Festival che ha scelto come location per l’edizione 2015 la ex Caserma di Servizio alla Reale Fabbrica di Armi di via Guido Reni a Roma.

Termina qui Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura, un viaggio alla scoperta di vecchi luoghi e nuove realtà per scoprire insieme come l’energia del produrre possa trasformarsi in energia creativa, un ventaglio di buone pratiche per ispirare le scelte future sul destino del nostro splendido patrimonio industriale.

Oltre ad alcune immagini dei luoghi di cui si parla all’interno degli interventi, gentilmente concesse dalle realtà presenti, il numero è corredato da un progetto fotografico realizzato dal fotografo professionista specializzato in architetture Alberto Muciaccia: gli scatti si caratterizzano per le linee pulite ed essenziali così come le eleganti forme dell’archeologia industriale ci insegnano.

Il monografico Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura è stato ideato e curato da Simona Politini, Fondatrice e Project Manager, nonché Presidente, dell’Associazione Archeologiandustriale.net

Il monografico Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura è un progetto editoriale patrocinato dell’Associazione AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale e rientra nella programmazione del 2015 European Industrial and Technical Heritage Year

L’Associazione Archeologiaindustriale.net è Media Partener del progetto.

Archeologia Industriale_Media Partner_Patrocinio

 

SAVE THE DATEPiù-libri-più-liberi-2015

Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura, n° 70 della rivista culturale Il Calendario del Popolo pubblicata da Sandro Teti Editore sarà presentato martedì 8 dicembre alle ore 14:00 nella Sala Corallo durante l’evento Più libri più liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che si terrà a Roma dal 4 all’8 dicembre presso il palazzo dei Congressi, Eur

Intervengono:
Antonella Di Lullo, NUfactory, curatrice Outdoor Festival;
Alberto Muciaccia, fotografo;
Simona Maria Politini, fondatrice di archeologiaindustriale.net
Emilia Talamo, già direttrice della Centrale Montemartini
Sandro Teti, direttore Calendario del Popolo

Modera:
Rachele Masci, caporedattrice della rivista

La rivista sarà in vendita durante l’evento

Dove acquistare la rivista:
• da metà gennaio all’interno del circuito Feltrinelli
• già da adesso attraverso spedizione contattando direttamente l’editore

 

Titolo: Archeologia Industriale – Luoghi per l’arte e la cultura. Nuovo numero della rivista culturale Il Calendario del Popolo
Autore: AA.VV.
Fotografia: Alberto Muciaccia
Casa Editrice: Sandro Teti Editore www.sandrotetieditore.it
ISSN:  9-770393-374002-50767
Lingua: italiano




La Cartiera di Vas: passato, presente e futuro. Studi, casi e progetti tra archeologia industriale e valorizzazione del territorio

L’Associazione culturale LaCharta organizza un lungo evento per presentare la Cartiera di Vas in provincia di Belluno, un luogo dell’archeologia industriale recuperato e pronto per essere rivitalizzato.

 

Dal 3 al 10 luglio 2015, la ex Cartiera di Vas riaprirà le sue porte per rianimarsi attraverso un ricco programma di attività: convegni, tavole rotonde, presentazioni, visite guidate, laboratori ed intrattenimento. Un’opportunità non solo per recuperare concretamente una parte del nostro patrimonio industriale, ma per valorizzare l’intero territorio circostante.

La Cartiera di Vas: la sua storia

Sin dalla metà del Seicento, nel territorio dell’attuale comune di Quero Vas si è insediata una fiorente attività di produzione cartaria. La cartiera di Vas, meglio conosciuta come Cartiera Gradenigo, dal nome della famiglia veneziana che l’ha resa famosa, nei secoli ha prodotto carta esportata in tutto il mediterraneo, dalla Spagna all’Impero Turco-Ottomano. La vicenda produttiva, caratterizzata da uno standard sempre alto, si è protratta sino alla metà del Novecento con i necessari adeguamenti tecnici e di prodotto finale. Se, infatti, sino alla fine dell’Ottocento la cartiera si era concentrata sulla produzione di carta di elevata qualità, nella fase finale la produzione si concentra sugli imballaggi, nello specifico sacchetti di carta.

Dopo una fase di riapertura, a cavallo tra gli anni 70 e 80 del Novecento, con attività riconvertita a pescicoltura, il sito è caduto in abbandono. La situazione si è protratta sino a pochi anni fa, quando, attraverso la costituzione di un consorzio pubblico-privato, si ha avuto accesso ad un finanziamento comunitario che ha permesso il recupero e il restauro del sito. In questo quadro di attività, la parte pubblica è stata destinata a polo culturale comprendente una sezione per attività temporanee (convegni, mostre), una sezione destinata ad allestimento permanente e una sezione di spazi compartimentati da cedere a interessati per attività professionali, artigianali o artistiche. Tuttavia, l’inserimento di queste funzioni all’interno dell’edificio ha subito un rallentamento e dal 2009 la cartiera si ritrova restaurata, ma vuota.

Per porre rimedio a questa situazione, evitando così che il denaro e gli sforzi già investiti siano resi vani dall’incuria e dall’inesorabile trascorrere del tempo, l’Associazione culturale LaCharta ha elaborato un piano di gestione e di vivificazione dell’area pubblica esaminato dall’amministrazione e approvato, a seguito di bando pubblico, all’inizio del 2015. A tale approvazione ha fatto seguito l’atto formale di concessione d’uso degli spazi.

La Cartiera di Vas: l’evento

Venerdì 3 luglio

La settimana di lavori si apre venerdì 3 luglio alle ore 18:00 con la presentazione del libro “Storie di una cartiera veneta. Tre secoli di produzione della carta a Vas” di Stefano Mazzalovo.
Seguono la presentazione dei lavori di ristrutturazione dell’area e la presentazione del progetto di gestione e valorizzazione degli spazi pubblici dell’area.

La serata si conclude con una performance rock live dei Fifty-Fifty. Nati nel 2007 come trio acustico, i Fifty-Fifty si sono evoluti in formazione duo di musica rock internazionale anni ‘80 proponendo anche pezzi di artisti rock italiani: una miscela musicale dirompente suonata con impeto e gran coinvolgimento del pubblico.

Sabato 4 luglio

La mattina di sabato 4 vedrà lo svolgersi del convegno organizzato dall’AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale. Il convegno sarà diviso in due sezioni: “Il patrimonio industriale nel Triveneto, in Italia e nel Mondo” e , a seguire, “Il patrimonio industriale tra carta e acqua”. Presente tra i relatori il prof. Giovanni Luigi Fontana Direttore del Dipartimenti mento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità presso l’Università di Padova nonché Presidente nazionale AIPAI.

Nel pomeriggio invece ben 15 relatori si confronteranno nella tavola rotonda dal titolo “Dalla conoscenza alla gestione del patrimonio industriale. Casi ed esperienze significative”. A raccontare le proprie esperienze operative nell’ambito dell’archeologia industriale diversi professionisti del settore, tra questi: Gianluca D’Incà Levis – ideatore e curatore DC Dolomiti Contemporanee, Giorgio Ravasio – Presidente Ass. Culturale Crespi d’Adda, Jacopo Ibello – Presidente Ass. Save Industrial Heritage, Pierluigi Scoizzato – Presidente SVF Società Veneta Ferrovie, Serena Mizzan – Direttrice del Science Centre Immaginario Scientifico, ed anche noi di Archeologiaindustriale.net.
Saranno inoltre presenti gli studenti del Master Universitario di II livello in “Conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio industriale”.

Al termine della ricca giornata di lavori, un momento di svago con l’esibizione del Coro di Stramare dal titolo “Cartabianca”: un concerto itinerante, diretto da Giuseppe Borin, in omaggio all’antica cartiera di Vas. Musiche tratte dalla tradizione popolare, canti di guerra e di lotta, memorie alpine e della Grande guerra.

Domenica 5 luglio

La mattina della giornata di domenica prevede la tavola rotonda “Lo spazio dell’ex Cartiera come opportunità di valorizzazione territoriale”.

L’evento riprende poi alle ore 18:00 con l’inaugurazione della mostra fotografica “Palingesi” di Fabio Zonta curata da Officina Sisifo e visitabile sino al 26 luglio. Una selezione di lavori per lo più di grande formato, tratte dal progetto omonimo che Zonta ha tradotto nel 2007 in un raffinato volume con testi di Cesare Cunaccia e Roberto Mutti, che gli è valso l’attenzione di alcune tra le più importanti gallerie italiane di fotografia che ne hanno proposto l’opera anche all’estero: Usa, Londra e Parigi. La mostra “Palingenesi” invita i visitatori a considerare con una maggiore attenzione il mistero del quotidiano, il dettaglio che si nasconde e che, se colto, rappresenta compiutamente il risultato convincente dello sguardo divergente dell’artista rispetto alla realtà.
Alle 19:00 aperitivo con visita guidata allo spazio della ex Cartiera.

Alle 20:45 presentazione del progetto “IncontroLuce”
Alle 21:00 “Luci di carta”. Spettacolo di ombre e luci ed a seguire una proiezione di cortometraggi di animazione con ARTiculate. ARTiculate è un gruppo di artisti inglesi, con singolari e diverse competenze, che mettono insieme il loro talento ed esperienza. Artisti visivi, poliedrici che trasformano i luoghi, le emozioni ed i pensieri attraverso azioni e spettacoli ricchi di atmosfere e di luce. L’iniziativa in collaborazione con Unione Biblioteche Setteville, è parte del progetto “lncontroLuce”

Martedì 7, Giovedì 9 e Venerdì 10

Spazio alla creatività, dalle 20:00 alle 22:00 laboratorio gratuito per tutti, adulti e ragazzi, di costruzione lanterne giganti in midollino di carta a cura del gruppo di artisti inglesi ARTiculate.

 

Organizzazione Associazione Culturale LaCharta.
Promotori e partner dell’evento: Comune di Quero-Vas, Provincia di Belluno, Unione Montana Feltrina, Archeologiaindustrile.net, AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, Master Universitario di II livello in “Conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio industriale”

Informazioni

Ex Cartiera Vas
Via Case Sparse32038 Quero-Vas (BL)
Cell +39 349 3838378
E-mail lacharta@libero.it
Facebook LaCharta
# ufficiale #CartieraVas

Per scaricare il programma completo dell’evento cliccate qui Cartiera di Vas 

Per scaricare il programma dettagliato di sabato 4 luglio cliccate qui Cartiera Vas – programma 4 luglio 

 




Progetto Nova Cantieri Creativi 2015 – al via la II edizione nella Ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano di Magra

Parte la Seconda Edizione di Nova Cantieri Creativi: workshop, dialoghi, confronti per un nuovo hub culturale all’interno della ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano di Magra in provincia di La Spezia

A distanza di una anno dalla sua inaugurazione, il 15 e 16 maggio si rinnova l’evento Nova Cantieri Creativi, per raccontare gli obiettivi raggiunti, lo stato di fatto ed i progetti futuri.

Fortemente voluto da Juri Mazzanti, sindaco di Santo Stefano di Magra, l’ex sito industriale rinasce attraverso la cultura e la creatività. Ben 180.000 mq si trasformano grazie alla sinergia tra istituzioni, associazioni e cittadini, riaprendo i propri cancelli ad una comunità allargata che supera i confini locali.

Una storia importante quella della ex Ceramica Vaccariconsiderato la fucina dell’arte futurista e allo stesso tempo un presidio industriale, l’opificio dava lavoro a migliaia di persone esportando in tutto il mondo. All’inizio degli anni ’70, l’affermarsi del distretto lapideo emiliano, portò a un forte e progressivo ridimensionamento della fabbrica. Iniziò così il suo declino che si concluse nella primavera del 2006, quando la fabbrica venne chiusa.

Dal primo giorno dopo la chiusura della Vaccari, abbiamo scelto di non fare cadere la fabbrica nell’oblio, quell’oblio che accompagna, troppo spesso in Italia, i siti industriali dismessi.” – ha dichiarato Juri Mazzanti – “Abbiamo voluto tenere i riflettori accesi sul vecchio opificio, attraverso tante iniziative, malgrado la chiusura dello stabilimento fosse stata un duro colpo per la nostra comunità. E con lo stesso coraggio, oggi, nonostante la difficile congiuntura storica ed economica, vogliamo seguire esperienze internazionali che hanno raggiunto il recupero e la rivitalizzazione di simili spazi, proprio attraverso la cultura”.

Seguendo una politica urbana che promuove fortemente il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente pubblico e privato, il Comune ha individuato nel 2014 alcuni spazi della Vaccari da assegnare in comodato d’uso mediante bando pubblico a operatori privati per la realizzazione di attività rivolte alla comunità, capaci di attivare processi di sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. L’accordo tra gli operatori e il Comune rientra nelle forme innovative di partnership tra pubblico e privato: gli operatori, infatti, usufruiscono gratuitamente degli spazi per la durata del comodato e in cambio si impegnano a sistemarli e a renderli agibili, garantendo inoltre dei servizi ad alta ricaduta sociale per la comunità locale. Gli “inquilini” di NOVA sono: la Galleria Cardelli & Fontana, La Stanza delle Necessità, lndustrie Musicali, SportXFun e Full Service.

Un fitto programma attende i partecipanti all’evento che avranno modo di confrontarsi con importanti interlocutori del panorama culturale nazionale e internazionale che interverranno sui temi dell’economia sociale e solidale, le start-up culturali e sociali, l’innovazione sociale e cognitiva, la riqualificazione di spazi ex industriali, anche in relazione alla presentazione di affini progetti realizzati in Italia e all’estero. Tra questi: l’architetto francese Odile Decq – che in Italia ha progettato la nuova ala d’espansione del MACRO, Museo d’Arte Contemporanea, di Roma – l’antropologo Franco La Cecla, i critici e storici dell’arte Michele Dantini, Stefano Chiodi e Angela Vettese, l’architetto e artista del paesaggio John Lonsdale, il sociologo del territorio Guido Borelli, Neve Mazzoleni per Il Giornale delle Fondazioni, Bertram Niessen presidente dell’associazione cheFare, Damiano Aliprandi coordinatore dell’area ricerca della Fondazione Fitzcarraldo di Torino, Silvia Botti direttore di Abitare

Durante l’evento sarà inaugurato l’Archivio Vaccari, realizzato all’interno dello spazio della ex Calibratura, acquistato dal Comune, grazie a un finanziamento regionale, attraverso il quale sarà possibile ripercorrere la storia di quella eccezionale realtà che era la Ceramia Vaccari.
Insieme all’Archivio Vaccari sarà inaugurato anche l’Auditorium – una sala polifunzionale di 700 mq dotata delle maggiori innovazioni tecniche, che potrà accogliere attività di vario genere, da conferenze a mostre, fino a spettacoli pubblici.

Ma l’arte è anche musica. Protagonisti della serata di venerdì 15 maggio saranno Luis Bacalov, Rita Marcotulli e Alberto Pizzo, con il celebre progetto 3 Piano Generations. Mentre la serata di sabato 16 si animerà grazie alla musica degli ELECTROBREAKFAST dj_visual  (Paolo Ranieri//Diego Bosoni).

E non finisce qui: una serie di eventi artistici e creativi animeranno le due giornate della manifestazione: workshop fotografico, laboratori per bambini, trekking urbano.

Per saperne di più visitate il sito della manifestazione cliccando qui Nova Cantieri Creativi 2015

Anche quest’anno Archeologiaindustriale.net è media partner tematico di Nova Cantieri Creativi



NOVA Cantieri Creativi – Giornate evento sulle esperienze di rigenerazione creativa 14-15 marzo 2014

Il 14 e 15 marzo, il Comune di Santo Stefano di Magra (SP), alla ex Ceramica Vaccari presenta l’evento NOVA Cantieri Creativi – Spazi Mutanti Spazi Mutati: Giornate evento sulle esperienze di rigenerazione creativa in Europa e in Italia.

La Ceramica Ligure Vaccari, originariamente fabbrica di laterizi, vide il suo sviluppo grazie all’imprenditore genovese Carlo Vaccari che sfruttando l’argilla locale, portò ai massimi livelli la produzione di grès ceramico esportandolo in tutto il mondo. Oggi di quel fiorente opificio restano gli immensi spazi chiusi e coperti e la loro storia, monumento della archeologia industriale italiana. NOVA Cantieri Creativi, con un programma fitto di incontri, distribuito in due giorni, si pone l’obiettivo di traghettare questa area industriale, ormai dismessa, verso nuove prospettive creative.

Col Comune di Santo Stefano di Magra in prima linea (il comune ha già acquistato e ottenuto in comodato gratuito una parte del complesso dalla proprietà privata italiana per realizzarvi una biblioteca ad alta digitalizzazione, l’archivio storico, l’Urban Center e uno spazio per residenze creative e artistiche), pubblico e privato collaboreranno per riportare a nuova vita il complesso industriale attraverso la cultura e la creatività, con evidenti ripercussioni benefiche sull’intero territorio. Questa la formula:

Più di 8.000 mila metri quadri saranno affidati gratuitamente per otto anni attraverso bandi pubblici a soggetti culturali e creativi capaci di portare proposte insediative congruenti con lo spazio, in grado di creare coinvolgimento territoriale e soprattutto di dimostrare la loro sostenibilità da un punto di vista gestionale ed economico.

NOVA Cantieri Creativi “Non è un evento, non è un convegno, non è uno spettacolo, non è una performance, non è un punto di partenza e neanche un punto di arrivo, ma è tutto questo insieme. Il programma prevede, infatti, momenti differenti per pubblici diversi.”

Venerdì 14 marzo, alle ore 14:30 apre l’evento, da lui fortemente voluto, Juri Mazzanti, sindaco di Santo Stefano di Magra. Seguiranno due giorni fitti d’incontri nei quali prenderanno la parola alcuni tra i protagonisti della scena culturale italiana e straniera: momenti di confronto e spunti di riflessione sulla strada da percorrere affinché la ex Ceramica Vaccari si trasformi in fabbrica di creatività.

Raine Heikkinen – Event Coordinator della Cable Factory Kaapeli in Helsinki, il più grande centro di cultura alternativa della Finlandia; Gianluca D’Inca Levis – ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee, progetto che attraverso l’arte riqualifica aree industriali dismesse e non solo; Reinier de Graaf, partner dello Studio OMA di Rotterdam “Società internazionale, leader nel settore, che si occupa di architettura, di urbanistica e di analisi culturale” che realizzerà tra l’altro il nuovo Museo della Fondazione Prada all’interno di alcuni edifici industriali dei primi del Novecento, nuovo spazio per l’arte contemporanea che aprirà a Milano nel 2015; e ancora: Roberto Covolo, coordinatore del progetto Ex Fadda in provincia di Brindisi; Franco Bianchini, Docente di cultural planning alla Leeds Metropolitan University; Raffaella Paita, Assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria; l’architetto Stefano Boeri, dal 2011 al 2013 anche Consigliere Delegato per la Cultura, il design e la moda per il comune di Milano, sono solo alcuni degli ospiti presenti a NOVA Cantieri Creativi.

In parallelo, ad arricchire ulteriormente i due giorni di evento, laboratori didattici, performance e workshop.

Roberto Vecchioni e Dario Vergassola chiuderanno rispettivamente i lavori di venerdì 14 e sabato 15.

Il Festival NOVA Cantieri Creativi è un progetto realizzato per il Comune di Santo Stefano di Magra dalla Fondazione Fitzcarraldo, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, della Regione Liguria e della Provincia di La Spezia.

 

Per il programma completo visitate il sito internet NOVA Cantieri Creativi

Media Partner Tematici dell’Evento 

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