La centrale termoelettrica del porto di Genova, sì al vincolo

La centrale termoelettrica del porto di Genova rappresenta un’importante testimonianza storico-architettonica-impiantistica del nostro patrimonio industriale, per tale ragione deve essere tutelata e destinata ad un riutilizzo compatibile con le sue caratteristiche.

CENTRALE TERMOELETTRICA DEL PORTO DI GENOVA: LA STORIA

Il complesso della Centrale termoelettrica del Porto costituisce una delle ultime testimonianze del passato industriale ‘energetico’ che ha caratterizzato la storia della città di Genova.
La centrale, che è rimasta in funzione fino al 2016, si trova all’interno del porto, sotto la Lanterna, simbolo di Genova, alla radice dei moli San Giorgio e Idroscalo.

La centrale termoelettrica fu costruita nel 1929 dalla Società Anonima “CONSORZIO CENTRALI TERMICHE” (CONCENTER), per dotare la “Grande Genova” di una terza centrale da affiancare a quelle di via Canevari e Sampierdarena.

Genova in quegli anni è una città in grande espansione. Nel 1926 è portata a compimento, con uno dei più vasti ampliamenti territoriali condotti in Italia in quel periodo, l’aggregazione dei 19 comuni limitrofi per favorire lo sviluppo delle attività industriali e portuali. In questo quadro si rende necessario potenziare l’offerta di energia con la costruzione di una terza centrale.

Nella scelta della localizzazione per la costruzione della nuova centrale, oltre a fattori puramente tecnici, ha probabilmente contribuito la volontà di celebrare l’innovazione tecnologica, oltre a quella di fornire, a chi giungeva a Genova via mare, un’immagine della città che congiungesse idealmente la città antica e quella industriale verso il futuro.

Il complesso originario tuttora conservato, costituito da corpi di fabbrica di diverse altezze, affiancati, con struttura in pilastri e travi reticolari di ferro chiodato e tamponamenti in mattone, è stato progressivamente ampliato e adeguato, negli anni, alle nuove esigenze e alle normative vigenti.

Il carbone necessario al funzionamento della centrale veniva rifornito via mare mediante navi e chiatte da cui veniva trasportato alla sommità della copertura, dove era posizionato il Bunker; originariamente il parco carbone si trovava su molo Giano, successivamente viene spostato a molo ex Idroscalo.

Il complesso, rilevato nel 1934 dalla Edison, e successivamente del Gruppo Edison Volta, con la nazionalizzazione del 1962 passa a ENEL. Per adeguarlo alle nuove richieste della città viene ampliato con un nuovo corpo destinato a uffici e sevizi (1951), e l’impianto viene potenziato con l’installazione di nuovi gruppi. Successivamente (1968) viene costruito il nuovo carbonile e sono ulteriormente integrati gli impianti e adeguati alle nuove richieste di sostenibilità.

L’impianto rimane perfettamente funzionante fino al 2016 e alla definitiva chiusura nel 2017, adeguandosi allo sviluppo della città e delle attività industriali con volumi di fornitura crescente e adeguamenti alle normative vigenti.

CENTRALE TERMOELETTRICA DEL PORTO DI GENOVA: IL PRESENTE

Il complesso della centrale costituisce quindi una testimonianza particolarmente significativa di quello che era la città e il patrimonio industriale nei primi decenni del ‘900; il fatto che si sia conservato perfettamente funzionante anche con i successivi ampliamenti e adeguamenti contribuisce al valore testimoniale.

A seguito della dismissione, la sua conservazione era fortemente a rischio: la sua posizione, all’interno dell’area portuale, lo rende di grande interesse per le espansioni operative del porto, e ne è stata persino ipotizzata la localizzazione dei depositi chimici di società petrolifere.

CENTRALE TERMOELETTRICA DEL PORTO DI GENOVA: IL FUTURO

L’interesse per la conservazione e valorizzazione della centrale termoelettrica del porto di Genova, motivato dalla testimonianza storico-architettonica-impiantistica della struttura, non concerne solo l’assetto architettonico originale, ma anche quello impiantistico, ambedue considerati negli aspetti più significativi del progressivo ampliamento/potenziamento e trasformazione. Un ulteriore interesse è rappresentato dalla sua localizzazione in adiacenza alla Lanterna, simbolo della città di Genova.

Per questo l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI), con Italia Nostra Genova hanno chiesto (30.09.2017) alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Liguria che la struttura venga vincolata nel suo assetto architettonico e impiantistico, ai sensi del decreto legislativo 26.3.2008, n° 62 (integrazioni al decr. Legislativo 22.1.2004, n°42, codice dei Beni Culturali, art. 10, comma 3, lett.d), che il progetto di riuso ne preveda la conservazione con una destinazione d’uso compatibile e che tenga nella debita considerazione l’intero settore con particolare riguardo per le valenze storico-architettonico-paesaggistiche della Lanterna di Genova.

Nel corso dell’istruttoria della pratica AIPAI, con la Scuola Politecnica dell’Ateneo genovese (DICCA- Dipartimento di Ingegneria Chimica Civile e Ambientale e DIME – Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica, Gestionale e dei Trasporti) ha lavorato in accordo con la Soprintendenza, per produrre, anche con la collaborazione di Enel, la documentazione necessaria.

Se per la struttura architettonica non dovrebbero sussistere problemi alla sua conservazione, avendo ormai più dei 70 anni richiesti dalla normativa, per la parte impiantistica la soluzione è più problematica, poiché gli impianti, dovendosi adeguare alle nuove esigenze produttive e alla nuova normativa, sono stati in parte rinnovati.

E’ stato fondamentale in questa fase l’apporto del DIME, con la collaborazione del quale è stato possibile individuare le componenti impiantische del complesso originario e quelle che, anche se introdotte in tempi successivi sono di grande interesse dal punto di vista didattico, scientifico, nonché qualitativo, e soprattutto significative per la produzione energetica e del funzionamento dell’impianto.

La ricerca puntuale e documentata(*) ha portato, in questi giorni (9 agosto), all’avvio del procedimento di vincolo. Come osserva il Soprintendente Vincenzo Tinè, il procedimento riguarda oltre la parte architettonica anche quella impiantistica: si è deciso di conservare anche le parti dell’impianto risalenti al progetto originario, nonché alcune componenti inserite in fase successiva per poter leggere nella sua completezza almeno una linea del ciclo produttivo.

Se, come ci auguriamo, non si sovrapporranno ostacoli al vincolo, si potrà procedere quanto prima alla ricerca di un interessamento da parte degli Enti pubblici e /o privati che dovrebbero intervenire per promuoverne un riuso compatibile.

Sono state al momento già avanzate diverse ipotesi di riuso, parallelamente alla conservazione di parte della centrale come museo di se stessa – vi sono molti esempi in tal senso sia all’estero che in Italia – un’integrazione con un museo dell’industria e dell’energia in particolare – che a Genova non esiste – un centro didattico per le energie (fossili e rinnovabili), nonché un centro per l’arte contemporanea.

In questa fase sarà comunque determinante un accordo tra l’amministrazione comunale e l’Autorità Portuale, proprietaria dell’area su cui insiste la centrale, per individuare un riuso compatibile, che valorizzi l’intera area, con la Lanterna, rendendo questi spazi alla città e a un uso collettivo e interattivo con le scuole.

(*) effettuata a cura di Aipai e dell’Università degli Studi di Genova, Scuola Politecnica (Prof arch Sara De Maestri, Prof ing Pietro Giribone, Prof ing Pietro Zunino, con la collaborazione dell’ing Giacomo Fui)

 

Testo a cura del prof. arch. Sara De Maestri
Università degli Studi di Genova
Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica e Ambientale (DICCA)




Fondazione Dalmine acquisisce le carte dell’architetto Costantino Corsini

La Fondazione Dalmine annuncia l’acquisizione delle carte dell’architetto Costantino Corsini, un nuovo nucleo di documentazione che si aggiunge al ricco archivio storico a disposizione della comunità e degli studiosi interessati alla storia e alla cultura industriale.

 

Fondazione Dalmine archivio carte Costantino Corsini

Lo Studio Corsini e Wiskemann, fondato a Milano nel 1956, si afferma ben presto nel panorama del design, degli allestimenti espositivi e soprattutto dell’architettura industriale come partner – fra le altre – dell’impresa di ingegneria Techint. Tra le principali realizzazioni, uffici, scuole tecniche, edifici ed impianti produttivi che valgono fra l’altro allo Studio il premio INARCH 1966 per lo stabilimento Lever Gibbs di Casalpusterlengo. Si tratta di progetti di vario ambito, dimensione e respiro, sempre concepiti in stretta relazione con l’ingegneria delle strutture, degli impianti, dei processi produttivi, del lavoro, ma anche in consapevole dialogo con l’ambiente e il paesaggio.

A Dalmine, nel 1978, lo Studio Corsini dà forma esterna all’allora nuova acciaieria e all’allora nuovo treno medio, un impianto di laminazione di tubi dalla tecnologia fortemente innovativa, ideata dai tecnici dell’azienda, destinata ad una diffusione globale, e ancora oggi in uso nelle più importanti aziende del settore tubi operanti nel mondo. Dall’incontro fra ingegneria e architettura scaturisce un progetto dai tratti di grande novità, che contribuisce a segnare per sempre, con le inconfondibili facciate colorate, il paesaggio industriale dell’area di Dalmine.

Le carte di Costantino, depositate alla Fondazione Dalmine per volontà della famiglia Corsini, costituiscono un ricco insieme di fascicoli, disegni, fotografie e documenti che completano, integrandoli, altri nuclei archivistici relativi all’attività dello Studio: il fondo opere e progetti della Techint SpA – committente dello Studio Corsini – conservato presso la Fondazione Dalmine, e il ricchissimo fondo disegni dello Studio Corsini-Wiskemann, già donato nel 1996 alla Fondazione Famiglia Legler.

Questa nuova acquisizione darà la possibilità di conoscere l’opera di uno studio di architettura che ha saputo interpretare la cultura tecnica della grande industria, dando forma ad impianti ed installazioni produttive in Italia e nel mondo. Un interprete forse meno noto, ma non meno rappresentativo, di una cultura del progetto sviluppatasi a partire dal Politecnico di Milano fra il dopoguerra e i primi anni ’80.

L’archivio è consultabile. Per informazioni contattare la Fondazione Dalmine www.fondazionedalmine.org

 

La Fondazione Dalmine è attiva dal 1999 nella promozione e diffusione della cultura industriale e nella valorizzazione del ricco archivio storico di TenarisDalmine, che conserva fra l’altro con oltre 120.000 fascicoli, 80.000 foto, migliaia di disegni tecnici oltre 80.000 immagini relative a impianti, processi, prodotti, persone, attività, spazi industriali. Questo patrimonio si è via via arricchito di altri archivi di aziende che, come Tenaris, sono parte del gruppo Techint. Il sito di Dalmine, attivo dal 1906, è un caratteristico esempio di città industriale, sorta e cresciuta per diretta iniziativa dell’azienda a partire dagli anni ’20. L’archivio è specchio fedele delle grandi trasformazioni vissute nel corso del Novecento da un’industria, un territorio, un paesaggio.




Metamorfosi Urbane: seminario Riqualificazione del patrimonio industriale

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo ospita il seminario “Riqualificazione del patrimonio industriale” e la conversazione “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura”.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo

Mercoledì 20 giugno dalle ore 17:00 alle 20:00, presso gli spazi dell’Urban Center di Milano, nell’ambito di Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo, si terrà il seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale” e, a seguire, la conversazione “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura

Intervengono al seminario Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.

L’arch. Lussignoli presenterà le linee generali del progetto di riabilitazione del Comparto Milano di Brescia, area storica della industria metalmeccanica e siderurgica bresciana che nel prossimo futuro sarà interessato da importanti e radicali trasformazioni. Particolare attenzione sarà dedicata al nuovo museo MUSIL e al riutilizzo del grande laminatoio ad esso prospiciente.

Il dott. De Gregorio illustrerà le fasi e le metodologie adottate per il recupero di un vecchio edificio, parzialmente demolito, che è potuto diventare un gioiello di edilizia attuale e sostenibile. Tutto ciò grazie all’impiego dei materiali Saint-Gobain, capaci di creare comfort nel residenziale, sia per riportare in vita che creando da zero.

Programma

17:00 – 18:00 Seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale” modera Simona Politini di Archeologiaindustriale.net, introduce Massimo Negri. Intervengono: Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.

18:00 – 20:00 “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura” Intervengono Michele Puglisi Liuc – Università C. Cattaneo e Massimo Negri Università Iulm

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METAMORFOSI URBANE
Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo è l’evento organizzato dall’associazione Archeologiaindustriale.net con la collaborazione del Gruppo Saint-Gobain e curato da Massimo Negri Direttore European Museum Academy Foundation, L’Aja (NL) nonché uno dei massimi esperti di archeologia industriale in Italia e da Simona Politini, fondatrice e project manager del progetto web Archeologiaindustriale.net e presidente dell’omonima associazione.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo mira ad offrire una panoramica dell’affascinante vastità e varietà di modi di uso contemporaneo del patrimonio storico industriale della città di Milano. Focus della ricerca dalla quale prende vita l’evento è l’individuazione di quegli spazi ex industriali oggi riconvertiti in luoghi della moda, del design, dell’accoglienza (ristorazione e hotellerie) e in spazi polifunzionali destinati ad attività culturali o di comunicazione. Cioè luoghi della vita collettiva, frequentati dal pubblico secondo gli stili di vita del nostro tempo, oltre la già investigata casistica delle riconversioni a scopi abitativi o strettamente lavorativi.

Immagini, dunque, di una Milano diversa dai tradizionali itinerari monumentali, ma altrettanto affascinante e significativa espressione della sua moderna tradizione del lavoro e della creatività contemporanea. Visitare questi spazi oggi significa entrare in contatto con la Milano industriale di un tempo, conoscerne la storia ed apprezzarne la sua capacità di rigenerarsi.

L’evento è articolato in diversi momenti tra loro in dialogo: parte del programma della Milano Photo Week, la mostra fotografica “Uno sguardo post-industriale” del fotografo milanese Stefano Barattini a cura di Samanta Buglia. Barattini, appassionato dell’inquadrare col proprio obiettivo luoghi dismessi e architetture industriali ha prestato il suo occhio fotografico per interpretare una selezione degli ex luoghi industriali di Milano riconvertiti, “questi luoghi emanano un fascino unico, fatto di luci e ombre,… ma soprattutto di grandi ricordi. Sono queste memorie, queste tracce del passato che vado a ricercare per catturare con la macchina fotografica i significati delle architetture, che preferisco ritrarre senza la presenza umana, per investigarne le componenti formali e ambientali”; “Album di famiglia” è invece la sezione realizzata con il contributo fotografico di alcune delle più importanti realtà milanesi che hanno sposato il progetto: Fondazione Pirelli, Museo Campari, BASE, Fondazione Teatro alla Scala, Fondazione Milano, Frigoriferi Milanesi, Ristorante Carlo e Camilla in Segheria di Carlo Cracco, Fonderie Napoleoniche, Hotel Enterprise, il centro polifunzionale per moda e design La Forgiatura, Politecnico Milano, Ristorante Ratanà, Spazio36, East End Studios, Officine del Volo, Café Deus ex Machina, Hotel Magna Pars Suites Milano, lo spazio polifunzionale Hug Milano, i luoghi per l’intrattenimento Spirit de Milan e Magazzini Generali.

Una sezione della mostra, denominata “Da una ex fabbrica nasce il comfort contemporaneo” è dedicata all’intervento Habitat Lab Saint-Gobain di Corsico (MI), un edificio laboratorio ricavato all’interno dell’area industriale di Saint-Gobain Abrasivi. Il risultato è oggi un centro polifunzionale autonomo sotto il profilo energetico che ha ottenuto, tra i primi in Italia e in Europa, la certificazione LEED® Platinum secondo il protocollo LEED® 2009 Italia NC con un punteggio di 90 su 110.

Nel periodo di apertura della mostra si terranno inoltre una serie di eventi pomeridiani volti alla promozione del patrimonio industriale nel nostro paese:

• Martedì 12 giugno: 15:00 – 19:30 incontro “Aipai e il patrimonio industriale in Italia: progetti in corso, X Giornata delle miniere e presentazione degli stati Generali del patrimonio industriale”.
Giovedì 14 giugno: 15:00 – 17:00 Evento History Food “Il menù interclassista nella Milano industriale: risotto, cassoeula e ossobuco. Le guerre di religione sulla loro ortodossia.” Con Pierre Ley e Marco Colombo del Salumificio Colombo
• Lunedì 18 giugno: 15:00 – 17:30 incontro “Il futuro del villaggio operaio di Crespi d’Adda sito Unesco” a cura dell’Associazione Crespi d’Adda
• Martedì 19 giugno: 17:30 – 19:30 “Caroselli” e filmati in anteprima dalle Collezioni del “Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia” a cura di Fondazione MUSIL di Brescia Coordina René Capovin (MUSIL) interviene Sante Bagnoli Presidente Jaka Books
• Mercoledì 20 giugno:
17:00 – 18:00 Seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale”
modera Simona Politini di Archeologiaindustriale.net, introduce Massimo Negri.
Intervengono: Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.
18:00 – 20:00 “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura”
Intervengono Michele Puglisi Liuc – Università C. Cattaneo e Massimo Negri Università Iulm

L’evento è prodotto dall’agenzia Arpe Comunicazione di Milano.

L’evento rientrerà nella programmazione della manifestazione Milano PhotoWeek 2018, giunta alla sua seconda edizione, che si terrà dal 4 al 10 giugno 2018.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo
è patrocinato da Aipai – Associazione Italiana per il Patrimonio Archelogico Industriale.

Media Partner dell’evento Uomini & Imprese, rivista del gruppo Fiera Milano Media Spa.

Informazioni

Dove Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12, 20121 Milano MI
Quando dal 6 al 22 giugno 2018
Giorni d’apertura: lunedì – venerdì
Orari d’apertura: dalle 9:00 alle 18:00
Ingresso libero

Per informazioni scrivere all’organizzazione / ufficio stampa info@archeologiaindustriale.net

 

 




Metamorfosi Urbane: Caroselli e filmati in anteprima dal Musil

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo ospita Caroselli e filmati in anteprima dalla collezioni del Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia

Metamorfosi-Urbane-Evento-MusilMartedì 19 giugno alle ore 17:30 alle 19:30, presso gli spazi dell’Urban Center di Milano, nell’ambito di Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo, si terrà l’evento “Cinelandia. La Milano della Gamma Film“, caroselli e filmati della Gamma Film dei fratelli Gavioli in anteprima dalla collezioni del Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia a cura di Fondazione Musil di Brescia, presenta René Capovin del Musil, partecipa Sante Bagnoli, Presidente Jaca Book

Ingresso gratuito

Il progetto Alle fonti del Cinema del Musil

Il progetto Alle fonti del Cinema. Restauro, digitalizzazione e valorizzazione dei materiali del “Fondo Gamma Film di Roberto Gavioli”, finanziato da Regione Lombardia, è volto alla valorizzazione di una parte del patrimonio della Gamma Film, donato dal titolare Roberto Gavioli alla Fondazione Luigi Micheletti , e da questa al Musil, come apporto per la realizzazione del Museo dell’industria e del lavoro di Brescia , di cui Roberto Gavioli fu uno più convinti sostenitori. Nello specifico, si è trattato di intervenire in modo rapido su un patrimonio – i rodovetri utilizzati per la produzione di Caroselli e altri cartoni animati della Gamma Film – che rischia di andare incontro nel giro di pochi anni a un deperimento irreversibile, qualora non si proceda con una manutenzione tempestiva. I materiali selezionati sono stati utilizzati in attività didattiche e in azioni volte alla valorizzazione digitale del patrimonio. All’intervento di salvaguardia dei rodovetri si è affiancato il lavoro di digitalizzazione di una serie di filmati di “Carosello” del Fondo Gamma Film.

Il progetto ha previsto le seguenti attività:

• selezione dei rodovetri da digitalizzare;
• pulitura dei rodovetri selezionati dalle essudazioni di acido acetico;
• digitalizzazione dei rodovetri tramite ripresa fotografica;
• schedatura e archiviazione dei rodovetri digitalizzati;
• digitalizzazione da nastro magnetico di una selezione di filmati di Carosello.

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Metamorfosi Urbane, incontro: Aipai e il patrimonio industriale in Italia

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo ospita l’incontro
Aipai e il patrimonio industriale in Italia: progetti in corso, X Giornata delle miniere e presentazione degli Stati Generali del patrimonio industriale

 

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo

Martedì 12 giugno alle ore 15:00 alle 19:30, presso gli spazi dell’Urban Center di Milano, all’interno di Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo, si terrà l’incontro Aipai e il patrimonio industriale in Italia: progetti in corso, X Giornata delle miniere e presentazione degli Stati Generali del patrimonio industriale.

Ad introdurre l’incontro sarà il prof. Giovanni Luigi Fontana, presidente Aipai.

Farà seguito la prima sezione delle tre in programma dal titolo Cantieri Aipai. Un parterre fitto di relatori illustrerà i lavori in corso nell’ambito della ricerca, salvaguardia e promozione del patrimonio industriale. Quattro i focus: editoria, turismo industriale, archivi e Musei d’impresa, il territori si raccontano. Tra i relatori: l’architetto specializzato nello studio e nel recupero di bani archeologico-industriali Manuel Ramello vicepresidente Aipai; il prof. Massimo Preite, docente di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, membro del board di Erih – European Route of Industrial Heritage; Carolina Lussana, responsabile Fondazione Dalmine e parte del consiglio direttivo di Musei Impresa, Edoardo Currà professore associato di Architettura Tecnica all’Università Sapienza di Roma e, insieme a Manuel Ramello, vicepresidente Aipai ; come i rappresentanti di giovani e dinamiche associazioni: Jacopo Ibello, Michela Biancardi, Alessandra Brignola.

La sezione successiva esaminerà l’evento nazionale più importante del settore minerario giunto quest’anno alla sua decima edizione la “Giornata nazionale delle miniere”, evento organizzato da Remi Ispra-Snpa, Anim, Assomineraria e G&T.

L’incontro si concluderà con la presentazione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale che si terranno a Venezia-Padova, dal 25 al 27 ottobre 2018 a cura di Giovanni Luigi Fontana.

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A seguire il programma completo dell’incontro

Aipai e il patrimonio industriale in Italia: progetti in corso, X Giornata delle miniere e presentazione degli stati Generali del patrimonio industriale

Martedì 12 giugno dalle 15:00 /19:30 – Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele Milano

Ore 15:00
Introduzione
GIOVANNI LUIGI FONTANA, presidente AIPAI

Cantiere AIPAI
Progetti e attività nell’anno del patrimonio culturale 2018
Coordina: EDOARDO CURRÀ, vice-presidente AIPAI

PUBBLICAZIONI
– Paesaggi industriali e Patrimonio Unesco – MASSIMO PREITE
– Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale – CRISTINA NATOLI
– Numero monografico di “Patrimonio industriale” sul patrimonio dell’automobile – ROSSELLA MASPOLI
– Numero monografico di “Ricerche storiche” sul patrimonio industriale – GIOVANNI LUIGI FONTANA

TURISMO INDUSTRIALE
– Uno stand sull’Italia a B-Industrial – JACOPO IBELLO
– Trattopunto – italian industrial tourism network – MICHELA BIANCARDI
– InGe – percorsi e cultura industriale a Genova – ALESSANDRA BRIGNOLA

ARCHIVI E MUSEI D’IMPRESA
– La Fondazione Dalmine – CAROLINA LUSSANA

I TERRITORI SI RACCONTANO

– La rete ERIH in Italia – MASSIMO PREITE
– Il concorso internazionale per il recupero della Zecca dello Stato – EDOARDO CURRÀ
– L’accordo di programma per la tutela e la valorizzazione del centro studi di Guidonia – EDOARDO CURRÀ
– Ivrea città industriale del XX secolo – STEFANIA DESSI e CARLO DELLA PEPA
– Il Piemonte post-industriale. Esperienze e innovazione a Casale Monferrato e Chieri – MANUEL RAMELLO

Ore 17:00
X Giornata delle Miniere

Coordina: MANUEL RAMELLO, vice-presidente AIPAI
– La X giornata nazionale delle miniere – MANUEL RAMELLO e ROSSELLA SISTI
– La rete REMI – AGATA PATANÈ e DOMENICO SAVOCA
– Numero monografico della rivista – REDAZIONE AIPAI, AGATA PATANÈ e LUCA SBRILLI

Ore 18:00
Presentazione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale
Venezia-Padova, 25-27 ottobre 2018
A cura di GIOVANNI LUIGI FONTANA

Scarica qui il programma dell’Incontro Aipai – Metamorfosi Urbane Urban Center Milano

Scarica qui il Comunicato Stampa incotro Aipai – Metamorfosi Urbane

METAMORFOSI URBANE.
MILANO DALL’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE AGLI STILI DI VITA DEL XXI SECOLO

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo è l’evento organizzato dall’associazione Archeologiaindustriale.net con la collaborazione del Gruppo Saint-Gobain e curato da Massimo Negri Direttore European Museum Academy Foundation, L’Aja (NL) nonché uno dei massimi esperti di archeologia industriale in Italia e da Simona Politini, fondatrice e project manager del progetto web Archeologiaindustriale.net e presidente dell’omonima associazione.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo mira ad offrire una panoramica dell’affascinante vastità e varietà di modi di uso contemporaneo del patrimonio storico industriale della città di Milano. Focus della ricerca dalla quale prende vita l’evento è l’individuazione di quegli spazi ex industriali oggi riconvertiti in luoghi della moda, del design, dell’accoglienza (ristorazione e hotellerie) e in spazi polifunzionali destinati ad attività culturali o di comunicazione. Cioè luoghi della vita collettiva, frequentati dal pubblico secondo gli stili di vita del nostro tempo, oltre la già investigata casistica delle riconversioni a scopi abitativi o strettamente lavorativi.

Immagini, dunque, di una Milano diversa dai tradizionali itinerari monumentali, ma altrettanto affascinante e significativa espressione della sua moderna tradizione del lavoro e della creatività contemporanea. Visitare questi spazi oggi significa entrare in contatto con la Milano industriale di un tempo, conoscerne la storia ed apprezzarne la sua capacità di rigenerarsi.

L’evento è articolato in diversi momenti tra loro in dialogo: parte del programma della Milano Photo Week, la mostra fotografica “Uno sguardo post-industriale” del fotografo milanese Stefano Barattini a cura di Samanta Buglia. Barattini, appassionato dell’inquadrare col proprio obiettivo luoghi dismessi e architetture industriali ha prestato il suo occhio fotografico per interpretare una selezione degli ex luoghi industriali di Milano riconvertiti, “questi luoghi emanano un fascino unico, fatto di luci e ombre,… ma soprattutto di grandi ricordi. Sono queste memorie, queste tracce del passato che vado a ricercare per catturare con la macchina fotografica i significati delle architetture, che preferisco ritrarre senza la presenza umana, per investigarne le componenti formali e ambientali”; “Album di famiglia” è invece la sezione realizzata con il contributo fotografico di alcune delle più importanti realtà milanesi che hanno sposato il progetto: Fondazione Pirelli, Museo Campari, BASE, Fondazione Teatro alla Scala, Fondazione Milano, Frigoriferi Milanesi, Ristorante Carlo e Camilla in Segheria di Carlo Cracco, Fonderie Napoleoniche, Hotel Enterprise, il centro polifunzionale per moda e design La Forgiatura, Politecnico Milano, Ristorante Ratanà, Spazio36, East End Studios, Officine del Volo, Café Deus ex Machina, Hotel Magna Pars Suites Milano, lo spazio polifunzionale Hug Milano, i luoghi per l’intrattenimento Spirit de Milan e Magazzini Generali.

Una sezione della mostra, denominata “Da una ex fabbrica nasce il comfort contemporaneo” è dedicata all’intervento Habitat Lab Saint-Gobain di Corsico (MI), un edificio laboratorio ricavato all’interno dell’area industriale di Saint-Gobain Abrasivi. Il risultato è oggi un centro polifunzionale autonomo sotto il profilo energetico che ha ottenuto, tra i primi in Italia e in Europa, la certificazione LEED® Platinum secondo il protocollo LEED® 2009 Italia NC con un punteggio di 90 su 110.

Nel periodo di apertura della mostra si terranno inoltre una serie di eventi pomeridiani volti alla promozione del patrimonio industriale nel nostro paese:

• Martedì 12 giugno: 15:00 – 19:30 incontro “Aipai e il patrimonio industriale in Italia: progetti in corso, X Giornata delle miniere e presentazione degli stati Generali del patrimonio industriale”.
Giovedì 14 giugno: 15:00 – 17:00 Evento History Food “Il menù interclassista nella Milano industriale: risotto, cassoeula e ossobuco. Le guerre di religione sulla loro ortodossia.” Con Pierre Ley e Marco Colombo del Salumificio Colombo
• Lunedì 18 giugno: 15:00 – 17:30 incontro “Il futuro del villaggio operaio di Crespi d’Adda sito Unesco” a cura dell’Associazione Crespi d’Adda
• Martedì 19 giugno: 17:30 – 19:30 “Caroselli” e filmati in anteprima dalle Collezioni del “Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia” a cura di Fondazione MUSIL di Brescia Coordina René Capovin (MUSIL) interviene Sante Bagnoli Presidente Jaka Books
• Mercoledì 20 giugno:
17:00 – 18:00 Seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale”
modera Simona Politini di Archeologiaindustriale.net, introduce Massimo Negri.
Intervengono: Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.
18:00 – 20:00 “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura”
Intervengono Michele Puglisi Liuc – Università C. Cattaneo e Massimo Negri Università Iulm

L’evento è prodotto dall’agenzia Arpe Comunicazione di Milano.

L’evento rientrerà nella programmazione della manifestazione Milano PhotoWeek 2018, giunta alla sua seconda edizione, che si terrà dal 4 al 10 giugno 2018.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo
è patrocinato da Aipai – Associazione Italiana per il Patrimonio Archelogico Industriale.

Media Partner dell’evento Uomini & Imprese, rivista del gruppo Fiera Milano Media Spa.

Informazioni

Dove Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12, 20121 Milano MI
Quando dal 6 al 22 giugno 2018
Giorni d’apertura: lunedì – venerdì
Orari d’apertura: dalle 9:00 alle 18:00
Ingresso libero

Per informazioni scrivere all’organizzazione / ufficio stampa info@archeologiaindustriale.net




Metamorfosi Urbane – Evento sull’Archeologia Industriale a Milano

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo è il titolo dell’evento sull’archeologia industriale a Milano che si terrà all’Urban Center dal 6 al 22 giugno 2018.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo

Martedì 5 giugno alle ore 18:00, presso gli spazi dell’Urban Center di Milano, s’inaugura Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo, evento organizzato dall’associazione Archeologiaindustriale.net con la collaborazione del Gruppo Saint-Gobain e curato da Massimo Negri Direttore European Museum Academy Foundation, L’Aja (NL) nonché uno dei massimi esperti di archeologia industriale in Italia e da Simona Politini, fondatrice e project manager del progetto web Archeologiaindustriale.net e presidente dell’omonima associazione.

Fai sapere che parteciperai anche tu all’evento tramite Facebook: clicca Inaugurazione Metamorfosi Urbane

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo: la sede 

Non poteva esserci location migliore che l’Urban Center, centro per l’informazione e la partecipazione sui progetti di sviluppo del territorio del Comune di Milano collocato all’interno della splendida cornice architettonica della Galleria Vittorio Emanuele II, cuore pulsante del capoluogo lombardo e tra i più celebri esempi di architettura del ferro europea, per ospitare un evento sull’archeologia industriale a Milano.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo: il concept

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo mira ad offrire una panoramica dell’affascinante vastità e varietà di modi di uso contemporaneo del patrimonio storico industriale della città di Milano. Focus della ricerca dalla quale prende vita l’evento è l’individuazione di quegli spazi ex industriali oggi riconvertiti in luoghi della moda, del design, dell’accoglienza (ristorazione e hotellerie) e in spazi polifunzionali destinati ad attività culturali o di comunicazione. Cioè luoghi della vita collettiva, frequentati dal pubblico secondo gli stili di vita del nostro tempo, oltre la già investigata casistica delle riconversioni a scopi abitativi o strettamente lavorativi.

Immagini, dunque, di una Milano diversa dai tradizionali itinerari monumentali, ma altrettanto affascinante e significativa espressione della sua moderna tradizione del lavoro e della creatività contemporanea. Visitare questi spazi oggi significa entrare in contatto con la Milano industriale di un tempo , conoscerne la storia ed apprezzarne la sua capacità di rigenerarsi.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo: l’evento

L’evento è articolato in diversi momenti tra loro in dialogo: parte del programma della Milano Photo Week, la mostra fotografica “Uno sguardo post-industriale” del fotografo milanese Stefano Barattini a cura di Samanta Buglia. Barattini, appassionato dell’inquadrare col proprio obiettivo luoghi dismessi e architetture industriali ha prestato il suo occhio fotografico per interpretare una selezione degli ex luoghi industriali di Milano riconvertiti, “questi luoghi emanano un fascino unico, fatto di luci e ombre,… ma soprattutto di grandi ricordi. Sono queste memorie, queste tracce del passato che vado a ricercare per catturare con la macchina fotografica i significati delle architetture, che preferisco ritrarre senza la presenza umana, per investigarne le componenti formali e ambientali”; “Album di famiglia” è invece la sezione realizzata con il contributo fotografico di alcune delle più importanti realtà milanesi che hanno sposato il progetto: Fondazione Pirelli, Museo Campari, BASE, Fondazione Teatro alla Scala, Fondazione Milano, Frigoriferi Milanesi, Ristorante Carlo e Camilla in Segheria di Carlo Cracco, Fonderie Napoleoniche, Hotel Enterprise, il centro polifunzionale per moda e design La Forgiatura, Politecnico Milano, Ristorante Ratanà, Spazio36, East End Studios, Officine del Volo, Café Deus ex Machina, Hotel Magna Pars Suites Milano, lo spazio polifunzionale Hug Milano, i luoghi per l’intrattenimento Spirit de Milan e Magazzini Generali.

Alcune immagini tratte dalla sezione “Uno sguardo post-industriale

Alcune immagini tratte dalla sezione “Album di famiglia

Una sezione della mostra, denominata “Da una ex fabbrica nasce il comfort contemporaneo“ è dedicata all’intervento Habitat Lab Saint-Gobain di Corsico (MI), un edificio laboratorio ricavato all’interno dell’area industriale di Saint-Gobain Abrasivi. Il risultato è oggi un centro polifunzionale autonomo sotto il profilo energetico che ha ottenuto, tra i primi in Italia e in Europa, la certificazione LEED® Platinum secondo il protocollo LEED® 2009 Italia NC con un punteggio di 90 su 110.

Nel periodo di apertura della mostra si terranno inoltre una serie di incontri pomeridiani volti alla promozione del patrimonio industriale nel nostro paese: presentazione dell’evento nazionale “La Giornata delle miniere”, gli “Stati Generali” e i “Cantieri” della Associazione Italiana per il Patrimonio Industriale (AIPAI), l’incontro Food History, due incontri che hanno per tema due beni del patrimonio industriale lombardo di estremo valore: “Il futuro del Villaggio operaio di Crespi d’Adda sito Unesco” tenuto dall’Associazione Crespi D’Adda e la collezione del “Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia” , un dibattito “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura”, con l’intervento di Michele Puglisi Liuc – Università C. Cattaneo e Massimo Negri Università Iulm; un contributo video realizzato dall’architetto Anna Karla de Almeida, corsista del corso di laurea internazionale Erasmus Mundus “Techniques, Heritage, Industrial Landscapes”, il primo e unico corso di laurea internazionale europeo sul patrimonio industriale.

L’evento è prodotto dall’agenzia Arpe Comunicazione di Milano.

L’evento rientrerà nella programmazione della manifestazione Milano PhotoWeek 2018, giunta alla sua seconda edizione, che si terrà dal 4 al 10 giugno 2018.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo
è patrocinato da Aipai – Associazione Italiana per il Patrimonio Archelogico Industriale.

Media Partner dell’evento Uomini & Imprese, rivista del gruppo Fiera Milano Media Spa.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo: calendario incontri

Martedì 12 giugno: 15:00 – 19:30 incontro “Aipai e il patrimonio industriale in Italia: progetti in corso, X Giornata delle miniere e presentazione degli stati Generali del patrimonio industriale”.
Giovedì 14 giugno 15:00 – 17:00 Evento History Food “Il menù interclassista nella Milano industriale: risotto, cassoeula e ossobuco. Le guerre di religione sulla loro ortodossia.” Con Pierre Ley e Marco Colombo del Salumificio Colombo
Lunedì 18 giugno 15:00 – 17:30 incontro “Il futuro del villaggio operaio di Crespi d’Adda sito Unesco” a cura dell’Associazione Crespi d’Adda
Martedì 19 giugno 17:30 – 19:30 Caroselli e filmati in anteprima dalla collezioni del “Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia” a cura di Fondazione MUSIL di Brescia, presenta René Capovin del Musil, partecipa Sante Bagnoli, Presidente Jaca Book
Mercoledì 20 giugno
17:00 – 18:00 Seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale” modera Simona Politini di Archeologiaindustriale.net, introduce Massimo Negri. Intervengono: Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.
18:00 – 20:00 “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura” Intervengono Michele Puglisi Liuc – Università C. Cattaneo e Massimo Negri Università Iulm

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo: informazioni

Dove Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12, 20121 Milano MI
Quando dal 6 al 22 giugno 2018
Giorni d’apertura: lunedì – venerdì
Orari d’apertura: dalle 9:00 alle 18:00
Ingresso libero

Per informazioni scrivere all’organizzazione / ufficio stampa info@archeologiaindustriale.net

 

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Fondazione Prada Milano: la Torre di Rem Koolhaas apre al pubblico

Torre, l’edificio che completa la sede di Milano della Fondazione Prada, apre al pubblico il 20 aprile 2018

Apre al pubblico la Torre, l’edificio che segna il completamento della sede di Milano della Fondazione Prada inaugurata nel maggio 2015 e progettata da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA.

La Torre della Fondazione Prada, alta 60 metri, è realizzata in cemento bianco strutturale a vista. Il nuovo edificio arrichisce il repertorio di differenti condizioni espositive che definiscono la visione architettonica della fondazione, caratterizzata da una varietà di opposizioni e frammenti. Ciascuno dei nove piani della Torre offre una percezione inedita degli ambienti interni attraverso una specifica combinanzione di tre parametri spaziali: pianta, altezza e orientazione. Metà dei livelli si sviluppa infatti su base trapezoidale, gli altri su pianta rettangolare. L’altezza dei soffitti, crescente dal basso all’alto, varia dai 2,7 metri del primo piano agli 8 metri dell’ultimo livello. Le facciate esterne sono caratterizzate da una successione di superfici di vetro e cemento, che attribuiscono così ai diversi piani un’esposizione alla luce sul lato nord, est o ovest, mentre l’ultima sala espositiva è dotata di luce zenitale. Il lato sud della Torre presenta una struttura diagonale che la unisce al Deposito, dentro la quale si inserisce un ascensore panoramico. Come sostiene Rem Koolhaas, “l’insieme di queste diversità produce un’estrema varietà spaziale all’interno di un volume semplice, in modo che l’interazione tra gli ambienti e i singoli progetti o opere d’arte offra un’infinita serie di possibili configurazioni”.

All’interno dei sei livelli espositivi della Torre della Fondazione Prada inaugura il progetto “Atlas” nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant. Riunisce opere della Collezione Prada in una successione di spazi che accolgono assoli o confronti, creati per assonanza o contrasto, tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten Höller.

Il ristorante “Torre”, ospitato al sesto piano della nuova costruzione, accoglie arredi originali del “Four Seasons Restaurant” di New York progettato da Philip Johnson nel 1958, elementi dell’installazione di Carsten Höller The Double Club (2008-2009), tre sculture di Lucio Fontana – due ceramiche policrome Cappa per caminetto (1949) e Pilastro (1947) e un mosaico a pasta di vetro e cemento Testa di medusa (1948-54) – e una selezione di quadri di William N. Copley, Jeff Koons, Goshka Macuga e John Wesley. Ispirandosi alla tradizione del ristorante italiano, le pareti presentano piatti d’artista realizzati per il ristorante da John Baldessari, Thomas Demand, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Elmgreen & Dragset, Joep Van Lieshout, Goshka Macuga, Mariko Mori, Tobias Rebherger, Andreas Slominski, Francesco Vezzoli e John Wesley.

La terrazza sul tetto dell’edificio è concepita come uno spazio flessibile che accoglie un bar. È caratterizzata dalla decorazione optical in bianco e nero del pavimento e da un rivestimento del parapetto in specchi che crea un effetto di riflessione, in grado di eliminare visivamente la barriera tra lo spazio e la vista a 360 gradi sulla città di Milano.

FONDAZIONE PRADA, MILANO: LA TORRE DI REM KOOLHAAS

Torre è l’elemento che conclude la serie di differenti condizioni espositive che definiscono Fondazione Prada.
La base rettangolare della Torre si sviluppa su una superficie trapezoidale, nell’estremità nord-ovest della fondazione. L’edificio è costituito da un’alternanza di volumi trapezoidali e rettangolari che si affacciano sullo spazio urbano di Milano.

Sul lato sud una struttura diagonale che si innalza dai vasti ambienti del Deposito contribuisce a mantenere la Torre in posizione verticale. Al fine di estendere le tipologie spaziali incluse nel progetto architettonico della fondazione, è stata concepita una serie di variazioni sistematiche: ogni piano è più alto di quello inferiore, piante rettangolari si intervallano ad altre trapezoidali, l’orientazione degli ambienti si configura alternativamente come una vista panoramica sulla città verso nord, oppure in prospettive più mirate in direzioni opposte, sul lato est o ovest.

L’insieme di queste diversità produce un’estrema varietà spaziale all’interno di un volume semplice, in modo che l’interazione tra gli ambienti e i singoli progetti o opere d’arte offra un’infinita serie di possibili configurazioni…

Al piano terra della Torre, un’ulteriore entrata permette un accesso diretto all’edificio, al ristorante, alla terrazza panoramica, allo spazio multifunzionale del Deposito e alle altre aree della fondazione.

Le scale interne sono l’unico elemento in grado di unificare tutte le variazioni. La loro complessità strutturale le libera da una funzione strettamente pratica, rendendole un dispositivo di grande impatto architettonico.

Rem Koolhaas




Turismo geotermico: crescono i numeri in Toscana con Enel Green Power

Al via la stagione 2018 del turismo geotermico in Toscana che nel 2017 ha fatto un nuovo balzo in avanti registrando  oltre 60mila visite

Turismo geotermico in Toscana: boom di visitatori nel 2017

Il turismo geotermico si conferma una realtà consolidata: anche per il 2017, come avvenuto nel 2016, i dati di Enel Green Power confermano oltre 60mila accessi ai territori geotermici, la cui peculiarità sta diventando sempre di più un’attrazione turistica e culturale per scuole, gruppi, turisti e visitatori provenienti dall’Italia e da molte parti del mondo.

Museo della Geotermia di Larderello e i siti per l’energia geotermica di Enel Green Power: un nuovo “polo” turistico

Il Museo della Geotermia di Larderello nel comune di Pomarance – che nel novembre 2017 ha aggiunto al piano terra con 10 sale interattive anche la nuova ala al primo piano che era l’abitazione del De Larderel con ulteriori 12 sale che accolgono la biblioteca storica, le origini di Larderello, il suo sviluppo dalla chimica all’attività elettrica, l’archivio storico fotografico – ha fatto segnare circa 27mila visite, mentre il Parco delle Biancane nel territorio comunale di Monterotondo Marittimo ha registrato oltre 17mila accessi.

Circa 6mila gli accessi al Parco delle Fumarole di Sasso Pisano, nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, alle manifestazioni naturali di San Federigo e altre diffuse nel territorio, al percorso del trekking geotermico che collega le Fumarole alle Biancane, a cui si aggiungono le oltre 10mila presenze delle Centrali Aperte 2017 e degli eventi della stagione estiva promossi da Enel Green Power e istituzioni nell’area tradizionale di Larderello, Monterotondo Marittimo, Castelnuovo VdC e Monteverdi Marittimo o nelle aree di Radicondoli, Chiusdino, Montieri, e del Monte Amiata senese e grossetano (Piancastagnaio, Santa Fiora, Arcidosso), dove il percorso turistico di 700 metri liberamente fruibile intorno alle centrali di Bagnore e la collaborazione didattica con l’Acquedotto del Fiora hanno richiamato numerosi visitatori.

Delle circa 120mila presenze complessive nel comprensorio definito “geotermico” (dati Centro Studi Turistici) oltre 60mila sono quindi relative al solo “turismo geotermico”. Un’offerta turistica che va arricchendosi sempre di più grazie alle attività di promozione del territorio portata avanti da Co.Svi.G. (Consorzio Sviluppo Aree Geotermiche) e dai Comuni geotermici, nonché dalla filiera agricola della Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili, fondata da Co.Svi.G., Fondazione SlowFood per la biodiversità e SlowFood Toscana.

La nuova guida per il turismo geotermico in Toscana: Le colline del vapore

A raccontare queste realtà, oltre al libro “Un Viaggio in Toscana – La via della Geotermia: dalla Val di Cecina all’Amiata” (Effigi editore) uscito nel 2015, sta contribuendo anche la guida turistica “Le colline del Vapore” edita nel febbraio 2018 da Viatoribus con la collaborazione di Co.Svi.G. e delle Amministrazioni Comunali di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Monteverdi Marittimo, Radicondoli e Montieri: un testo originale, utile ai turisti ma anche a chi il territorio lo vive, che di fatto ha aperto la stagione turistica 2018 in cui come ogni anno sono in programma eventi, iniziative e centrali aperte legate peraltro all’anniversario dei 200 anni dall’inizio dell’attività industriale geotermica, legata all’utilizzo della geotermia per usi chimici avviata dal Conte Francesco De Larderel nel 1818.

Turismo geotermico, Massimo Montemaggi Enel Green Power: “Una parte importante del distretto della geotermia in Toscana”

“Il turismo geotermico – ha dichiarato Massimo Montemaggi, responsabile geotermia Enel Green Power – è ormai una parte importante del distretto della geotermia toscana: si tratta di un risultato possibile grazie alla collaborazione tra Enel Green Power, Co.Svi.G., Regione Toscana, Amministrazioni Comunali, Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili, Museo Le Energie del territorio di Radicondoli, Centro Visite del Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo, Pro Loco, Associazioni e Uffici turistici dei territori geotermici tradizionali e dell’Amiata. Tutti hanno lavorato molto sulla promozione e sulla cura degli itinerari di visita, facendo dei luoghi della geotermia un punto di riferimento per il turismo nazionale e internazionale.”




Musei d’impresa: conservare il passato per ispirare il futuro

Musei d’impresa: conservare il passato per ispirare il futuro è l’articolo pubblicato all’interno della rivista Uomini e Imprese edita da Fiera Milano Media Spa.

Musei d’impresa: conservare il passato per ispirare il futuro è un viaggio nei luoghi dedicati alla conservazione e valorizzazione del nostro più recente patrimonio industriale.

“Gli oggetti, i documenti, le immagini raccolte in queste strutture hanno la straordinaria capacità di testimoniare l’evoluzione sociale, culturale ed economica dei territori, di interpretare la nostra storia e il nostro presente.”

Alberto Meomartini, vicepresidente della Camera di commercio di Milano e Presidente di Museimpresa

Musei d’impresa: conservare il passato per ispirare il futuro

Musei d’impresa. E, a pensarci bene, se si leggesse “impresa” nell’accezione di “iniziativa importante e difficile” invece che di “azienda” non si commetterebbe poi un errore, perché non è raro in questi luoghi imbattersi in vere e proprie “imprese industriali” che hanno rivoluzionato il nostro vivere.

di Simona Politini

Per leggere l’articolo cliccare qui

All’interno dell’articolo Musei d’Impresa si racconta di:
Officina Rancilio 1926, Galleria Campari, Museo del cappello Borsalino, Museo Salvatore Ferragamo, Museo Armani Silos, Museo Ferrari e Museo Enzo Ferrari, La macchina del tempo – Museo Storico Alfa Romeo, Museimpresa




Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale – Libro

Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale. Creative factory, heritage telling, temporary use, business model è il nuovo libro sulla recupero dei siti di archeologia industriale e la loro rigenerazione.

Il libro Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale, a cura di  Cristina Natoli e Manuel Ramello, si inserisce nella consolidata attività di ricerca sulla rigenerazione urbana ed extraurbana delle aree a forte connotazione industriale in cui è in atto un processo di deindustrializzazione legato a trasformazioni economico-produttive e processi di globalizzazione del mercato le cui conseguenze hanno determinato una profonda metamorfosi territoriale.

Da queste riflessioni e dall’osservazione dei molteplici fenomeni a piccola e grande scala già in essere, si sono individuati quattro temi di grande attualità per confrontarsi con sguardo multidisciplinare alla rigenerazione del patrimonio industriale attraverso citazioni nazionali e internazionali ed esperienze in ambito locale. Arte, cultura, creatività, nuove tecnologie, unite alla narrazione dei luoghi e delle esperienze e sorrette da un progetto economico sostenibile sono oggi motore di rinnovamento urbano e sociale.

Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale: i contributi

Il libro Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale: contiene i contributi di: Paola Bacchi, Pio Baldi, Michela Barosio, Francesco Bermond des Ambrois, Maria Consolata Buzzi, Davide Canavesio, Danilo Craveia, Stefania Dassi, Gianluca D’Incà Levis, Ferdinando Fava, Giovanni Luigi Fontana, Isabel Gollin, Maria Adriana Giusti, Jacopo Ibello, Carlo Infante, Renato Lavarini, Doris Messina, Gennaro Miccio, Marco Montemaggi, Stefania Moretti, Paolo Naldini, Cristina Natoli, Marco Pironti, Massimo Preite, Manuel Ramello, Emanuele Ronco, Manuela Salvitti, Angelica Sella Marco Trisciuoglio, Giovanni Vachino, Anna Zegna, Andrea Zorio.

Strategie di rigenerazione del patrimonio industriale: i curatori del libro Cristina Natoli e Manuel Ramello

CRISTINA NATOLI, architetto PhD, dal 2010 funzionario del MiBACT della SABAPTo, attiva sulla SABAPNo con ruolo di Referente per l’area Educazione e Ricerca, svolge attività di tutela, ispezione, progettazione e restauro su beni architettonici e paesaggistici, progetti di educazione e ricerca scientifica, organizzazione mostre, convegni, seminari divulgativi e scientifico formativi, cura di attività editoriali. È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Sella, del Direttivo di AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale. Svolge attività di ricerca sul patrimonio industriale in relazione alle nuove tecnologie e alle attività culturali e creative. È autore di articoli e pubblicazioni sui temi del patrimonio industriale, di storia dell’urbanistica e dell’architettura medievale, lettura stratigrafica del territorio per l’identificazione dei valori culturali, paesaggio.

MANUEL RAMELLO, architetto phD, dal 2002 svolge attività di ricerca sui temi della tutela e valorizzazione del patrimonio industriale alternando la libera professione con collaborazioni continuative con enti di ricerca. È docente di Rigenerazione Urbana al Master in Conservazione, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Industriale – MPI dell’Università degli Studi di Padova, vicepresidente di AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale e condirettore della rivista semestrale AIPAI «Patrimonio industriale». Nel 2017 fonda con Alessandro Depaoli lo studio di progettazione dedicato ai temi del patrimonio industriale Ex Industria.

Titolo:Paesaggi industriali e patrimonio Unesco
Curatori: Cristina Natoli e Manuel Ramello
Casa Editrice:Edifir, Edizioni Firenze
ISBN:978 88 7970 877 7
Lingua: italiano




Fondazione MAST di Bologna, in mostra i finalisti del concorso GD4photoart

Alla Fondazione Mast di Bologna sono in mostra i quattro finalisti del concorso fotografico Mast Foundation for Photography Grant on Industry and Work, già GD4photoart, il concorso europeo di fotografia a tema industriale.

 

La Fondazione MAST presenta la mostra dei finalisti del concorso GD4PhotoArt che dal 2018 diventa Mast Foundation for Photography Grant on Industry and Work.
La selezione biennale di giovani fotografi, promossa dalla Fondazione MAST, ha lo scopo di documentare e sostenere l’attività di ricerca sull’immagine dell’industria, le trasformazioni che questa induce nella società e nel territorio, il ruolo del lavoro per lo sviluppo economico e produttivo.

Giunto quest’anno alla quinta edizione, il concorso è nato per promuovere l’attività fotografica delle nuove generazioni di artisti.

La mostra espone i progetti realizzati appositamente per il concorso dai quattro finalisti: Mari Bastashevski (Danimarca-Russia), Sara Cwynar (Canada), Sohei Nishino (Giappone) e Cristobal Olivares (Cile).

Urs Stahel, curatore della PhotoGallery MAST e dell’esposizione spiega così gli obiettivi del premio:

“Mostrare l’essenziale, rilevare gli aspetti strutturali, cogliere nelle immagini il sapere astratto e l’essenza del comportamento umano – ricercare, indagare, sviluppare e produrre – fornire una rappresentazione fotografica che renda possibile e accessibile sia l’aspetto informativo che quello emozionale, il dato concreto e il significato, il piano descrittivo e quello metaforico: è questo il grande compito dei giovani fotografi di oggi. Ed è questo compito che il MAST Foundation for Photography Grant intende sostenere.”

FONDAZIONE MAST di Bologna, Mast Foundation for Photography Grant 2018: il vincitore del concorso fotografico

Vincitori ex aequo del concorso Mast Foundation for Photography Grant 2018: Sarah Cwynar e Sohei Nishino

“La giuria ha deciso di assegnare il premio ex-aequo a Sohei Nishino e Sara Cwynar. I lavori dei quattro finalisti sono risultati tutti significativi e coerenti con il bando. Fattori decisivi per la scelta della giuria sono stati in particolare la complessità dei contenuti dell’opera e la visione poetica di Sohei Nishino da una parte e lo spessore intellettuale e la freschezza visiva del video di Sara Cwynar dall’altra.” afferma Urs Stahel, curatore
della mostra e membro della giuria.

FONDAZIONE MAST di Bologna, Mast Foundation for Photography Grant 2018: biografie degli artisti

Mari Bastashevsky, Sarah Cwynar, Sohei Nishino e Cristóbal Olivares sono i quattro giovani fotografi, selezionati tra una rosa di 35 candidati provenienti da tutto il mondo, che hanno sviluppato un progetto originale e inedito per la Fondazione MAST. Il risultato sono opere molto diverse tra loro ma legate dall’estrema attualità dei temi affrontati e dalla molteplicità dei mezzi di rappresentazione scelti.

Mari Bastashevski (San Pietroburgo, Russia, 1980), nel progetto Emergency Managers (Manager dell’emergenza) utilizza complesse installazioni fatte di fotografie, documenti, testi e interviste e indaga la crisi idrica della città di Flint che ebbe inizio nel 2013-2014, quando le fonti di approvvigionamento dell’acqua potabile furono trasferite da Detroit alla città stessa e al fiume Flint provocando la contaminazione da piombo di una parte della popolazione. Un lavoro che mette in evidenza, come scrive l’artista “la relazione tra funzionari statali e aziende che alimentano e sostengono le crisi nello status quo, dove la violenza assurge ad abituale norma di comportamento”.

Sarah Cwynar (Vancouver, Canada, 1985) in Colour Factory (La fabbrica del colore) con un video e nove fotografie ci fa entrare in un’azienda di cosmetici e all’interno dei meccanismi della produzione commercialedei colori per aprire una riflessione più ampia “sugli standard del colore, della bellezza e del capitalismo, in quanto modelli imposti nell’esperienza della vita umana”, come afferma l’artista. C’è qualcuno che decide; gli standard vengono fissati da un’azienda, un gruppo economico, un’autorità. Un campo che continua a essere fortemente determinato dallo sguardo maschile sulle donne.

Sohei Nishino (Hyogo, Giappone, 1982) ha creato una rappresentazione del fiume Po a metà strada tra la mappa e il diorama, utilizzando una tecnica che ha sviluppato negli ultimi dieci anni per creare paesaggi urbani. Per questo progetto ha viaggiato lungo il corso del fiume dalla sorgente al Delta scattando centinaia di fotografie che ha stampato, combinato insieme e disposto manualmente in grandi tableaux. Unendo micro e macro prospettiva ha ricavato un’immagine che da lontano sembra quasi astratta e da vicino compone una rappresentazione vivacissima e poetica del fiume, inteso come condizione fondamentale per l’esistenza.

Cristobal Olivares (Santiago, Cile, 1988) nel progetto The Desert (Il Deserto) attraverso video, immagini di paesaggi desolati e documenti racconta i drammatici fenomeni migratori in corso dalla Repubblica Dominicana verso il Cile, viaggi lungo campi minati o montagne che superano i 3800 metri di altitudine con temperature estreme. Olivares ingrandisce le sue fotografie di paesaggio, spesso vuote, e ne fa degli sfondi che vengono.

Fondazione MAST di Bologna: 4 anni di successi

Oggi il MAST, inaugurato nel 2013, è un centro culturale dalla fisionomia definita, riconosciuto a livello internazionale per il suo modello di welfare, la sua collezione di fotografia dell’industria e del lavoro e il suo programma di mostre ed eventi proposti al pubblico – conferenze, conversazioni, proiezioni di film e documentari, percorsi e laboratori per bambini e ragazzi.

Al Livello O del MAST prosegue fino all’11 febbraio 2018 la mostra dei modellini delle opere di Anish Kapoor: “Luoghi d’Origine-Monumenti per il XXI secolo”.

MAST.
via Speranza 42, Bologna
31 gennaio – 1 maggio 2018
www.mast.org
Ingresso gratuito
Orari di apertura
Martedì – Domenica 10.00 – 19.00