I 2° Stati Generali del Patrimonio Industriale, un evento per celebrare 25 anni di lavoro e di passione

Dal dal 9 all’11 giugno 2022, si svolgeranno tra Roma e Tivoli i 2° Stati Generali del Patrimonio Industriale. L‘evento è organizzato da AIPAI e DICEA – Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale e promosso da AIPAI, DICEA e TICCIH Italia.

Stati Generali del Patrimonio Industriale

L’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale – AIPAI, nel celebrare i 25 anni di impegno sul fronte del censimento, della conoscenza, della tutela e della valorizzazione del Patrimonio Industriale, organizza e promuove i 2° Stati Generali del Patrimonio Industriale per chiamare nuovamente a riunirsi studiosi, amministrazioni, enti preposti alla conservazione e alla tutela, progettisti, associazioni, operatori turistici e tutti i soggetti coinvolti nel vasto impegno in questo ancora giovane ambito di heritage.

La visione congressuale è quindi di ampia prospettiva ed è ben rappresentata dall’insieme delle aree tematiche, che toccano tutti i temi dell’attualità del Patrimonio Industriale.

Le Aree tematiche dei 2° Stati Generali del Patrimonio Industriale

Sono 11 le aree tematiche nelle quali si articola l’evento:

1 Macchine e cicli produttivi storici del patrimonio industriale

Renato Covino, Antonio Monte, Laura Severi

I temi relativi alle macchine e ai cicli produttivi storici del patrimonio industriale hanno riscosso negli anni scarsa attenzione rispetto a quelli dei monumenti, dei siti e delle aree. Si intende quindi volgere lo sguardo alla macchina, tramite l’analisi dei progressi tecnici e della loro applicazione ai processi industriali nei vari settori, della permanenza di macchine antiche e della loro proiezione , grazie a lente ma non insignificanti trasformazioni, fino a tempi recenti. La prima sessione propone dunque di concentrarsi sull’intero processo produttivo, sulle sue fasi ed evoluzioni; nella seconda si affronta come tema la singola macchina e nella terza la sua relazione con l’oggetto edilizio. La quarta, infine, apre le prospettive ai temi della conservazione e della valorizzazione di macchine e cicli.

2 Città e territori dell’industria

David Celetti, Giovanni Luigi Fontana, Andrea Gritti, Amedeo Lepore, Massimo Preite

Le imprese realizzarono opere di infrastrutturazione territoriale e di ingegneria sociale in tutte le fasi del processo di industrializzazione, inizialmente a supporto di specifiche iniziative imprenditoriali, poi in attuazione di progetti sempre più complessi e diversificati. La sessione intende analizzare come le opere sociali delle imprese, in particolare quelle destinate alle residenze per i dipendenti, abbiano influito sui fenomeni di urbanizzazione e di aggregazione sociale, accompagnando l’evoluzione delle città industriali, dalle comunità fabbrica proto industriali ai primi isolati esperimenti di città del lavoro fino alla loro compiuta definizione ed integrazione nei grandi contesti urbani e metropolitani.

3 Paesaggi della produzione

Maria Carcasio, Franco Mancuso, Claudio Menichelli, Maurizio Morandi, Silvia Tardella, Augusto Vitale

L’antropizzazione industriale è il filo conduttore che unisce i paesaggi extraurbani di tutta Europa, dai territori di grande pregio a quelli compromessi in attesa di rigenerazione. Fu con l’avvento dell’industria, infatti, che il paesaggio, fino ad allora considerato solo in una dimensione orientata da categorie estetico naturalistiche, venne percepito come una realtà complessa, frutto di incursioni che posero in primo piano aspetti quali il progresso tecnico scientifico, la produzione di massa, la velocità. Da quel momento in poi fu sempre più importante integrare architettura, ambiente, economia e istanze sociali per la comprensione e la cura delle nuove dimensioni dei paesaggi: dall’agricoltura industrializzata ai distretti produttivi perifluviali, dalle realtà estrattive, ai settori della produzione ad esse connesse. A tutti questi aspetti e a molti altri legati ai territori postindustriali si intende dedicare uno spazio in questa area.

4 Infrastrutture e patrimonio urbano

Marina Docci, Ilaria Giannetti, Franco Mancuso, Stefania Mornati, Palmina Trabocchi, Rita Vecchiattini, Ilaria Zilli

Negli anni di profonde trasformazioni che interessano le grandi città a partire dalla metà dell’Ottocento, un ruolo di primo piano assume la progettazione o l’implementazione delle infrastrutture, da quelle portuarie a quelle per i trasporti, per l’energia, per la distribuzione o lo smaltimento delle acque. Le politiche pubbliche per l’approvvigionamento delle derrate alimentari hanno portato, negli stessi anni, alla costruzione di un gran numero di mercati, all’ingrosso e al dettaglio, che ancora oggi caratterizzano e innervano i nostri centri urbani. Si delinea nell’insieme un sistema di elementi –puntuali, diffusi o di rete –a servizio della città, di estremo interesse ma ancora poco studiato. Un patrimonio talvolta abbandonato, spesso poco conosciuto o dimenticato, che necessita di approfondimenti e di proposte rispettose di significati e valori, per una sua re-immissione nella contemporaneità.

5 La costruzione per l’industria. Innovazione tecnologica e sperimentazione di materiali, tecniche e procedimenti

Edoardo Currà, Ilaria Giannetti, Rossella Maspoli, Antonello Pagliuca, Cesira Paolini, Martina Russo

Le ricerche nel campo della storia della costruzione su architetture, opere di ingegneria e infrastrutture industriali privilegiano un approccio multidisciplinare, muovendosi attraverso studi sui materiali e le tecniche, gli attori e i processi, le teorie e le economie. La costruzione per l’industria ha costituito, nel XIX e nel XX secolo, un luogo privilegiato per la sperimentazione tecnologica e nell’ambito di questo tema è possibile individuare casi significativi di complessi industriali, figure di progettisti o storie di imprese coinvolti nella proposizione di materiali e soluzioni innovative. Le specificità della storia della costruzione contribuiscono a definire coerenti e adeguati processi di manutenzione, conservazione e trasformazione delle strutture storiche, mettendo a servizio della valutazione degli interventi le originali letture dello stato di fatto degli edifici fabbrica.

6 Memoria dell’industria e del lavoro

Vittoria Ferrandino, Giovanni Luigi Fontana, Amedeo Lepore, Carolina Lussana, Massimo Negri, Massimo Preite

La vicenda delle imprese è stata ed è al centro del processo di industrializzazione del Paese. L’industria, le persone e i territori sono portatori di una cultura fatta di istituzioni, attività, comportamenti e linguaggi diffusa e varia, che è cambiata nel tempo. Questo cambiamento è registrato analiticamente negli archivi e nei musei. Non solo archivi e musei salvaguardati e attivi, ma anche un ecosistema fatto di archivi e musei del lavoro, delle organizzazioni sindacali, archivi e musei pubblici, di istituzioni centrali o locali, scuole e istituzioni formative, archivi di architetti e di società di ingegneria, organizzazioni di rappresentanza e associazioni, archivi e musei privati o familiari. Il ruolo pervasivo e trasversale degli archivi e dei musei sul patrimonio industriale ne fanno elementi da salvaguardare nella loro materialità e da valorizzare, in modo dinamico e in una logica di rete, con approcci il più possibile aperti e trasversali.

7 Storia e cultura del lavoro

Andrea Caracausi, Paolo Raspadori

Si propone di approfondire le relazioni fra archeologia industriale e storia del lavoro in un’ottica di lungo periodo, guardando anche all’età preindustriale (inclusa l’età medievale) e affrontando tematiche legate a temi quali l’organizzazione e i rapporti di lavoro, l’emergere di nuove forme e nuovi spazi di lavoro, la sostenibilità ambientale, la divisione di genere, la sociabilità (mense e dopolavoro), la vita privata (abitazioni e quartieri operai) e la memoria del lavoro (racconti e ideologia del lavoro).

8 Restauro, conservazione e recupero

Massimo Bottini, Marina Docci, Rossella Maspoli, Claudio Menichelli, Cristina Natoli, Manuel Ramello

La questione dell’uso e del riuso è al centro di ogni ragionamento che riguarda la conservazione, il restauro e il recupero del patrimonio industriale, sia che esso possa continuare a svolgere la propria funzione, sia che debba accoglierne di nuove. In entrambi i casi la conservazione deve convivere con la trasformazione, per colmare le distanze tra le esigenze del passato e quelle attuali. La conoscenza, nelle sue diverse declinazioni, accompagna tali processi e orienta le scelte operative, mentre la tutela è condizione necessaria perché il mantenimento delle valenze materiali e immateriali del patrimonio possa convivere con i suoi percorsi evolutivi.

9 Riuso e pratiche di rigenerazione

Maria Elena Castore, Edoardo Currà, Sara De Maestri, Cristina Natoli, Cesira Paolini, Manuel Ramello, Laura Severi

Riuso, riuso adattivo, riuso temporaneo, recupero, rigenerazione, rifunzionalizzazione, riqualificazione: un universo lessicale per inquadrare le sfumature del ripensamento delle aree industriali dismesse come opportunità per il territorio. Quali sono gli ingredienti del successo di queste iniziative? Conoscenza archeo-industriale, approccio visionario –che non manchi dell’esame delle condizioni al contorno –e sperimentazione progettuale. Sono presupposti indispensabili, come anche la capacità di captare e indirizzare finanziamenti e altre possibili risorse. Da questo punto di vista, in Europa si registra la priorità dell’innovazione e della green economy, poste alla base della ripresa e di una ritrovata competitività. Tra strategie urbane e territoriali, soluzioni architettoniche e strumenti attuativi, le riflessioni di questa area tematica danno spazio alle pratiche sperimentali e innovative che vedono centrale il patrimonio industriale.

10 Immagine e comunicazione dell’industria

Renato Covino, Angelo Desole, Carolina Lussana, Antonio Monte

L’industria ha fin dai suoi esordi fatto ricorso a strumenti di comunicazione e promozione, a partire dal marchio, primo elemento portatore di un valore identitario e di comunicazione, e poi con la pubblicità istituzionale, di prodotti e di servizi. C’è inoltre il fronte commerciale, con cataloghi, brochures, album su prodotti e impianti; c’è la comunicazione tecnica fatta di bollettini, rassegne, schede di uso e installazione, descrizione di reparti e processi produttivi; c’è la comunicazione istituzionale, fatta di pubblicazioni, brochures o edizioni realizzate in occasione di eventi, costruzioni, inaugurazioni, visite. Fonti e documenti più diversi, dove all’illustrazione e al disegno degli anni dell’esordi dell’industria, si aggiungono ben presto i nuovi linguaggi dell’Ottocento  e del Novecento: la fotografia, prima, ed il cinema, poi. Un patrimonio di fonti essenziali per studiare il patrimonio industriale.

11 Turismo industriale. Esperienze di fruizione e di mobilità

Francesco Antoniol, Massimo Bottini, Maria Elena Castore

Il turismo industriale, spesso, è identificato come turismo esperienziale. Alla luce di criticità e opportunità emerse con la pandemia che, a livello globale e non solo culturale, ha messo a dura prova visita e fruizione del patrimonio industriale, è opportuno riflettere sulle azioni messe in campo dai soggetti che si occupano di valorizzazione dell’ industrial heritage a fini turistici. Qual è lo stato post pandemia delle route del patrimonio industriale? Come ne escono i tracciati e i progetti di mobilità dolce? Quali sono le valutazioni odierne su un sistema di fruizione classico basato sulla trasmissione di contenuti in presenza e quali le potenzialità della fruizione degli stessi a distanza? La digitalizzazione delle comunicazioni e dei rapporti tra soggetti interessati alla promozione e alla vendita del prodotto turistico ha avvicinato
realtà che, tradizionalmente, viaggiano a velocità diverse: musei, associazioni di promozione culturale, agenzie, guide turistiche e attori dell’ hospitality.

La call for paper

Stati Generali Patrimonio Industriale

Le numerose sessioni propongono infine specifici approfondimenti che potranno essere integrati da quelli che scaturiranno dalle submission dei partecipanti. Per presentare il proprio elaborato c’è tempo sino al 23 gennaio 2022.

Gli abstract delle proposte di contributo dovranno essere inoltrati all’organizzazione tramite la piattaforma Easy Chair. Per accedere e usare Easy Chair è necessaria l’iscrizione gratuita alla piattaforma effettuabile con il comando «create an account» a questo link.

Per inviare l’abstract, necessariamente di lunghezza entro le 1500 battute spazi inclusi, si dovrà avviare una «new submission» e riempire i campi relativi agli autori, titolo, abstract e keywords (tra le 3 e le 5) tutto in un’unica lingua (italiano o inglese); scegliere infine la sessione o l’area a cui inoltrare la proposta. In questa fase si dovrà anche caricare un file .docx con un breve CV di 300 battute per ogni autore; sarà inoltre possibile caricare un’immagine rappresentativa della proposta (facoltativo).Si ricorda che non è necessario inserire alcun riferimento bibliografico.

Nella successiva fase di invio del fullpaper da sottoporre al processo di review, si dovrà caricare nella sezione «uploads» anche un file in formato .docx, impaginato secondo il format scaricabile dal sito del convegno. In questa fase sarà anche possibile aggiornare l’elenco autori, il titolo, l’abstract e le keywords del contributo tramite «update information/author/file» o ritirare l’articolo con «withdraw».

I testi finali dei paper dovranno essere ricaricati dagli autori sempre in formato .docx nella stessa sezione del sito di Easy Chair. Ulteriori informazioni saranno fornite in seguito.

Scarica qui il documento 2° Stati Generali del Patrimonio Industriale – Call for paper (ita)

Informazioni tecniche

Location

Il convegno si svolgerà tra Roma e Tivoli, presso:
la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma «La Sapienza» Via Eudossiana 18, Roma
il Santuario di Ercole Vincitore Via degli Stabilimenti 5, Tivoli
il Comune di Tivoli, Scuderie Estensi Piazza Giuseppe Garibaldi
Lo spostamento Roma Tivoli con pullman sarà a cura dell’organizzazione del congresso.

Quote di partecipazione

Iscrizione entro il 10 aprile 2022 Iscrizione entro il 10 maggio 2022
Socio Aipai 160 € 210 €
Socio Aipai under 35 125 € 145 €
Non Socio Aipai 240 € 290 €
Non Socio Aipai under 35 175 € 195 €

Nella quota di iscrizione al congresso sono inclusi: atti del congresso in formato digitale, coffee break e pranzi a buffet (per i tre giorni), pullman Roma Tivoli Roma (10 giugno) e un kit di benvenuto Sapienza/AIPAI.
Per partecipare come socio AIPAI ed usufruire della tariffa agevolata occorre verificare di aver rinnovato l’iscrizione per l’anno 2022 o effettuarne una nuova tramite il sito dell’Associazione.

Ulteriori informazioni
www.patrimonioindustriale.it
Segreteria del comitato organizzativo: sgpi2022aipai@patrimonioindustriale.it

 

 




REW – Rescue European Week: all’ex-Ceramica Vaccari l’evento dedicato alla rigenerazione urbana

Al via REW – Rescue European Week, settimana europea ricca di eventi artistici e culturali, dedicata al riuso creativo e alla rigenerazione culturale degli spazi in disuso in Europa. Avrà luogo dal 13 al 18 settembre all’interno dell’area industriale ex Ceramica Vaccari a Santo Stefano Magra – La Spezia (per conoscere la storia di questo luogo dell’archeologia industriale il libro Ceramica Ligure Vaccari. Storia, archivio, produzione di Alice Cutullè).

 

REW è parte di RESCUE – Regeneration of disused Industrial Sites through Creativity in Europe –, progetto europeo finanziato dal programma EACEA Europa creativa, che vede il Comune di Santo Stefano Magra capofila assieme a partner provenienti da Italia (Gli Scarti), Austria (Klanghaus), Slovenia (X-Op) e Germania (I-Bug).

Obiettivo del progetto è la valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale e la rivitalizzazione di aree industriali abbandonate, recuperandone la memoria storica e favorendo la partecipazione attiva delle comunità.

Gli spazi industriali in disuso si tramutano in luoghi che possono operare all’insegna della sostenibilità e dell’economia circolare. Se recuperati, si offrono come incubatori culturali, laboratori creativi, spazi sociali per la formazione di nuove generazioni di cittadini consapevoli delle sfide collettive che presenta il nostro futuro.

Dal 13 al 18 settembre l’ex Fabbrica Vaccari rivive quale spazio votato alla cultura e alla creatività, presentandosi come un grande laboratorio d’idee e di attività, volto alla sperimentazione, alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e all’esplorazione di nuovi campi della conoscenza, nuovi linguaggi e pratiche di rigenerazione innovativa.

La Settimana prende avvio con la RESIDENZA ARTISTICA TRANSNAZIONALE. Dal 13 al 15 settembre, artisti, curatori e intellettuali provenienti da più paesi europei e nordamericani (tra i quali Maja Hodošček, Bojana Križanec, Barbara Polajnar, Toni Soprano, Mia Zabelka, Zahra Mani, Jaka Berger, Mario Egger, Amy Xuan, Luca Di Maggio, Christin Haupt, Klara Zeitz, Alessandro Ratti, Enrico Casale) si incontreranno per sviluppare più progetti artistici. Gli spazi della ex-Ceramica Vaccari saranno attivati attraverso una polifonia di Installazioni video, 360°, sonore, painting on walls, laboratori creativi, performance live e molto altro ancora. La Residenza transnazionale darà vita a una sperimentazione culturale collettiva, una piattaforma transnazionale per lo scambio e la condivisione di esperienze, percorsi e conoscenze. Le installazioni e performance saranno aperte e visitabili durante l’intera settimana.

Il 16 settembre il TRANSNATIONAL WORKSHOP, “‘Pray and Labor’: Frameworks, Stories and Practices of Disused Sites”, rifletterà sui quadri di azione, le buone pratiche europee e le testimonianze relative alla rigenerazione degli spazi in disuso in Europa.

Durante la mattinata il pubblico potrà ascoltare i racconti culturali e creativi offerti dai partner di progetto, tra i quali spiccano alcune delle più importanti esperienze europee di recupero culturale e artistico di aree industriali depresse (si pensi alla Sassonia dello street and urban festival I-Bug). Inoltre, si potrà dialogare attorno alle buone pratiche creative e curatoriali ‘cartografate’ da Rescue. Un’operazione (qualitativa) di raccolta e analisi di buone pratiche europee accomunate dalla relazione tra rigenerazione di spazi in disuso, innovatività e creatività. Avremo così occasione di ascoltare Sanja Popov Leban (tra le consulenti di Nova Gorica/Gorizia 2025 – Città Europea della Cultura), Živa Kleindienst e Peter Tomaž Dobrila (sul progetto sloveno KIBLA) e Pietro Perelli (sul progetto ferrarese Consorzio Factory Grisù).

Nel pomeriggio, il workshop si concentra sui modelli e strumenti di recupero degli spazi in disuso, in particolare sulle iniziative europee; sulle relazioni tra progettazione degli spazi, coinvolgimento pubblico e creatività; sui perimetri e le coordinate giuridiche che sottendono alla progettazione; sull’economia e gestione degli spazi da recuperare. Il pubblico potrà così interloquire su temi che vanno dal quadro europeo agli aspetti giuridici, economici, di progettazione, pianificazione culturale e di intervento urbano e territoriale. Gli ospiti sono di primissimo piano: Massimo Preite, membro del consiglio della European Route for the Industrial Heritage (ERIH); Guido Guerzoni, professore della Bocconi, economista culturale, progettista e manager culturale (suo M9 di Mestre); Francesco Careri, membro fondatore del laboratorio di Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade e professore all’Università di Roma 3; Michela Passalacqua, professore di Diritto dell’Economia all’Università di Pisa e membro del Comitato scientifico del Progetto NOVA.

Il 17 e 18 settembre sarà l’atteso e qualificato appuntamento con CANTIERI CREATIVI a chiudere la settimana europea: il confronto e il dialogo tra generazioni e culture si articolerà in maniera trasversale, dall’architettura all’economia, dal teatro alla musica alle arti visive, con la partecipazione di importanti interlocutori del panorama culturale nazionale e internazionale e sotto il coordinamento scientifico del Comitato Progetto NOVA.

Tavole rotonde, interviste e interventi liberi, presentazioni e confronti coinvolgeranno personaggi di spicco del mondo dell’architettura, delle arti visive, e della comunicazione, a testimonianza di un nuovo modo di fare cultura attraverso il dialogo e il confronto, in una rinnovata sinergia tra istituzioni, associazioni e cittadini.

Al centro del dibattito la riflessione sul paesaggio, votato a completare la vita quotidiana di ognuno di noi: ogni giorno attraversiamo i luoghi, a cui spesso chiediamo conforto, affidiamo un ricordo evocando il passato o la custodia di un momento.

Ne discuteranno insieme la professoressa Barbara Boschetti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, esperta di rigenerazione urbana e dell’annoso problema del “consumo” del suolo, Riccardo Venturi, storico e critico d’arte contemporanea, che nelle sue ricerche ha affrontato il tema dello spazio e del paesaggio in relazione alle pratiche artistiche contemoporanee; l’architetto Giorgio Furter che con lo studio professionale di cui è fondatore, Nuvolab, ha più volte progettato panorami urbani, indagando gli spazi di prossimità e l’uso dei luoghi.

E ancora conversazioni interdisciplinari sulla rigenerazione come cura, all’insegna del nuovo paradigma dell’economia circolare. Aprirà la giornata un intervento del professor Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia a La Biennale di Venezia 2021, fondatore dello studio di architettura Heliopolis 21 e adesso a capo dell’Institute of Technology di New York.

Durante la giornata si susseguiranno talk e tavole rotonde che vedranno coinvolti Stefano Chiodi, professore di Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre, curatore e fondatore della rivista “Doppiozero”, Paolo Marcesini, giornalista e direttore di Italia Circolare; Cecilia Canziani, storica dell’arte e curatrice, Lorenza Baroncelli, direttrice artistica Triennale Milano, Julia Lagahuzère, direttrice generale di Opera for Peace, “Femme de Culture 2020”, Piero Manzoni, Co-founder CEO NeoruraleHub, Sandra Burchi e Linda Bertelli, filosofe e ricercatrici, Daniela Cappelletti e Danilo Sergiampietri, architetti che con il gruppo di progettazione Fabrica Società Cooperativa, e per conto del Comune di La Spezia, hanno vinto il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare” promosso dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, finalizzato a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale e a rigenerare il tessuto socio-economico.

In parallelo una serie di eventi artistici e creativi ospitati nei vari spazi della Fabbrica arricchiranno le due giornate con laboratori per bambini, mostre e concerti, come il lavoro artistico di Alessio Gianardi (“Padri”), la mostra “Ritratto” di Fabrizio Prevedello, la performance drammaturgica “Ceramic voices” di Toni Garbini ed il progetto “Un luogo eventuale” sviluppato dalle artiste Elena Carozzi, Beatrice Meoni e Phillippa Peckham.

La partecipazione a tutte le attività è gratuita ed è prevista per tutto il periodo un’area sociale e di ristoro.




Patrimonio industriale della Liguria, il ciclo di incontri a Palazzo Ducale

Memoria identitaria tra conservazione e riuso è il titolo del ciclo di incontri sul patrimonio industriale in Liguria che si terrà al Palazzo Ducale di Genova dal 20 gennaio al 17 febbraio 2021. Sarà possibile seguire l’evento online sul canale YouTube di Palazzo Ducale. La partecipazione agli incontri rilascia CFP agli architetti e agli ingegneri iscritti all’ordine

Centrale termoelettrica del porto di Genova anni '50

Centrale termoelettrica del porto di Genova anni ’50

Memoria identitaria tra conservazione e riuso” del patrimonio industriale in Liguria

Il ciclo di incontri illustra una serie di buone pratiche che hanno portato alla conservazione e alla valorizzazione, per un riuso compatibile, di una serie di siti e edifici particolarmente significativi del nostro patrimonio industriale in Liguria. A fronte di una prassi, purtroppo consolidata, che ha portato sovente, nei grandi progetti di trasformazione urbana di aree industriali dimesse, alla cancellazione della testimonianza storica, la rassegna intende far conoscere alcuni casi in cui la stretta collaborazione tra Enti e Associazioni ha portato alla conservazione della memoria identitaria dei luoghi. Le sinergie realizzate tra Università degli Studi di Genova, MIBACT, AIPAI, con il supporto di Fondazione Ansaldo e Ordine degli Ingegneri di Genova e la collaborazione di Regione Liguria e Confindustria Genova hanno permesso di conservare e valorizzare questi edifici.  Sono state scelte tre strutture, differenti per localizzazione, destinazione, tipologia e caratteristiche costruttive, ma tutte particolarmente significative per la storia e la memoria del nostro patrimonio industriale e per il loro valore identitario: la Centrale termoelettrica del porto di Genova, l’Ansaldo e lo stabilimento Ferrania a Savona.

Scoprire, recuperare e promuovere il patrimonio industriale in Liguria

L’evento ha l’obiettivo non solo di permettere di “scoprire” determinati siti/edifici di interesse storico-architettonico, paesaggistico, e approfondirne la conoscenza, ma anche di promuovere la conservazione della memoria identitaria dei luoghi. L’approccio conoscitivo è anche finalizzato alla individuazione di quelle peculiarità proprie delle singole strutture che in una successiva operazione di recupero/riuso andranno conservate e valorizzate.

Il lavoro sinergico che ha portato a una approfondita conoscenza dei diversi aspetti e ha consentito sovente di ottenerne il riconoscimento di “bene culturale” ha individuato anche quelle che possono essere le premesse per delineare le linee di intervento di un recupero/riuso compatibile.

“La metodologia di lavoro che ha consentito di giungere a questi risultati è basata sullo studio del patrimonio industriale sviluppato all’interno dell’Università di Genova, su base bibliografica, documentaria e verifica in sito, in collaborazione con i docenti delle diverse discipline, col supporto degli Enti e Associazioni operanti in questi settori. Gli studi sul patrimonio dismesso o a rischio sono stati poi approfonditi in sede didattica (in laboratori e tesi di laurea), dove hanno avuto anche uno sviluppo progettuale, che ha consentito di verificare per le singole strutture la fattibilità delle linee di intervento individuate per una conservazione del valore identitario delle stesse. Le conoscenze acquisite, condivise con gli Enti preposti alla tutela e valorizzazione del territorio, hanno portato alla volontà di una conservazione finalizzata a un recupero/riuso compatibile” afferma la curatrice dell’evento Sara De Maestri, docente presso L’Università di Genova nonché coordinatore della sezione ligure dell’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale).

Per i singoli temi oggetto degli incontri sarà così delineato il percorso che ha condotto al riconoscimento di “bene culturale”, con la individuazione di quelle caratteristiche/peculiarità che devono esser conservate in un intervento di recupero per la conservazione della propria memoria identitaria.

Il programma del ciclo di incontri sul Patrimonio Industriale in Liguria

mercoledì 20 gennaio 2021, ore 17 | Genova e l’energia: la centrale termoelettrica del porto

Serena Bertolucci, Direttore Fondazione Palazzo Ducale
Edoardo Currà, La Sapienza, Presidente AIPAI
Manuela Salvitti, Segretario Regionale MIBACT Liguria, Direttore ad interim Soprintendenza ABAP Genova e La Spezia
Giacomo Fui, Ingegnere
Maria Pia Repetto, UNIGE, Presidente CS Edile-Architettura
Rebecca Muscarà, Ingegnere
Pietro Giribone, UNIGE, Vicedirettore DIME
Roberto Leone, Direttore Soprintendenza ABAP Imperia e Savona
Fabio Persichetti, Enel Produzione S.p.A
Roberto Venuti, già Dipendente Enel
modera e conclusioni Sara De Maestri, UNIGE, AIPAI

Genova e l’Ansaldo: dalle fonderie di ghisa alle grandi artiglierie |mercoledì 3 febbraio 2021, ore 17 |

Maurizio Michelini, Presidente Ordine Ingegneri di Genova
Lorenzo Fiori, Direttore Fondazione Ansaldo
Roberto Tolaini, UNIGE
Sara De Maestri, UNIGE, AIPAI
Giuseppe Zampini, Presidente Ansaldo Energia
Stefano Sibilla, Vice Presidente Ordine Architetti PPC di Genova
modera e conclusioni Massimo Preite, TICCIH, AIPAI

mercoledì 17 febbraio 2021, ore 17 | Savona e la chimica: lo stabilimento di Ferrania

Sara De Maestri, UNIGE, AIPAI
Carlo Sparzo, Ingegnere
Andrea Zanini, UNIGE
Gabriele Mina, Antropologo
Andrea Canziani, Soprintendenza ABAP Imperia e Savona
Francesco Legario, Amministratore unico Parco Tecnologico della Val Bormida
modera e conclusioni Renato Covino, UNIPG, Past President AIPAI

Scarica da qui la locandina del ciclo di incontri sul patrimonio industriale della Liguria




Turismo industriale: alla scoperta del nostro patrimonio con TrattoPunto

Il turismo industriale prende piede anche in Italia. Per chi fosse appassionato di vecchi edifici industriali, e in generale per tutti coloro che sono affascinanti dalla capacità dell’uomo di modella le forme coniugando senso estetico e capacità produttiva, ecco TrattoPunto – Italian Industrial Tourism Network, un network di professionisti creato per fare emergere il potenziale attrattivo, di interesse culturale e ludico, di luoghi architettonici ancora poco conosciuti, sensibilizzando alla conservazione e valorizzazione di siti industriali e della cultura materiale, progettando degli itinerari che riescano a combinare la storia e le tradizioni locali.

TrattoPunto il primo network specializzato nel turismo industriale

Nato dall’idea di tre esperti e appassionati del patrimonio industriale, Francesco Antoniol, Michela Biancardi e Lidia Giusto, rispettivamente archivista, architetto e storica dell’arte, con TrattoPunto il turismo industriale non si focalizza solo sulla scoperta di siti dismessi, ma è anche esperienza della viva produzione attraverso visite ad aziende tutt’oggi attive, alla scoperta del saper fare italiano, della storia e del prodotto del Made in Italy in vista di una educazione del visitatore ad una forma di acquisto critico e consapevole. Scopriamo dunque di più su questo progetto direttamente dai suoi promotori.

TrattoPunto Turismo Industriale

Partiamo da qui: cos’è il turismo industriale?

F.A. «Possiamo definire il turismo industriale come un insieme di attività volte alla conoscenza e alla scoperta di luoghi, manufatti, strutture e persone legati al mondo delle attività produttive umane: un viaggio tra processi, loro ricadute e prodotti. Il turismo industriale si configura, per questo motivo, anche come risorsa innovativa a disposizione delle comunità locali per comprendere la costituzione del tessuto territoriale e sociale di un luogo, una fonte di interpretazione e progettazione nei processi di sviluppo e mantenimento dei processi industriali da un lato, di deindustrializzazione dall’altro, promuovendo, nel contempo, attività coerenti e sostenibili di recupero e riuso di contenitori ormai abbandonati».

Cosa fa TrattoPunto?

M.B. «Le attività di TrattoPunto sono relative a itinerari di visita e proposte di esperienze fortemente disegnate sulle richieste, attitudini e curiosità del turista o dell’impresa che si avvicina al team per questa innovativa forma di conoscenza del patrimonio culturale italiano. Infatti TrattoPunto non solo è attento alle esigenze del turista ma è anche aperto alla collaborazione con musei, aziende o associazioni che vogliano far parte della rete e che desiderino mettere a disposizione siti ed esperienze di visita a carattere industriale per essere inseriti in un pacchetto turistico ideato ad hoc. La visita ai musei e agli archivi d’impresa, affiancate ad una vera e propria fruizione del patrimonio industriale che permette di visitare edifici e aree dismesse, ma anche la vista – da vicino – di impianti, attrezzature, macchinari e prodotti, infrastrutture residenziali o assistenziali collegate all’industria e al suo svilupparsi sul territorio, sono l’essenza di questo modo di percorrere il territorio e la storia».

TrattoPunto Turismo Industriale

Cosa offrite al turista che si rivolge a voi?

F.A. «Progettiamo itinerari modellati sulle esigenze del turista, anche sviluppando pacchetti all inclusive che prevedono la cura totale del visitatore (in particolare quello straniero) che non è mai lasciato solo, dagli spostamenti (in treno o in autobus privato) agli alloggi sino a tutte le occasioni di svago programmate, dallo shopping alle pause di ristoro, sempre pianificate in location connotate da tradizionalità e Made in Italy».

Qualche proposta turistica di TrattoPunto?

TrattoPunto Turismo IndustrialeL.G. «Per esempio, nel NordEst, abbiamo in cantiere degli itinerari brevi, da compiersi in una o più giornate, legati alle manifatture storiche del territorio, come, per esempio, della lana e della seta. Questo a dimostrazione che la volontà di riunire le esperienze che presentano caratteri di eccellenza sta avendo, piano piano, un buon successo. TrattoPunto ha ideato anche i Percorsi del fotosensibile, itinerari culturali di turismo industriale che ripercorrono la storia e lo sviluppo del prodotto fotosensibile dagli albori ai giorni nostri. Gli itinerari sono strutturati sul breve, medio e lungo raggio, toccando i luoghi più importanti di questo particolare tipo di produzione. Luoghi collegati con il Ferrania Film Museum che è il punto di partenza, l’hub da cui si irradia un circuito locale, nazionale e internazionale. TrattoPunto infatti ha instaurato la collaborazione con il Ferrania Film Museum fin dalla sua apertura nel settembre del 2018. TrattoPunto fornisce il supporto logistico e informativo per poter permettere, al visitatore del museo, la completa immersione nella storia industriale della Val Bormida e del comune di Cairo Montenotte. Non solo il patrimonio di stretta competenza del museo ma anche il racconto di un ambiente, dei borghi che lo popolano e della storia industriale che vi si è sviluppata dalla Sipe al celebre stabilimento Ferrania».

Insomma, non ci resta che lasciarci ispirare dalle proposte di questo innovativo network e farci accompagnare da Antonio, Michela e Lidia alla scoperta di luoghi e storie del nostro passato che hanno fatto grande il nostro presente e continuano ancora a promuovere il Made in Italy nel mondo.

INFO: www.trattopunto.com




“Lingotto VIVE & RIVIVE. Quand’era una fabbrica”, apre la mostra di FCA Heritage

Apre i battenti la mostra “Lingotto VIVE & RIVIVE. Quand’era una fabbrica”, un viaggio affascinante alla scoperta di un luogo simbolo di Torino e della rigenerazione urbana noto a livello internazionale.

Image courtesy of FCA Heritage

Lingotto VIVE & RIVIVE. Quand’era una fabbrica

La mostra Lingotto VIVE & RIVIVE. Quand’era una fabbrica, ripercorre la storia del Lingotto, famoso sito produttivo della Fiat nonché uno degli edifici più significativi del patrimonio industriale italiano, nel periodo compreso tra i primi anni Venti e la fine degli anni Ottanta del Novecento attraverso disegni, fotografie, filmati e veicoli.

I materiali documentali forniti dal Centro Storico Fiat raccontano in modo suggestivo la storia produttiva ed architettonica del Lingotto nelle sue fasi di progettazione, funzionamento, riconversione e ristrutturazione. Inaugurato nel 1923, lo stabilimento Fiat è ancora oggi ammirato per la modernità e l’eleganza del suo sviluppo verticale, e per la soluzione della pista di collaudo sul tetto, che all’epoca destò anche l’apprezzamento dell’architetto Le Corbusier. Ancor prima di essere terminato, quello che era stato concepito come luogo di lavoro divenne simbolo dell’industria italiana entrando così nella memoria collettiva. Qui sono nate automobili che hanno attraversato i decenni e contribuito alla motorizzazione del Paese, sino a quando il progresso produttivo non ha imposto il trasferimento presso impianti che rispondevano a logiche più moderne. Ma il Lingotto ha saputo rinnovarsi per venire incontro alle esigenze di un contesto urbano che andava cambiando e, da simbolo dell’archeologia industriale, la fabbrica ha vissuto un lungo processo di ristrutturazione interna, mantenendo inalterato il suo caratteristico aspetto esterno.

Alla realizzazione della mostra ha partecipato attivamente FCA Heritage – il dipartimento di FCA dedicato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico dei marchi italiani del Gruppo – attraverso la concessione di video e fotografie appartenenti alla preziosa collezione del Centro Storico Fiat, il famoso museo di Torino che custodisce una ricca collezione di automobili, cimeli, modellini, manifesti pubblicitari, oltre a un enorme patrimonio documentale che racconta la storia della più grande e longeva Casa automobilistica italiana. Il coordinamento scientifico e l’organizzazione della retrospettiva sono stati curati dal Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design – e dall’Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro dell’Impresa e dei Diritti Sociali (ISMEL).

La mostra sarà visibile fino al 31 dicembre 2020 presso il Padiglione 5 del Centro Commerciale Lingotto in Via Nizza, 230 a Torino.

Torino Automotive Heritage Network

Inserita nell’ambito della kermesse “Torino Design of the City 2020”, la mostra “Lingotto VIVE & RIVIVE. Quand’era una fabbrica” vuole anche far conoscere il progetto Torino Automotive Heritage Network, rete di soggetti culturali e imprenditoriali che lavora per “riscoprire” il patrimonio culturale di Torino Città dell’Auto attraverso iniziative di valorizzazione, informazione, e interpretazione della storia industriale della Città e del territorio.




Malnisio Science Festival, quando la creatività è il motore di nuove scoperte

Il Malnisio Science Festival – il festival friulano dedicato alla scienza – vi aspetta dal 4 al 6 ottobre con oltre 30 appuntamenti e mostre, esperimenti, video, fumetti.

Centrale idroelettrica Antonio Pitter di Malnisio

www.malnisioscincefestival.com

Parte la terza edizione del Malnisio Science Festival, sempre nella splendida cornice della centrale idroelettrica Antonio Pitter a Montereale Valcellina (PN), per dare vita a un festival in cui la scienza è raccontata a voce, con gli interventi di 30 illustri relatori, con i sensi grazie agli esperimenti dei punti esperienziali, con gli occhi per i video e mostre e anche con … i fumetti.

Il filo conduttore 2019 sarà la “creatività nella scienza”, mentre resta intatta la formula fatta di oltre 30 conferenze gratuite, che si tengono nei giorni 5 e 6 ottobre in parallelo e si alternano ogni 45 minuti. Una scienza per tutti, raccontata per far conoscere le più interessanti novità medicina, glaciologia, psicologia fisiologica, astrofisica, ingegneria chimica, nutraceutica, fumetti scientifici, farmacologia, robotica, comunicazione della scienza. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

E così, in questo weekend “creativo” sarà una continua scoperta passando dall’orologio che misura l’origine della vita agli effetti sul cervello delle pratiche meditative e contemplative, dal modo in cui si formano le connessioni nervose al viaggio alla scoperta dei neutrini, dai robot bio-ispirati, pensati poter lavorare a contatto con il corpo umano, all’uso del fumetto, potente strumento per divulgare la scienza.

Il format è fresco e piacevole, con tempi veloci e presentazioni vivaci. Ogni utente dovrà decidere chi e cosa seguire, perché in ogni istante ci saranno almeno due interventi che si svolgono contemporaneamente. È una soddisfazione vedere crescere ogni anno il festival, sia nei numeri del pubblico che nel numero dei partner scientifici e nei sostenitori. Quest’anno, per la prima volta ne abbiamo uno di fuori regione, la Diatech Pharmacogenetics, che dalle Marche ha sposato il progetto al punto da voler essere main sponsor: è una conferma che il Festival, alla sua 3° edizione, sta diventando qualcosa di davvero importante.” – sottolineano Eleonora Gobbato, assessore nel Comune di Montereale Valcellina e Andrea Paroni, organizzatori del Malnisio Science Festival.

Il programma completo su: https://www.malnisiosciencefestival.com/




Turismo industriale: promuovi il patrimonio alla Bit 2019 Milano

Bit 2019 – Turismo industriale: la 39esima edizione della Borsa Internazionale del Turismo di Milano

Bit 2019: dal 10 al 12 febbraio 2019 si terrà a Milano la trentanovesima edizione della Borsa Internazionale sul Turismo.

Turismo Industriale Bit 2019

La Bit raccoglie attorno a sé gli operatori turistici di tutto il mondo, un numeroso pubblico di visitatori, appassionati di viaggi, blogger, televisioni e stampa. Una fiera basata sull’esperienza di viaggio e su percorsi personalizzati in cui i visitatori, nelle precedenti edizioni, hanno apprezzato spettacoli, proiezioni, showcooking e degustazioni, premi e offerte speciali. Anche quest’anno è stata scelta come location Fieramilanocity mantenendo un’ottima logistica per gli espositori, ma anche per i visitatori che arriveranno. Un plus particolarmente significativo rispetto ad altre fiere del turismo.

La Bit nasce nel 1980 e ha l’obiettivo di promuovere il turismo attraverso le stesse caratteristiche che contraddistinguono le fiere di settore (stand promozionali, incontri b2b, ecc.), offrendo una piattaforma già ben strutturata è affermata che prevede tre giornate di appuntamenti prefissati all’interno di un’area dedicata con un ricco programma di convegni, seminari e workshop.

Bit 2019 – Turismo industriale: Fai parte dello stand Save Industrial Heritage

Bit 2019, partecipa anche tu. Dopo il successo di adesioni, lo scorso anno, alla B-INDUSTRIAL di Barcellona (12 realtà, tra pubbliche e private, provenienti da diverse parti d’Italia), Save Industrial Heritage (SIH), associazione internazionale di professionisti e organizzazioni, intende partecipare anche alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, promuovendo le esperienze sviluppate nei diversi territori e fornendo al patrimonio industriale sempre più visibilità nel campo della promozione turistica.

Da anni Save Industrial Heritage si occupa di sviluppare progetti ed eventi volti a diffondere la consapevolezza e l’importanza della cultura industriale nella società. Collabora con associazioni, musei e altre istituzioni pubbliche e private per realizzare iniziative di valorizzazione del patrimonio industriale da un punto di vista storico, artistico e turistico.

Pertanto, in occasione della Bit 2019, l’obiettivo di Save Industrial Heritage è quello di realizzare uno stand interamente dedicato al patrimonio industriale dove sarà possibile scoprire la storia, il progresso tecnologico, le trasformazioni sociali e i paesaggi di tutte quelle destinazioni caratterizzate dalla presenza del patrimonio industriale.

Compartecipando allo stand organizzato da Save Industrial Heritage, verrà data la possibilità di essere presenti a un evento d’eccezione, di entrare in contatto con il mercato del turismo e mostrare a tutti i prodotti e servizi che ciascuna realtà offre. Verrà offerta la possibilità di partecipare a conferenze, tavoli tecnici e sviluppare networking con altre organizzazioni. Inoltre, prodotti e servizi saranno presentati non solo ai potenziali clienti finali, ma anche e soprattutto professionisti e buyers del settore turistico.

Nello specifico, l’azione svolta dal team di Save Industrial Heritage sarà quella di promuovere, attraverso un piano di comunicazione mirato, enti, associazioni, fondazioni, aziende e organizzazioni impegnate nella valorizzazione della cultura industriale. All’interno dello stand sarà verrà esposto il materiale informativo e multimediale e verrà raccontato a visitatori e operatori turistici presenti in fiera l’ampia offerta di attrazioni del turismo industriale, invitando a scoprire un nuovo volto del patrimonio culturale.

Bit 2019 – Turismo industriale: Quanto costa partecipare e quali sono i vantaggi

Partecipare alla Bit 2019 all’interno dello stand organizzato da Save Industrial Heritage ha un costo di 500,00 euro che comprende:

Compartecipazione ai costi dello stand:

  • Noleggio area
  • Progettazione, predisposizione e realizzazione dello stand

Promozione del sito

  • Logistica e gestione del materiale promozionale presso lo stand
  • Esposizione di materiale informativo
  • Proiezione di materiale multimediale fornito
  • Promozione diretta da addetto

Servizi di comunicazione e pubblicità

  • Realizzazione di un’unica brochure ideata e progettata per la Bit 2019 in cui verranno promosse tutte le realtà presenti nello stand
  • Attività di ufficio stampa
  • Digital marketing attraverso i canali SIH: video promozionale sul sito ufficiale e advertising su canali social attraverso l’acquisto di campagne promozionali

Servizio di segreteria organizzativa

Per i soci SIH in regola con l’iscrizione 2018 e i partecipanti allo stand SIH al B-Industrial 2018 è previsto uno sconto del 20%.

Per partecipare con SIH a BIT 2019 è necessario inviare una manifestazione di interesse compilando il Modulo-partecipazione-Bit-2019-SIH entro e non oltre il 15 novembre 2018. Sarà cura dell’associazione Save Industrial Heritage mantenere i contatti con tutti i soggetti interessati annunciando di volta in volta quelle che sono le iniziative in programmazione.

Per ulteriori informazioni contattare Save Industrial Heritage
saveindustrialheritage@gmail.com
(+39) 377-4529323 o (+39) 328-6686446




Stati Generali del Patrimonio Industriale, dal 25 al 27 ottobre 2018

L’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale – AIPAI, nell’ambito dell’anno europeo del Patrimonio Culturale 2018, organizza i primi Stati Generali del Patrimonio Industriale:tre giornate dedicate alla discussione e al confronto sui temi dell’eredità industriale quale parte integrante e fondamentale di una comune e condivisa cultura del patrimonio, nazionale e internazionale.

Le giornate degli Stati Generali del Patrimonio Industriale 2018, che si svolgeranno a Venezia e Padova dal 25 al 27 ottobre 2018, prevedono un confronto aperto e interdisciplinare sui temi della conoscenza, del progetto, del recupero e della valorizzazione del patrimonio ereditato, accogliendo contributi e suggerimenti provenienti da tutti i settori e gli attori operanti nel campo dell’industrial heritage: università, istituzioni, associazioni, fondazioni, imprese, enti locali, singoli studiosi e appassionati.

Stati Generali del Patrimonio industriale 2018: le aree di studio

Le aree di studio che si tratteranno nei lavori congressuali sono:

  • Settori e paesaggi della produzione
  • Storia e cultura del lavoro
  • La città industriale
  • La costruzione per l’industria. Innovazione tecnologica e sperimentazione di materiali, tecniche e procedimenti
  • Strumenti e strutture per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione
  • Industria e comunicazione
  • Associazionismo: realtà ed esperienze
  • Narrazione del patrimonio
  • Conservazione, restauro e recupero
  • Il patrimonio industriale nella rigenerazione urbana e territoriale
  • Criticità della dismissione
  • Turismo culturale industriale: accessibilità e valorizzazione territoriale

L’evento si terrà a Venezia, Piazzola sul Brenta e Padova, località ospitanti rilevanti esempi del patrimonio industriale veneto.

Stati Generali del Patrimonio Industriale 2018 – Giovedì 25 ottobre a Venezia

Apertura del Convegno alle ore 9 con la visita guidata alle strutture dell’Arsenale. Il programma della giornata prevede interventi internazionali, delle lectio magistralis sul patrimonio industriale veneziano e una tavola rotonda dedicata alla “Tutela e valorizzazione”.

I lavori congressuali si terranno nella Biblioteca “Dante Alighieri” de la Marina Militare, nella sede di Thetis srl e nell’Istituto di Scienze Marine (CNR-ISMAR).

Stati Generali del Patrimonio Industriale 2018 -Venerdì 26 ottobre a Piazzola sul Brenta

Il programma prevede, tra gli altri, una sessione dedicata al patrimonio UNESCO e una tavola rotonda sulla cultura di impresa. Sono inoltre previste delle visite guidate al patrimonio industriale locale.

I lavori congressuali si terranno negli spazi dell’ex-cittadella industriale di Piazzola sul Brenta.

La serata si concluderà con lo spettacolo teatrale “Telai” di Mirko Artuso nella Sala della Filatura, all’interno dell’antico Jutificio.

Stati Generali del Patrimonio Industriale 2018- Sabato 27 ottobre a Padova

Le sessioni si terranno al Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova

Per informazioni

Segreteria Organizzativa
Stati Generali del Patrimonio Industriale 2018
telefono: +39 3401737144 +39 3245315098
mail: patrimonioindustriale2018@gmail.com
Sito web DiSSGeA – Università di Padova

 




Fondazione Dalmine acquisisce le carte dell’architetto Costantino Corsini

La Fondazione Dalmine annuncia l’acquisizione delle carte dell’architetto Costantino Corsini, un nuovo nucleo di documentazione che si aggiunge al ricco archivio storico a disposizione della comunità e degli studiosi interessati alla storia e alla cultura industriale.

 

Fondazione Dalmine archivio carte Costantino Corsini

Lo Studio Corsini e Wiskemann, fondato a Milano nel 1956, si afferma ben presto nel panorama del design, degli allestimenti espositivi e soprattutto dell’architettura industriale come partner – fra le altre – dell’impresa di ingegneria Techint. Tra le principali realizzazioni, uffici, scuole tecniche, edifici ed impianti produttivi che valgono fra l’altro allo Studio il premio INARCH 1966 per lo stabilimento Lever Gibbs di Casalpusterlengo. Si tratta di progetti di vario ambito, dimensione e respiro, sempre concepiti in stretta relazione con l’ingegneria delle strutture, degli impianti, dei processi produttivi, del lavoro, ma anche in consapevole dialogo con l’ambiente e il paesaggio.

A Dalmine, nel 1978, lo Studio Corsini dà forma esterna all’allora nuova acciaieria e all’allora nuovo treno medio, un impianto di laminazione di tubi dalla tecnologia fortemente innovativa, ideata dai tecnici dell’azienda, destinata ad una diffusione globale, e ancora oggi in uso nelle più importanti aziende del settore tubi operanti nel mondo. Dall’incontro fra ingegneria e architettura scaturisce un progetto dai tratti di grande novità, che contribuisce a segnare per sempre, con le inconfondibili facciate colorate, il paesaggio industriale dell’area di Dalmine.

Le carte di Costantino, depositate alla Fondazione Dalmine per volontà della famiglia Corsini, costituiscono un ricco insieme di fascicoli, disegni, fotografie e documenti che completano, integrandoli, altri nuclei archivistici relativi all’attività dello Studio: il fondo opere e progetti della Techint SpA – committente dello Studio Corsini – conservato presso la Fondazione Dalmine, e il ricchissimo fondo disegni dello Studio Corsini-Wiskemann, già donato nel 1996 alla Fondazione Famiglia Legler.

Questa nuova acquisizione darà la possibilità di conoscere l’opera di uno studio di architettura che ha saputo interpretare la cultura tecnica della grande industria, dando forma ad impianti ed installazioni produttive in Italia e nel mondo. Un interprete forse meno noto, ma non meno rappresentativo, di una cultura del progetto sviluppatasi a partire dal Politecnico di Milano fra il dopoguerra e i primi anni ’80.

L’archivio è consultabile. Per informazioni contattare la Fondazione Dalmine www.fondazionedalmine.org

 

La Fondazione Dalmine è attiva dal 1999 nella promozione e diffusione della cultura industriale e nella valorizzazione del ricco archivio storico di TenarisDalmine, che conserva fra l’altro con oltre 120.000 fascicoli, 80.000 foto, migliaia di disegni tecnici oltre 80.000 immagini relative a impianti, processi, prodotti, persone, attività, spazi industriali. Questo patrimonio si è via via arricchito di altri archivi di aziende che, come Tenaris, sono parte del gruppo Techint. Il sito di Dalmine, attivo dal 1906, è un caratteristico esempio di città industriale, sorta e cresciuta per diretta iniziativa dell’azienda a partire dagli anni ’20. L’archivio è specchio fedele delle grandi trasformazioni vissute nel corso del Novecento da un’industria, un territorio, un paesaggio.




Metamorfosi Urbane: seminario Riqualificazione del patrimonio industriale

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo ospita il seminario “Riqualificazione del patrimonio industriale” e la conversazione “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura”.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo

Mercoledì 20 giugno dalle ore 17:00 alle 20:00, presso gli spazi dell’Urban Center di Milano, nell’ambito di Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo, si terrà il seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale” e, a seguire, la conversazione “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura

Intervengono al seminario Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.

L’arch. Lussignoli presenterà le linee generali del progetto di riabilitazione del Comparto Milano di Brescia, area storica della industria metalmeccanica e siderurgica bresciana che nel prossimo futuro sarà interessato da importanti e radicali trasformazioni. Particolare attenzione sarà dedicata al nuovo museo MUSIL e al riutilizzo del grande laminatoio ad esso prospiciente.

Il dott. De Gregorio illustrerà le fasi e le metodologie adottate per il recupero di un vecchio edificio, parzialmente demolito, che è potuto diventare un gioiello di edilizia attuale e sostenibile. Tutto ciò grazie all’impiego dei materiali Saint-Gobain, capaci di creare comfort nel residenziale, sia per riportare in vita che creando da zero.

Programma

17:00 – 18:00 Seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale” modera Simona Politini di Archeologiaindustriale.net, introduce Massimo Negri. Intervengono: Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.

18:00 – 20:00 “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura” Intervengono Michele Puglisi Liuc – Università C. Cattaneo e Massimo Negri Università Iulm

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METAMORFOSI URBANE
Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo è l’evento organizzato dall’associazione Archeologiaindustriale.net con la collaborazione del Gruppo Saint-Gobain e curato da Massimo Negri Direttore European Museum Academy Foundation, L’Aja (NL) nonché uno dei massimi esperti di archeologia industriale in Italia e da Simona Politini, fondatrice e project manager del progetto web Archeologiaindustriale.net e presidente dell’omonima associazione.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo mira ad offrire una panoramica dell’affascinante vastità e varietà di modi di uso contemporaneo del patrimonio storico industriale della città di Milano. Focus della ricerca dalla quale prende vita l’evento è l’individuazione di quegli spazi ex industriali oggi riconvertiti in luoghi della moda, del design, dell’accoglienza (ristorazione e hotellerie) e in spazi polifunzionali destinati ad attività culturali o di comunicazione. Cioè luoghi della vita collettiva, frequentati dal pubblico secondo gli stili di vita del nostro tempo, oltre la già investigata casistica delle riconversioni a scopi abitativi o strettamente lavorativi.

Immagini, dunque, di una Milano diversa dai tradizionali itinerari monumentali, ma altrettanto affascinante e significativa espressione della sua moderna tradizione del lavoro e della creatività contemporanea. Visitare questi spazi oggi significa entrare in contatto con la Milano industriale di un tempo, conoscerne la storia ed apprezzarne la sua capacità di rigenerarsi.

L’evento è articolato in diversi momenti tra loro in dialogo: parte del programma della Milano Photo Week, la mostra fotografica “Uno sguardo post-industriale” del fotografo milanese Stefano Barattini a cura di Samanta Buglia. Barattini, appassionato dell’inquadrare col proprio obiettivo luoghi dismessi e architetture industriali ha prestato il suo occhio fotografico per interpretare una selezione degli ex luoghi industriali di Milano riconvertiti, “questi luoghi emanano un fascino unico, fatto di luci e ombre,… ma soprattutto di grandi ricordi. Sono queste memorie, queste tracce del passato che vado a ricercare per catturare con la macchina fotografica i significati delle architetture, che preferisco ritrarre senza la presenza umana, per investigarne le componenti formali e ambientali”; “Album di famiglia” è invece la sezione realizzata con il contributo fotografico di alcune delle più importanti realtà milanesi che hanno sposato il progetto: Fondazione Pirelli, Museo Campari, BASE, Fondazione Teatro alla Scala, Fondazione Milano, Frigoriferi Milanesi, Ristorante Carlo e Camilla in Segheria di Carlo Cracco, Fonderie Napoleoniche, Hotel Enterprise, il centro polifunzionale per moda e design La Forgiatura, Politecnico Milano, Ristorante Ratanà, Spazio36, East End Studios, Officine del Volo, Café Deus ex Machina, Hotel Magna Pars Suites Milano, lo spazio polifunzionale Hug Milano, i luoghi per l’intrattenimento Spirit de Milan e Magazzini Generali.

Una sezione della mostra, denominata “Da una ex fabbrica nasce il comfort contemporaneo” è dedicata all’intervento Habitat Lab Saint-Gobain di Corsico (MI), un edificio laboratorio ricavato all’interno dell’area industriale di Saint-Gobain Abrasivi. Il risultato è oggi un centro polifunzionale autonomo sotto il profilo energetico che ha ottenuto, tra i primi in Italia e in Europa, la certificazione LEED® Platinum secondo il protocollo LEED® 2009 Italia NC con un punteggio di 90 su 110.

Nel periodo di apertura della mostra si terranno inoltre una serie di eventi pomeridiani volti alla promozione del patrimonio industriale nel nostro paese:

• Martedì 12 giugno: 15:00 – 19:30 incontro “Aipai e il patrimonio industriale in Italia: progetti in corso, X Giornata delle miniere e presentazione degli stati Generali del patrimonio industriale”.
Giovedì 14 giugno: 15:00 – 17:00 Evento History Food “Il menù interclassista nella Milano industriale: risotto, cassoeula e ossobuco. Le guerre di religione sulla loro ortodossia.” Con Pierre Ley e Marco Colombo del Salumificio Colombo
• Lunedì 18 giugno: 15:00 – 17:30 incontro “Il futuro del villaggio operaio di Crespi d’Adda sito Unesco” a cura dell’Associazione Crespi d’Adda
• Martedì 19 giugno: 17:30 – 19:30 “Caroselli” e filmati in anteprima dalle Collezioni del “Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia” a cura di Fondazione MUSIL di Brescia Coordina René Capovin (MUSIL) interviene Sante Bagnoli Presidente Jaka Books
• Mercoledì 20 giugno:
17:00 – 18:00 Seminario sulla “Riqualificazione del patrimonio industriale”
modera Simona Politini di Archeologiaindustriale.net, introduce Massimo Negri.
Intervengono: Luciano Lussignoli con un intervento dal titolo “La rinascina del comparto Milano a Brescia e il recupero abitativo del Laminatoio Ex-Tempini” e Giulio De Gregorio, Direttore Habitat del Gruppo Saint-Gobain, con un intervento dal titolo “Il concetto Multi-comfort Saint-Gobain nel recupero edilizio industriale”.
18:00 – 20:00 “La Rivoluzione Industriale e la sua archeologia nella letteratura”
Intervengono Michele Puglisi Liuc – Università C. Cattaneo e Massimo Negri Università Iulm

L’evento è prodotto dall’agenzia Arpe Comunicazione di Milano.

L’evento rientrerà nella programmazione della manifestazione Milano PhotoWeek 2018, giunta alla sua seconda edizione, che si terrà dal 4 al 10 giugno 2018.

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo
è patrocinato da Aipai – Associazione Italiana per il Patrimonio Archelogico Industriale.

Media Partner dell’evento Uomini & Imprese, rivista del gruppo Fiera Milano Media Spa.

Informazioni

Dove Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12, 20121 Milano MI
Quando dal 6 al 22 giugno 2018
Giorni d’apertura: lunedì – venerdì
Orari d’apertura: dalle 9:00 alle 18:00
Ingresso libero

Per informazioni scrivere all’organizzazione / ufficio stampa info@archeologiaindustriale.net

 

 




Metamorfosi Urbane: Caroselli e filmati in anteprima dal Musil

Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo ospita Caroselli e filmati in anteprima dalla collezioni del Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia

Metamorfosi-Urbane-Evento-MusilMartedì 19 giugno alle ore 17:30 alle 19:30, presso gli spazi dell’Urban Center di Milano, nell’ambito di Metamorfosi Urbane. Milano dall’archeologia industriale agli stili di vita del XXI secolo, si terrà l’evento “Cinelandia. La Milano della Gamma Film“, caroselli e filmati della Gamma Film dei fratelli Gavioli in anteprima dalla collezioni del Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Brescia a cura di Fondazione Musil di Brescia, presenta René Capovin del Musil, partecipa Sante Bagnoli, Presidente Jaca Book

Ingresso gratuito

Il progetto Alle fonti del Cinema del Musil

Il progetto Alle fonti del Cinema. Restauro, digitalizzazione e valorizzazione dei materiali del “Fondo Gamma Film di Roberto Gavioli”, finanziato da Regione Lombardia, è volto alla valorizzazione di una parte del patrimonio della Gamma Film, donato dal titolare Roberto Gavioli alla Fondazione Luigi Micheletti , e da questa al Musil, come apporto per la realizzazione del Museo dell’industria e del lavoro di Brescia , di cui Roberto Gavioli fu uno più convinti sostenitori. Nello specifico, si è trattato di intervenire in modo rapido su un patrimonio – i rodovetri utilizzati per la produzione di Caroselli e altri cartoni animati della Gamma Film – che rischia di andare incontro nel giro di pochi anni a un deperimento irreversibile, qualora non si proceda con una manutenzione tempestiva. I materiali selezionati sono stati utilizzati in attività didattiche e in azioni volte alla valorizzazione digitale del patrimonio. All’intervento di salvaguardia dei rodovetri si è affiancato il lavoro di digitalizzazione di una serie di filmati di “Carosello” del Fondo Gamma Film.

Il progetto ha previsto le seguenti attività:

• selezione dei rodovetri da digitalizzare;
• pulitura dei rodovetri selezionati dalle essudazioni di acido acetico;
• digitalizzazione dei rodovetri tramite ripresa fotografica;
• schedatura e archiviazione dei rodovetri digitalizzati;
• digitalizzazione da nastro magnetico di una selezione di filmati di Carosello.

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