“VITA NOVA – gli Edifici Industriali e il riutilizzo a fini culturali” | VI edizione delle Giornate del Restauro

Il 25-26-27 Febbraio 2016 nell’area dell’ex Ceramica Vaccari a Santo Stefano di Magra (SP) avrà luogo “VITA NOVA – gli Edifici Industriali e il riutilizzo a fini culturali”, VI edizione delle Giornate del Restauro.

Le Giornate del Restauro è una iniziativa di CNA Liguria rivolta al mondo dei Beni Culturali sotto l’alto patrocinio del MiBACT che mira ad approfondire ogni anno le diverse tematiche della conservazione, restauro e valorizzazione dei siti di interesse culturale del nostro paese, coinvolgendo gli esperti delle varie discipline che si occupano del settore con interventi mirati sia alla divulgazione tramite conferenze sia alla formazione continua con corsi e seminari.

La VI edizione delle Giornate del Restauro, nello spirito che le ha sempre caratterizzate, affronta il tema della conservazione e della valorizzazione dei siti di interesse culturale e si concentra sugli spazi industriali dismessi. Coerente con il proprio intento questa nuova edizione ha eletto come propria sede un sito particolarmente suggestivo parte del nostro patrimonio industriale: la ex Ceramica Vaccari, ex complesso industriale che già da due anni, per volontà di un’amministrazione comunale particolarmente lungimirante, è oggetto di recupero e riconversione in spazio polifunzionale a vocazione culturale, il Progetto Nova.

Un’area industriale con i suoi edifici, gli impianti, le macchine, i legami con il territorio e la sua storia, ma soprattutto con le donne e gli uomini che vi hanno vissuto ha un valore intrinseco di Bene Culturale che può e deve essere preservato e valorizzato.
Ciò non esclude la possibilità di destinarne gli spazi ad altri usi, processo anzi necessario ad evitarne il degrado, ma senza cancellare i numerosi segni che possiamo leggere e tramandare al futuro.
Destinare queste aree a scopi culturali quando possibile è un’ottima occasione per ottenere lo scopo: archivi, biblioteche, spazi espositivi, laboratori teatrali e musicali permettono alla memoria del passato di rigenerarsi in nuove creatività.

Per questo riprogettare conservando richiede una visione più ampia e più complessa, aperta a diverse competenze in grado di restaurare le strutture senza snaturarle, fornendo gli spazi di servizi utili alle nuove esigenze. Nuove tecnologie a fianco di alte competenze artigianali.

CNA chiama a raccolta le esperienze più significative del campo per approfondire l’argomento nella sessione spezzina e in quella genovese, con una serie di conferenze, visite guidate e 2 distinti seminari specifici per architetti e per restauratori.

Il Corso di Formazione per restauratori sulla Pulitura dei Dipinti Contemporanei è tenuto dal Dott. Paolo Cremonesi e si inserisce nello spirito più profondo del concetto di Restauro: conoscere per conservare, rivolto ad una tipologia di oggetti che dialoga bene nell’ordine di tempo e spazio con le architetture industriali.

Una sessione successiva del si terrà a Genova a Palazzo Tobia Pallavicino della Camera di Commercio il 18 marzo 2018.

Programma

Giovedì 25 Febbraio – Ex Ceramiche Vaccari – ore 14.30
Sala Polifunzionale ex Calibratura – II Piano

Stella SANGUINETTI, Presidente CNA Artistico Liguria – Avvio lavori
Paolo CREMONESI, chimico dei beni culturali
Corso di formazione – 15.00/18.00
Alcuni aspetti teorici ed applicativi della pulitura dei dipinti contemporanei
I parte: la caratterizzazione della superficie da trattare

Venerdì 26 febbraio – Ex Ceramiche Vaccari – ore 9.00
Sala Polifunzionale ex Calibratura
Le aree industriali dismesse e il loro riuso come siti di interesse culturale

Coordina
Stella SANGUINETTI
Saluti
Juri MAZZANTI, Sindaco Santo Stefano Magra
Gianfranco BIANCHI, Presidente Camera di Commercio

Intervengono
Alessandra VESCO, Archivista Associazione Museo Melara
La nostra storia. Il recupero di spazi industriali per fini culturali: il caso OTO Melara.
Luca RINALDI, Soprintendente Belle Arti e Paesaggio della Liguria
Andrea CANZIANI, Architetto Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria
Fabbriche: il valore della memoria
Serena MIZZAN, Direttore Immaginario scientifico
Immaginario scientifico e archeologia industriale: modelli di riutilizzo.
Massimo MICHELUCCI, Settore Cultura Amministrazione Comunale di Massa,
La Filanda di Forno – Massa, esempio classico di industrializzazione italiana
Venerdì 26 febbraio – ore 15.00/18.00
Sala Polifunzionale ex Calibratura – II piano

Paolo CREMONESI, chimico dei beni culturali
Corso di formazione – 15.30/17.30
Alcuni aspetti teorici ed applicativi della pulitura dei dipinti contemporanei
II parte: definire la composizione dell’ambiente acquoso per il trattamento

Sala Polifunzionale ex Calibratura
Roberto BURLANDO e Luca MAZZARI, Architetti
La Caserma Gavoglio – progettare, conservare e restaurare in historical green building

Sabato 27 Febbraio – ore 9.00
Sala Polifunzionale ex Calibratura

Coordina
Stella SANGUINETTI
Saluti
Gian Oberto GALLIERI, Presidente CNA Restauro nazionale
Gabriele ROTINI, coordinatore CNA Artistico Nazionale
Intervengono
Susanna OGNIBENE, Archivista Fondazione Fincantieri
La Sala Laurenti del Cantiere del Muggiano. Da officina a luogo della memoria.
Simona POLITINI, Presidente Associazione Archeologiaindustriale.net
Dalla cultura del fare al fare cultura, Presentazione del monografico – Archeologia industriale – Luoghi per l’arte e la cultura /Il Calendario del Popolo
Dimitri MAGNANINI, Ingegnere – Studio Archepta
L’Opificio Calibratura – Conservare per R-innovare
Renato LAVARINI, coordinatore candidatura “Ivrea città industriale del XX Secolo” nella Lista del Patrimonio Unesco
Il piano di gestione della città industriale del XX Secolo
Gabriella GRANDI, Presidente di Jump to Sustain-Ability
La conversione degli spazi dismessi in risorse di comunità: metodologie e strumenti di innovazione culturale e sociale

Sabato 27 Febbraio – ore 15.00/18.00
Sala Polifunzionale ex Calibratura – II Piano

Paolo CREMONESI, chimico dei beni culturali
Corso di formazione – ore 15.00/18.00
Alcuni aspetti teorici ed applicativi della pulitura dei dipinti contemporanei
III parte: Definire il modo meno invasivo di applicazione dell’ambiente acquoso
Porteranno il loro contributo un rappresentante della Regione Liguria e dell’Ordine degli architetti.
Iniziativa svolta in collaborazione con gli Ordine degli Architetti di La Spezia e di Genova

Il seminario è stato accreditato presso il CNAPPC e rilascerà nr. 6 crediti per la partecipazione ad entrambe le giornate.

 

Archeologiaindustriale.net è media partner tematico dell’evento

Cliccate qua per scaricare il Programma di VITA NOVA – gli Edifici Industriali e il riutilizzo a fini culturali




Progetto Nova Cantieri Creativi 2015 – al via la II edizione nella Ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano di Magra

Parte la Seconda Edizione di Nova Cantieri Creativi: workshop, dialoghi, confronti per un nuovo hub culturale all’interno della ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano di Magra in provincia di La Spezia

A distanza di una anno dalla sua inaugurazione, il 15 e 16 maggio si rinnova l’evento Nova Cantieri Creativi, per raccontare gli obiettivi raggiunti, lo stato di fatto ed i progetti futuri.

Fortemente voluto da Juri Mazzanti, sindaco di Santo Stefano di Magra, l’ex sito industriale rinasce attraverso la cultura e la creatività. Ben 180.000 mq si trasformano grazie alla sinergia tra istituzioni, associazioni e cittadini, riaprendo i propri cancelli ad una comunità allargata che supera i confini locali.

Una storia importante quella della ex Ceramica Vaccariconsiderato la fucina dell’arte futurista e allo stesso tempo un presidio industriale, l’opificio dava lavoro a migliaia di persone esportando in tutto il mondo. All’inizio degli anni ’70, l’affermarsi del distretto lapideo emiliano, portò a un forte e progressivo ridimensionamento della fabbrica. Iniziò così il suo declino che si concluse nella primavera del 2006, quando la fabbrica venne chiusa.

Dal primo giorno dopo la chiusura della Vaccari, abbiamo scelto di non fare cadere la fabbrica nell’oblio, quell’oblio che accompagna, troppo spesso in Italia, i siti industriali dismessi.” – ha dichiarato Juri Mazzanti – “Abbiamo voluto tenere i riflettori accesi sul vecchio opificio, attraverso tante iniziative, malgrado la chiusura dello stabilimento fosse stata un duro colpo per la nostra comunità. E con lo stesso coraggio, oggi, nonostante la difficile congiuntura storica ed economica, vogliamo seguire esperienze internazionali che hanno raggiunto il recupero e la rivitalizzazione di simili spazi, proprio attraverso la cultura”.

Seguendo una politica urbana che promuove fortemente il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente pubblico e privato, il Comune ha individuato nel 2014 alcuni spazi della Vaccari da assegnare in comodato d’uso mediante bando pubblico a operatori privati per la realizzazione di attività rivolte alla comunità, capaci di attivare processi di sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. L’accordo tra gli operatori e il Comune rientra nelle forme innovative di partnership tra pubblico e privato: gli operatori, infatti, usufruiscono gratuitamente degli spazi per la durata del comodato e in cambio si impegnano a sistemarli e a renderli agibili, garantendo inoltre dei servizi ad alta ricaduta sociale per la comunità locale. Gli “inquilini” di NOVA sono: la Galleria Cardelli & Fontana, La Stanza delle Necessità, lndustrie Musicali, SportXFun e Full Service.

Un fitto programma attende i partecipanti all’evento che avranno modo di confrontarsi con importanti interlocutori del panorama culturale nazionale e internazionale che interverranno sui temi dell’economia sociale e solidale, le start-up culturali e sociali, l’innovazione sociale e cognitiva, la riqualificazione di spazi ex industriali, anche in relazione alla presentazione di affini progetti realizzati in Italia e all’estero. Tra questi: l’architetto francese Odile Decq – che in Italia ha progettato la nuova ala d’espansione del MACRO, Museo d’Arte Contemporanea, di Roma – l’antropologo Franco La Cecla, i critici e storici dell’arte Michele Dantini, Stefano Chiodi e Angela Vettese, l’architetto e artista del paesaggio John Lonsdale, il sociologo del territorio Guido Borelli, Neve Mazzoleni per Il Giornale delle Fondazioni, Bertram Niessen presidente dell’associazione cheFare, Damiano Aliprandi coordinatore dell’area ricerca della Fondazione Fitzcarraldo di Torino, Silvia Botti direttore di Abitare

Durante l’evento sarà inaugurato l’Archivio Vaccari, realizzato all’interno dello spazio della ex Calibratura, acquistato dal Comune, grazie a un finanziamento regionale, attraverso il quale sarà possibile ripercorrere la storia di quella eccezionale realtà che era la Ceramia Vaccari.
Insieme all’Archivio Vaccari sarà inaugurato anche l’Auditorium – una sala polifunzionale di 700 mq dotata delle maggiori innovazioni tecniche, che potrà accogliere attività di vario genere, da conferenze a mostre, fino a spettacoli pubblici.

Ma l’arte è anche musica. Protagonisti della serata di venerdì 15 maggio saranno Luis Bacalov, Rita Marcotulli e Alberto Pizzo, con il celebre progetto 3 Piano Generations. Mentre la serata di sabato 16 si animerà grazie alla musica degli ELECTROBREAKFAST dj_visual  (Paolo Ranieri//Diego Bosoni).

E non finisce qui: una serie di eventi artistici e creativi animeranno le due giornate della manifestazione: workshop fotografico, laboratori per bambini, trekking urbano.

Per saperne di più visitate il sito della manifestazione cliccando qui Nova Cantieri Creativi 2015

Anche quest’anno Archeologiaindustriale.net è media partner tematico di Nova Cantieri Creativi



“Ferrania: dalla polvere da sparo alla fotografia” – Giornate FAI di Primavera 2015

Il FAI, delegazione di Savona, per le Giornate FAI di Primavera, invita a visitare la Ex Ferrania e assistere alla proiezione: “Ferrania: dalla polvere da sparo alla fotografia” Tracce di archeologia industriale tra fabbrica e villaggio operaio.

Sabato 21 e domenica 22 marzo, il FAI – Fondo Ambiente Italiano – organizza le Giornate FAI di Primavera 2015, l’evento che, giunto alla sua 23ᵃ edizione, ha coinvolto sino ad oggi oltre 7.800.000 amanti dell’arte, della cultura e del bello.

Un evento nazionale per scoprire luoghi solitamente non accessibili ed acquisire consapevolezza del nostro patrimonio culturale: oltre 780 i luoghi aperti con visite a contributo libero in 340 località in tutte le Regioni grazie all’impegno e all’entusiasmo delle delegazioni e dei volontari FAI.

La Ex Ferrania Spa – ora Ferrania Technologies Spa

In occasione delle Giornate FAI di Primavera 2015, la delegazione FAI di Savona presenta Dal Medioevo alla Modernità: uno sguardo sulla Val Bormida, un programma per scoprire tesori nascosti del passato e importanti testimonianza imprenditoriali.

Tra i luoghi da visitare, in esclusiva per i già associati FAI o per chi si iscrive in loco, la Ex Fabbrica Ferrania Spa, aperta sabato 21, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 (visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: ITC “Boselli” di Savona; Istituto Superiore di Cairo Montenotte)

I visitatori contemporaneamente avranno modo di assistere alla videoproiezione del progetto fotografico a cura di Lidia Giusto, dal titolo: “Ferrania: dalla polvere da sparo alla fotografia” Tracce di archeologia industriale tra fabbrica e villaggio operaio.

Lidia Giusto (1984) artista, fotografa utilizzando come mezzo di espressione un obiettivo, puntato sui chiaro scuri, sui pieni e sui vuoti, sulle forme e sugli spazi.
Dice di sé: “La macchina fotografica è il prolungamento della mia mente, l’estensione del pensiero e dell’interiorità, che passando attraverso un obiettivo diventa inquadratura ed immagine”.
Inizia a fotografare da adolescente, lavorando sul tema degli abbandoni industriali e civili da oltre dieci anni. Predilige la fotografia analogica e la stampa autonoma in bianco e nero. Ha partecipato ed esposto a numerose mostre e concorsi, personali e collettive, in Italia e all’estero.

Ferrania e la sua storia

Le origini della Ferrania risalgono al 1882, quando venne impiantata una fabbrica di dinamite a Cengio, in Liguria, con il nome SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti). La prima guerra mondiale comportò un ampliamento dell’impianto, e la nascita di una nuova fabbrica a Ferrania.

Verso la fine del conflitto fu avviato un piano di riconversione industriale, e venne costituita la Società per azioni FILM (Fabbrica Italiana Lamine Milano), per la produzione di pellicola cinematografica, consociata con la Pathé Frères di Vincennes, la maggiore fabbrica francese di materiale sensibile, fondando, nel 1923, quella che poi sarebbe diventata la Ferrania.

Nel 1932 nacque la Film Cappelli–Ferrania, con l’assorbimento da parte della FILM della milanese Cappelli, produttrice di lastre fotografiche in vetro. Successivamente fu assorbita anche la Tensi, l’altra importante fabbrica milanese di prodotti fotografici. Nel 1938 la ragione sociale venne modificata, diventando “Ferrania”.
L’azienda produsse, accanto ai materiali fotosensibili, anche macchine fotografiche; alcune, come la Condor I, erano dotate di ottima qualità ottica e meccanica.

La compagnia fu acquistata nel 1964 dall’azienda statunitense 3M, divenendo “Ferrania 3M”. In seguito la 3M formò una società sussidiaria mediante il trasferimento di parte delle attività della Ferrania. La nuova divisione fu chiamata Imation. Poi la ditta venne acquistata dalla Schroder Ventures nel 1999. Attualmente è di proprietà del Gruppo Messina di Genova.

L’azienda produsse pellicole fotografiche nei formati 135 e APS col marchio Solaris. Ferrania rimase l’unico produttore delle pellicole nel formato 126 “Instamatic”, dopo che Kodak ne aveva cessato la produzione nel 1999, ma all’inizio del 2007 a sua volta smise di produrlo. L’azienda commercializzò inoltre componenti per stampa a getto d’inchiostro, pellicole per raggi X (produzione dismessa durante il 2008), fotocamere digitali, materiali per arti grafiche, plastiche speciali, software per ospedali (produzione venduta al gruppo NoemaLife di Bologna nel 2008).

La produzione di pellicole per uso fotografico è terminata nel 2009.

Nel 2013 una nuova azienda, denominata “FILM Ferrania” ha acquistato la linea produttiva delle pellicole fotografiche, che include anche parte degli ultimi macchinari in uso e degli edifici industriali, prevedendo un inizio di nuova produzione dal 2016.

Evento: Ferrania – visita guidata e videoproiezione “Ferrania: dalla polvere da sparo alla fotografia”
Genere: visita guidata e proiezione fotografica – Le Giornate FAI di Primavera 2015
Dove e Quando : ex Stabilimento Ferrania Spa – Ferrania Viale della Libertà, 57. Sabato 21 marzo dalle ore 10.00 alle ore 12.00
Contatti: Giornate FAI di Primavera 2015 www.giornatefai.it
Presentazione a cura di: FAI delegazione di Savona. Per la parte storica si ringrazia Lidia Giusto lidia.giusto@libero.it




I forni fusori del vetro ed il Museo dell’Arte Vetraia di Altare in Liguria

Altare, in provincia di Savona, una piccola cittadina dell’Appennino ligure dove la manifattura del vetro ha origine lontanissime, conserva ancora degli importanti reperti di archeologia industriale come un forno di fusione del XVII secolo. 

Altare e la storia dell’arte vetraia

La storia, e le fonti archivistiche lo confermano, tramanda come l’arte del vetro venne introdotta da una comunità di monaci benedettini stabilitasi ad Altare nel 1130. Grazie all’avvio di questa attività esperti artigiani dalla Normandia e dalla Bretagna giunsero ad Altare, ed ebbe inizio un processo di immigrazione anche dalle altre città di tutta Italia.

Nel 1445 è attestata l’esistenza della prima corporazione, l’Università dell’arte vitrea, sorta per regolamentare l’attività . Alcuni di maestri vetrai svolsero il mestiere in città, altri nelle proprietà situate nelle vicinanze, altri ancora si allontanarono da Altare per impiantare una nuova manifattura o in altre parti d’Italia o all’estero come in Francia, Belgio, Paesi Bassi, Gran Bretagna e – nel XIX secolo – in America Latina, esportando uno stile unico, che ispirata allo stile veneziano, prediligeva la pura creazione a discapito delle finalità funzionali.

Nel dicembre 1856 nasce la Società Artistico Vetraria Anonima Cooperativa facendo seguito ad un accordo tra le 16 famiglie di Altare produttrici di vetro. Queste unirono le vetrerie di Altare in un’unica grande azienda: la Società Artistica di Manifattura del Vetro.

A seguito della II Guerra Mondiale, nonché della Guerra Civile in Italia del 1943, la produzione del vetro di Altare attraversò un periodo di difficoltà. Ad aggravare il tutto ci si aggiunsero l’inflazione e la forte concorrenza straniera che si avvaleva di nuove procedure manifatturiere completamente automatizzate. La tecnica artigianale della soffiatura a mano dei maestri altaresi, se certamente collocava il prodotto a livelli qualitativi superiori, costringeva però a mantenere dei prezzi superiori a quelli di mercato. Tuttavia, la Società Artistico Vetraria fu in grado di superare le difficoltà e di continuare sue attività industriali e commerciali fino al 1978, anno in cui dichiarò il suo fallimento. Nell’asta giudiziaria che seguì , venne aggiudicata a un imprenditore di Abbiategrasso, il Cav Angelo Masserini, il quale si era impegnato a conservare il lavoro a tutti i dipendenti. La S.A.V. prese allora il nome di S.A.V.A.M. Spense i forni nel dicembre del 1992.

L’antico forno di fusione del vetro di Altare – un bene di archeologia industriale da salvare

Per tutto il Medio Evo e nel’età Moderna, il forno conservò la forma da igloo. Diviso in tre sezioni, al piano terreno c’era il focolare, al piano intermedio avveniva la fusione, al piano superiore era collocata la “tempera” dove gli oggetti lavorati subivano un lento raffreddamento. I piani erano in comunicazione tra loro per mezzo di aperture centrali.

Nel centro di Altare, nell’area dell’antica Vetreria Racchetti, spenta nel 1967, si trovano i resti di due
antichi forni fusori da vetro di questa tipologia, attribuiti al XVII secolo. La loro scoperta, risalente al 1991, è stata oggetto di studi e approfondimenti a livello europeo, in particolare da parte dell’associazione francese GenVerrE.

Uno dei due forni è comunque, nelle parti non danneggiate, in buono stato di conservazione.
E’ l’ultimo esemplare rimasto, vincolato dalla Soprintendenza Archeologica, più volte ammirato da archeologi italiani e francesi come un raro tassello della storia della tecnica.

Del forno, carico di quattro secoli di storia, rimangono la parte inferiore, destinata alla combustione, e la volta, che vi è stata posata sopra. La parte inferiore, rimasta integra, presenta quattro fori quadrati, utili all’introduzione dell’aria, necessaria alla combustione della legna consumata nel focolare, per raggiungere temperature all’incirca di 1200°C. La circonferenza del forno è di circa m. 10,50. È circondato da un corridoio, alto circa m. 2, che portava da una parte al forno essiccatore della legna, dall’altra, attraverso un cunicolo, al secondo forno situato a più di 5 metri dal primo, attualmente in pessimo stato di conservazione, destinato probabilmente alla fusione della fritta. Rimane pure pare di una struttura muraria , entro la quale i fornii principali erano inseriti.

Dal confronto dei rilievi fotografici effettuati al momento della scoperta con quelli odierni è possibile
riscontrare come nell’arco di vent’anni i reperti archeologici si siano ulteriormente gravemente deteriorati, per cui un intervento di recupero di queste strutture si rende estremamente urgente.

Il Museo dell’Arte Vetraria Altarese

Nato negli anni ’80 e gestito dall’Istituto per lo Studio del Vetro e dell’Arte Vetraria (I.S.V.A.V.), il MAV conserva la collezione della Società Artistico – Vetraria, ultimo atto di una millenaria storia di produzione vetraria nel paese di Altare, piccolo borgo sulle alture savonesi.

La collezione comprende opere in vetro di tipo artistico, d’uso e per la farmochimica, attrezzature della ex S.A.V., nonché la collezione di libri e riviste conservati nella Biblioteca Specializzata del Vetro. Attività e mostre organizzate in collaborazione con artisti e designer di livello internazionale contribuiscono inoltre alla creazione di una sezione di arte contemporanea.

Sede del Museo è Villa Rosa, preziosa dimora che fa parte di una serie di edifici Liberty che si diffusero nel paese all’inizio del ‘900, in gran parte ancora esistenti. Acquistata dallo Stato nel 1992, dopo i restauri la Villa è stata riportata all’antico splendore e adibita a sede del Museo dell’Arte Vetraria Altarese. Attualmente nei giardini della sede è installata una fornace dimostrativa per la produzione di vetro soffiato che, nel corso dell’anno, viene frequentemente attivata: un’affascinante integrazione della visita museale.

Info
Museo dell’Arte Vetraria Altarese e Istituto per lo Studio del Vetro e dell’Arte Vetraria
Piazza del Consolato 4 17041 Altare (SV) Italy
tel: +39 019 584734 www.museodelvetro.org info@museodelvetro.org

 

Ricette Vetrarie Altaresi#SaveTheDate:

SABATO 10 MAGGIO 2014, ore 17:00
presso il MUSEO DEL VETRO DI ALTARE – Piazza del Consolato, 4 – Altare (Savona)
sarà presentato il libro
Ricette vetrarie altaresi. Note e appunti di fornace
di Maria Brondi Bandano e Luigi Gino Bormioli
Edito da SAGEP Editori

 

Sito archeologico industriale:Forno per la fusione del vetro e Museo dell’Arte Vetraia di Altare
Settore industriale:Industria vetraia
Luogo: Altare, Savona, Liguria, Italia
Proprietà/gestione: Proprietà privata
Testo a cura di: Maria Brondi Bandano




NOVA Cantieri Creativi – Giornate evento sulle esperienze di rigenerazione creativa 14-15 marzo 2014

Il 14 e 15 marzo, il Comune di Santo Stefano di Magra (SP), alla ex Ceramica Vaccari presenta l’evento NOVA Cantieri Creativi – Spazi Mutanti Spazi Mutati: Giornate evento sulle esperienze di rigenerazione creativa in Europa e in Italia.

La Ceramica Ligure Vaccari, originariamente fabbrica di laterizi, vide il suo sviluppo grazie all’imprenditore genovese Carlo Vaccari che sfruttando l’argilla locale, portò ai massimi livelli la produzione di grès ceramico esportandolo in tutto il mondo. Oggi di quel fiorente opificio restano gli immensi spazi chiusi e coperti e la loro storia, monumento della archeologia industriale italiana. NOVA Cantieri Creativi, con un programma fitto di incontri, distribuito in due giorni, si pone l’obiettivo di traghettare questa area industriale, ormai dismessa, verso nuove prospettive creative.

Col Comune di Santo Stefano di Magra in prima linea (il comune ha già acquistato e ottenuto in comodato gratuito una parte del complesso dalla proprietà privata italiana per realizzarvi una biblioteca ad alta digitalizzazione, l’archivio storico, l’Urban Center e uno spazio per residenze creative e artistiche), pubblico e privato collaboreranno per riportare a nuova vita il complesso industriale attraverso la cultura e la creatività, con evidenti ripercussioni benefiche sull’intero territorio. Questa la formula:

Più di 8.000 mila metri quadri saranno affidati gratuitamente per otto anni attraverso bandi pubblici a soggetti culturali e creativi capaci di portare proposte insediative congruenti con lo spazio, in grado di creare coinvolgimento territoriale e soprattutto di dimostrare la loro sostenibilità da un punto di vista gestionale ed economico.

NOVA Cantieri Creativi “Non è un evento, non è un convegno, non è uno spettacolo, non è una performance, non è un punto di partenza e neanche un punto di arrivo, ma è tutto questo insieme. Il programma prevede, infatti, momenti differenti per pubblici diversi.”

Venerdì 14 marzo, alle ore 14:30 apre l’evento, da lui fortemente voluto, Juri Mazzanti, sindaco di Santo Stefano di Magra. Seguiranno due giorni fitti d’incontri nei quali prenderanno la parola alcuni tra i protagonisti della scena culturale italiana e straniera: momenti di confronto e spunti di riflessione sulla strada da percorrere affinché la ex Ceramica Vaccari si trasformi in fabbrica di creatività.

Raine Heikkinen – Event Coordinator della Cable Factory Kaapeli in Helsinki, il più grande centro di cultura alternativa della Finlandia; Gianluca D’Inca Levis – ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee, progetto che attraverso l’arte riqualifica aree industriali dismesse e non solo; Reinier de Graaf, partner dello Studio OMA di Rotterdam “Società internazionale, leader nel settore, che si occupa di architettura, di urbanistica e di analisi culturale” che realizzerà tra l’altro il nuovo Museo della Fondazione Prada all’interno di alcuni edifici industriali dei primi del Novecento, nuovo spazio per l’arte contemporanea che aprirà a Milano nel 2015; e ancora: Roberto Covolo, coordinatore del progetto Ex Fadda in provincia di Brindisi; Franco Bianchini, Docente di cultural planning alla Leeds Metropolitan University; Raffaella Paita, Assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria; l’architetto Stefano Boeri, dal 2011 al 2013 anche Consigliere Delegato per la Cultura, il design e la moda per il comune di Milano, sono solo alcuni degli ospiti presenti a NOVA Cantieri Creativi.

In parallelo, ad arricchire ulteriormente i due giorni di evento, laboratori didattici, performance e workshop.

Roberto Vecchioni e Dario Vergassola chiuderanno rispettivamente i lavori di venerdì 14 e sabato 15.

Il Festival NOVA Cantieri Creativi è un progetto realizzato per il Comune di Santo Stefano di Magra dalla Fondazione Fitzcarraldo, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, della Regione Liguria e della Provincia di La Spezia.

 

Per il programma completo visitate il sito internet NOVA Cantieri Creativi

Media Partner Tematici dell’Evento 

ArcheologiaIndustrialeNet  Aipai




Libro: Ceramica Ligure Vaccari. Storia, archivio, produzione

Il libro “Ceramica Ligure Vaccari, storia, archivio, produzione” ci accompagna all’interno della fabbrica, della produzione e del villaggio operaio di una delle più importanti realtà produttive nel settore della ceramica del XX secolo.

Attraverso la consultazione e catalogazione dei documenti conservati nell’archivio della fabbrica nonché l’analisi di documenti inediti e la raccolta delle testimonianze dirette degli eredi della famiglia, il volume ricostruisce la storia della Ceramica Ligure Vaccari di Ponzano Magra, frazione di Santo Stefano Magra in provincia di La Spezia, Liguria, oggi parte del nostro patrimonio industriale.

Nel libro si mette in luce i rapporti che la fabbrica ha avuto con artisti del periodo futurista, quali Prampolini e Fillia, e di fama mondiale come Giò Ponti e Guido Galletti.

Il progetto Nova, Nuovo Opificio Vaccari per le Arti, ideato dal comune di Santo Stefano Magra, è nato con l’intento di salvare il complesso e la sua memoria, per far tornare l’area motore di sviluppo per il territorio e la sua comunità, così come un tempo.

La Ceramica Ligure Vaccari, storia del sito di archeologia industriale

Il sito della Ceramica Ligure Vaccari comprende 140.000 mq di superficie territoriale corrispondenti ai capannoni della fabbrica e ai vari edifici del villaggio operaio.

La fabbrica nacque alla fine dell’Ottocento come fabbrica di laterizi, ma fu grazie all’imprenditore genovese Carlo Vaccari, il quale intuì le proprietà dell’argilla locale, che iniziò il suo grande sviluppo con la produzione dei grès ceramico, fiore all’occhiello dell’industria ponzanese ed esportato in tutto il mondo.

Il periodo di maggiore produzione si ebbe nel dopoguerra ma una crisi di liquidità e una cattiva gestione porterà alla chiusura per fallimento nel 1972. Dopo questa data si susseguirono varie proprietà che non riusciranno a risollevare le sorti della Ceramica Ligure e l’ultimo proprietario, l’azienda austriaca Lasselsberger, fu costretto a chiudere l’attività nel 2006.

Il Villaggio operaio della Ceramica Ligure Vaccari

Una delle più importanti caratteristiche del sito industriale di Ponzano Magra è sicuramente il villaggio operaio. Questo si sviluppò a partire dai primi anni del Novecento con una struttura a ferro di cavallo dove risiedevano gli operai, chiamata la Corte, e venne anche costruita la villa padronale. Con l’aumento della produzione fu necessario espandere il sito e quindi negli anni Trenta vennero edificate nuove case operaie, lo spaccio aziendale, la casa dell’operaio che fungeva da mensa, lo spogliatoio, il deposito di biciclette, la chiesa e la palazzina della dirigenza.

Titolo: La Ceramica Ligure Vaccari. Storia, archivio, produzione.
Settore industriale: Industria della ceramica
Luogo: Ponzano Magra frazione di Santo Stefano Magra – La Spezia – Liguria
Proprietà/gestione: Il Comune di Santo Stefano Magra possiede il capannone più antico e ne ha in comodato d’uso altri, il resto appartiene all’azienda austriaca Lasselsberger. www.lasselsberger.com www.comune.santostefanodimagra.sp.it
Testo a cura di: Alice Cutullè contatto: alice.cutulle@gmail.com Alice Cutullè, nata a La Spezia, si è laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università di Pisa e successivamente ha conseguito la laurea specialistica con il massimo dei voti in Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico all’Università di Genova con la tesi in archeologia industriale dal titolo “Ceramica Ligure Vaccari: l’archivio e la produzione della fabbrica di Ponzano Magra”.
Casa Editrice: Sagep Editore www.sagep.it