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Regione Basilicata presenta la proposta di legge “Valorizzazione del Patrimonio di Archeologia Industriale”

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“La Regione Basilicata promuove la valorizzazione e la fruizione del patrimonio di archeologia industriale presente sul proprio territorio, riconoscendone il valore che esso riveste per la cultura e per lo sviluppo economico regionale”

 

Così si apre la proposta di legge presentata dai consiglieri del PD Mario Polese e Roberto Cifarelli. Prendendo spunto dalla legge approvata nel mese di gennaio dalla vicina Regione Puglia, Polese e Cifarelli, attraverso questa proposta, puntano i riflettori sul valore del patrimonio industriale regionale ai fini di un suo recupero e utilizzo, salvando, dunque, dal degrado e restituendo nuova vita a questa particolare tipologia di beni che fanno parte a pieno titolo della storia del territorio.

Già noto il progetto di recupero dello storico Mulino Alvino di Matera, acquistato nel 2014 dall’imprenditore Nicola Benedetto, con la promessa non solo di rimetterlo in funzione, ma di realizzare altresì all’interno della struttura un museo delle “arti bianche” e delle tecniche di produzione ospitando attività legate alla cultura gastronomica del territorio tra le quali una scuola di cucina. Una case history di tutto rispetto per la Regione Basilicata che, attraverso questa legge, motiva e supporta la propria comunità nel reiterare esperienze similari.

Riqualificazione e riuso del patrimonio; divulgazione e didattica; realizzazione di itinerari culturali e di percorsi tematici; realizzazione di sistemi informativi o portali web dedicati all’archeologia industriale; comunicazione e promozione turistico-culturale: sono queste infatti le attività individuate dalla proposta di legge della Regione Basilicata per la valorizzazione del patrimonio industriale.

La proposta di legge prevede:

• L’adozione di un Programma triennale per la ricognizione, censimento e valorizzazione dell’archeologia industriale ed un Piano annuale riguardante le specifiche azioni.
• La realizzazione di un Censimento Regionale dei beni materiali ed immateriali non più utilizzabili per il processo produttivo che verrà aggiornato annualmente realizzato tramite la collaborazione degli Enti locali.
• L’istituzione della Consulta Regionale per l’archeologia industriale presso il Dipartimento “Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca” della Regione Basilicata costituita da undici membri tra i quali lo stesso Direttore del dipartimento o un suo delegato, il Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Regione Basilicata o suo delegato, un rappresentante designato dall’Università della Basilicata, Facoltà di Architettura, un rappresentante dell’IBAM CNR. La Consulta sarà chiamata a formulare proposte per la valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale ed a esprimere pareri obbligatori e non vincolanti sul Programma Triennale.
• La Regione promuoverà accordi, intese e altre forme di collaborazione con Amministrazioni Statali, Enti Locali e altri soggetti pubblici o privati, ai fini della ricognizione, censimento, catalogazione e valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale. La Regione, promuoverà inoltre forme di collaborazione interregionale e internazionale per lo studio, la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale
• La Giunta Regionale provvederà al finanziamento delle attività contemplate dalla proposta di legge mediante l’erogazione di contributi, nel rispetto delle norme comunitarie, statali e regionali e tenuto conto del Piano annuale.

Scambiamo due battute con l’avv. Polese ed il dott. Cifarelli sull’argomento ed in generale sul ruolo della cultura nel rilancio della Regione Basilicata

D: A breve distanza di tempo dalla firma per l’approvazione della legge sulla valorizzazione del patrimonio industriale promossa dalla Regione Puglia, la Regione Basilicata fa seguito con una sua proposta. Quali considerazioni vi hanno spinto a mutuarne l’esperienza?

R: La proposta di legge nasce da un suggerimento della dott.ssa Pellettieri, dirigente di Ricerca IBAM CNR, che ci ha fatto notare come in Puglia questa legge era stata approvata anche in relazione alla preparazione dell’Anno Europeo del Patrimonio Industriale e Tecnico che è proprio il 2015. Dopo aver ben studiato il tipo di legge approvata in Puglia, e altresì quelle approvate in materia, in Umbria e Lombardia, abbiamo creduto necessario e opportuno proporre una legge per valorizzare il patrimonio archeologico Industriale della Basilicata.

D: Regione Puglia e Regione Basilicata, due regioni vicine anche territorialmente, è possibile prevedere una cooperazione in questo ambito, magari con la realizzazione di percorsi integrati o attraverso altre attività?

R: La collaborazione è già in corso attraverso i ricercatori dell’IBAM CNR che si occupano di questi temi già da molto tempo. La dottoressa Pellettieri, attraverso un Progetto PO FESR dall’acronimo MenSALe, ha iniziato un censimento dei mulini, dei forni e delle cantine della regione lucana classificando i manufatti per la raccolta, la conservazione, la trasformazione, il trasporto, la cottura e il consumo degli alimenti nella storia. L’architetto Monte, sempre dell’IBAM CNR, si occupa di Archeologia Industriale da un ventennio studiando, in particolare la Puglia ma anche, per alcuni aspetti, la regione lucana. Il 24 aprile, il Comune di Corigliano d’Otranto ha organizzato la Giornata di Studi L’acqua e la farina  in collaborazione con il Progetto IN,CUL.TU.RE. dell’IBAM CNR, e ha invitato anche noi Consiglieri Regionali della Basilicata, per uno scambio di idee e per un confronto che può servire ad entrambe le Regioni per meglio approcciarci al recupero di queste strutture che, nella maggior parte dei casi, hanno bisogno di essere restaurate e valorizzate.

D: La Basilicata è una regione turisticamente ancora da valorizzare. Ritenete che l’applicazione di questa legge possa aiutare ad incrementare il flusso di visitatori? E se si, in che termini?

R: Forse, fino a qualche anno fa, si poteva sostenere che la Basilicata era poco nota ma, oggi, per molti motivi e concause, attira flussi turistici. Il turismo deve essere sostenibile ma anche responsabile. Con questa legge intendiamo, in primis, fare opera di divulgazione e didattica sui territori. Un censimento accurato e ben fatto del patrimonio industriale è il punto di partenza per capire quali di questi siti sono più adatti a divenire punti di riferimento per eventuali itinerari culturali e turistici, attraverso la riqualificazione e il riuso.

D: Matera 2019 – Capitale Europea della Cultura e la legge per la Valorizzazione del Patrimonio di Archeologia Industriale: quali le possibili sinergie?

R: A parte il progetto di recupero dello storico Mulino Alvino di Matera che Lei prima ha ricordato, recentemente con il Progetto MenSALe della dott.ssa Pellettieri, è stato fatto il censimento di tutti gli antichi forni della Città di Matera, ma anche dei suoi mulini e dei silos granari. Non dimentichiamo le vecchie cave e il mattatoio. Anche in questo caso, fornire un giusto censimento potrebbe essere il punto di inizio per eventuali nuovi luoghi da dedicare alla cultura e alla valorizzazione anche, ad esempio, del noto pane di Matera. Matera2019 avrà l’onore e l’onere di trascinare l’intera regione lucana verso nuovi traguardi legati alla promozione turistico-culturale anche attraverso percorsi di turismo rurale ed ecosostenibile.

D: Oggi si parla molto di start up culturali come una possibilità per contribuire allo sviluppo del paese e favorire l’occupazione giovanile. Questa legge potrebbe dare una spinta ai giovani lucani per muoversi in questa direzione. All’interno dunque di un processo volto alla riqualificazione ed allo sviluppo del patrimonio culturale della Regione Basilicata, avete pensato alla possibilità di promuovere bandi regionali per il sostegno all’avvio di start up culturali?

R: Non vorrei ripetermi ma ritengo che prima vada compiuta un’opera di conoscenza e approfondimento su tutto il territorio regionale. Il 30 aprile, l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR, attraverso il Progetto MenSALe, organizza un importante simposio internazionale, presso l’Aula Seminari dell’Area di Ricerca a Tito Scalo, al quale parteciperanno le più importanti personalità dell’archeologia industriale europea. Il Convegno si divide, essenzialmente, in due parti: nella prima parte, si confronteranno studiosi e ricercatori sui risultati del loro lavoro in Spagna, parteciperà anche Assumpcio Feliu, Presidente della Federazione Europea delle Associazioni di Archeologia Industriale, ma anche in Umbria e in Puglia, oltre i ricercatori del progetto MenSALe del CNR che studiano su questo argomento da molti anni. Nella seconda parte, si terrà una Tavola Rotonda presieduta dallo storico modernista Renato Covino, alla quale parteciperanno assessori e consiglieri regionali dell’Umbria, della Puglia e noi Consiglieri regionali della Basilicata. Dopo questo importante confronto a cui invitiamo a partecipare tutti i Sindaci della Basilicata e tutti i giovani interessati a questa disciplina, ne seguiranno altri sul territorio e in tutti quei comuni che vorranno cominciare a lavorare su questi temi. Quello che seguirà sarà esattamente ciò che la regione può offrire e la valorizzazione anche mediante start up potrebbe essere uno dei vari modi attraverso i quali si possono progettare future collaborazioni adatte alla Basilicata.

D: Restando in tema di formazione, l’Università degli studi della Basilicata da tempo ha attivato il corso di Archeologia Industriale, ritenete che sia sufficiente per preparare i giovani ad interfacciarsi con questa tipologia di beni abbastanza complessi o sarebbe opportuno programmare delle attività formative extra universitarie aperte a tutti gli interessati, giovani e meno giovani, che istruiscano sul come trattare l’argomento ed in generale guidino ad un approccio consapevole del riutilizzo dei beni culturali?

R: Questo insegnamento presso la Scuola di Archeologia a Matera è tenuto dall’architetto Monte che è un ricercatore dell’IBAM CNR. Ogni forma di attività formativa, oltre quella già presente presso l’Università di Basilicata, sarà opportuna e necessaria.

Archeologiaindustriale.net auspica che la proposta si tramuti presto in legge e che, attraverso di essa, la Regione Basilicata possa trovare un nuova via per la promozione del proprio territorio e nuovi sbocchi per un rilancio economico sempre più consapevole.

Simona Politini

Simona Politini, laureata con lode in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo storico-artistico, presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli ed esperta in Archeologia Industriale è l'ideatrice e responsabile del progetto Archeologiaindustriale.net

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