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Chi va al mulino… Acque mulini e mugnai delle valli piemontesi – Il libro

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Chi va al mulino… Acque mulini e mugnai delle valli piemontesi è il libro di Emanuela Genre edito da Neos Edizioni che racconta degli affascinanti mulini in Piemonte.

I mulini ad acqua, si sa, hanno un fascino del tutto particolare, hanno colpito la fantasia di scrittori e pittori e ancora oggi il loro potere di suggestione non è diminuito. Queste pagine, prendendo in esame un nutrito numero di mulini delle valli piemontesi, va oltre gli stereotipi e il mito un po’ romantico che ha connotato l’idea di queste strutture. Se ne vuole invece far conoscere il meccanismo di funzionamento e il piccolo universo che un tempo ruotava loro intorno: la relazione con la rete idrica del territorio, le figure dei mugnai, le normative che li regolavano e la loro importanza sociale, la loro sorte al giorno d’oggi.

 

Nel Pinerolese, sia nella zona pedemontana sia in quella di media montagna, sono tuttora visibili e visitabili numerosi mulini da cereali che hanno alle spalle una storia plurisecolare. In alta Val Pellice, ad esempio, il Comune di Bobbio Pellice possiede un mulino che, situato nel centro abitato a ridosso della cosiddetta “diga Cromwell”, presenta ancora la grande ruota verticale messa in movimento dall’acqua. Tale edificio vanta testimonianze che risalgono al primo decennio del XVIII secolo, quando già esso apparteneva alla comunità ed era da questa dato in affitto ad un mugnaio per un periodo di tre o nove anni. Nel corso dei secoli il mulino è stato oggetto di numerosi restauri, tentativi di miglioramento alle sue strutture ed ha attraversato periodi di maggiore o minore fortuna, ma intorno alla metà del XX secolo ha cessato la sua attività in modo definitivo. Nei primi anni duemila, per fortuna, il Comune ha ottenuto due finanziamenti con cui ha restaurato l’edificio, che è ora aperto al pubblico in alcune domeniche dell’anno; i visitatori hanno in tal modo la possibilità di vedere la ruota in movimento e tutti i macchinari in azione.

Accanto ad esempi di edifici simili convertiti a musei, sono poi ancora presenti alcuni mulini che continuano a macinare cereali, come accade al Mulino della Bernardina di Giaveno. Si tratta in questo caso di un edificio adibito in parte ad abitazione ed in parte a mulino, quest’ultimo funzionante grazie al canale che scorre alle sue spalle e che mette in moto una ruota verticale. Di certo, la produzione di farina rappresenta ormai un’attività marginale e piuttosto di nicchia, ma è comunque interessante verificare come modalità di produzione risalenti ai secoli scorsi riescano a sopravvivere ancora ai giorni nostri.

 

Chi va al mulino… Acque mulini e mugnai delle valli piemontesi è un’opera affascinante che tratta il tema con la consapevolezza che il mondo di cui facevano parte i mulini così come era è passato, ma può ancora costituire motivo di interesse, offrendo tanti aneddoti, curiosità, suggestioni; può offrire anche spunti di riflessione a una nuova generazione di operatori e consumatori che vuole riavvicinarsi con un approccio attuale alla tradizione molitoria della nostra terra.

Titolo:Chi va al mulino… Acque mulini e mugnai delle valli piemontesi
Autore: Emanuela Genre
Casa Editrice: Neos edizioni http://www.neosedizioni.it/
ISBN:9788866082477
Lingua: italiano

Simona Politini

Simona Politini, laureata con lode in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo storico-artistico, presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli ed esperta in Archeologia Industriale è l'ideatrice e responsabile del progetto Archeologiaindustriale.net

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