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Crespi d’Adda: una location d’eccezione per la Percassi

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Esiste un luogo magico che è il Villaggio operaio di Crespi d’Adda ed una grande azienda che è la Percassi, in comune le terre bergamasche e due imprenditori illuminati. Oggi Crespi d’Adda e la Percassi si fondono in un’unica realtà.

Lo scorso mese di ottobre l’imprenditore Antonio Percassi ha perfezionato l’acquisto della storica fabbrica facente parte del complesso industriale di Crespi d’Adda, monumento di archeologia industriale e sito protetto dall’UNESCO.

Abbiamo incontrato Giorgio Ghilardi, Presidente della “The Antonio Percassi Family Foundation” che ci ha raccontato la nascita e le aspettative di questa nuova realtà.

D: Com’è nata l’idea di investire su Crespi d’Adda?

R: Tutti i sogni, prima di diventare realizzabili, hanno una trafila lunghissima. L’Ing. Antonio Percassi, a capo della società che porta il suo nome e che sta sviluppando le proprie attività nel mondo, già da un po’ di tempo era in cerca una sede prestigiosa. Il forte legame esistente tra la persona e la propria terra natia ha spinto l’ingegnere a rivolgere lo sguardo oltre i più classici centri del commercio quali: Milano, Firenze o Roma,  indirizzandolo verso le potenzialità, gli sviluppi ed i luoghi legati alla terra di Bergamo.

Non si può dire mai per puro caso, perché alla fine il caso è sempre illuminato da uno sguardo significativo, ma una volta, passando per l’autostrada Bergamo-Milano che lui percorre spesso, Antonio Percassi ha visto il Villaggio Crespi ed ha chiesto di potersi fermare. Il Villaggio Crespi era già molto presente nel suo immaginario più che in termini reali, come del resto in tutta la nostra area.  Son di quegli accadimenti che non si riescono bene a spiegare, ma è stato feeling immediato. “Questo è il luogo dove mi piacerebbe collocare la sede della mia azienda” sono state le parole dell’Ing.  Percassi.

Certo che dal “mi piacerebbe” alla realizzazione la trafila è stata ed è complessa, se si pensa che l’acquisizione è stata possibile solo dopo quasi due anni di verifiche, ovvero nel momento in cui sono state presenti tutte le condizioni per realizzare quello che l’Ing. Antonio Percassi aveva in mente: collocare la Percassi e la sua attività lavorativa.

D: Qual è la vostra idea futura di Crespi d’Adda?  

R: L’idea di fondo è quella far rivivere il villaggio come un’esperienza di vissuto. Crespi d’Adda nasce non solo come attività produttiva, ma anche come luogo dell’abitare. Allo stesso modo,  dando  continuità allo spirito che ha mosso la nascita del sito,  noi desideriamo che Crespi d’Adda sia anche un luogo dove allacciare relazioni, dove vivere l’esperienza del lavoro a 360 gradi.

Se è quindi vero che non verrà recuperato il sito in termini di continuità lavorativa, tuttavia la riconversione al terziario comporterà la collocazione di centinaia di persone e tutto ciò che ne consegue. Attraverso l’inserimento di attività che andranno a toccare il settore del food come il settore del wellness come il settore culturale, puntiamo alla rivitalizzazione del sito  in una visione di benessere fisico e intellettivo

È chiaro che  le idee vorremmo farle nascere non solo a tavolino, ma vivendo il posto. Quindi, a poco a poco, mentre l’esperienza del vissuto prenderà corpo, cercheremo di capire quali saranno le esigenze di chi prenderà parte a questa esperienza.  Questa sorta di ristrutturazione avrà quindi degli step, primo tra tutti: l’inserimento  degli uffici perché la Percassi trovi sede e via via lo sviluppo di tutto il resto.

D: Quali rapporti vedremo svilupparsi con l’Amministrazione locale nonché con le varie realtà legate a Crespi d’Adda?

R: Noi ci inseriamo in un sito che ha la sua storia, ma che ha anche alcune sue progettualità. L’Amministrazione Comunale, appena cambiata, ha ripreso la sfida del dialogo con l’Associazione Siti Unesco impegnandosi nel portar avanti quello che è il Piano di Gestione necessario affinché il sito possa continuare a far parte della World Heritage List. Così, la Percassi, insieme alla altre realtà coinvolte, quali il Parco Adda Nord, nonché le associazioni locali, parteciperà  al perseguimento di questo obiettivo.  La nostra politica sarà improntata alla piena collaborazione per permettere al sito di ritornare allo splendore di una volta e di parlare ancora alle nuove generazioni di quella che è la sua  storia industriale ed il suo vissuto.

La società Percassi  e Crespi D’Adda

D: Che propositi avete riguardo al recupero della fabbrica?

R: Il recupero avverrà per step.  Il primo passo sarà quello di recuperare gli uffici, si parla di una superficie tra i dieci ei venti mila mq, perché è necessario ed urgente che il la Percassi trovi sede. Tuttavia, proprio perché si vuole agganciare il progetto nella sua complessità, gli architetti stanno lavorando ad un progetto globale che non è stato ancora comunicato e che vede di giorno in giorno un evolversi degli interventi.

La fabbrica ospiterà dunque gli uffici della Percassi oltre ai servizi terziari e la sede della Fondazione. Non si esclude l’ipotesi di realizzare anche un’area destinata ad una piccola produzione d’eccellenza attraverso lo studio e la ricerca che farebbe diventare il sito più riconoscibile a livello industriale, ma non è la priorità. Certo, problemi di spazio non ce ne saranno, visto che si parla di un totale di 80.000 metri quadri coperti.

D: Avete già pensato alla tipologia di museo che potrebbe essere ospitato all’interno della fabbrica?

R: Al momento non è ancora stata definita né la tipologia di museo che andrà a collocarsi all’interno della fabbrica, né la sua gestione. Siamo comunque indirizzati verso lo sviluppo di un museo un po’ unico, potenzialmente con uno sguardo nazionale e legato al tema dell’arte che ci permetterebbe poi di lavorare per la cultura locale, nazionale e mondiale. Abbiamo a disposizione ampi spazi che ci permettono di pensare ad un grande museo per dare il giusto valore ad un sito UNESCO quale Crespi D’Adda è. L’Ing.  Antonio Percassi ci tiene a far si che la storia che ci viene data in consegna  venga sviluppata in modo molto ampio, era già un sogno Crespi per allora e lo vuole essere ulteriormente oggi. Abbiamo un imprenditore di larga apertura, sognare in grande è sicuramente una delle sue caratteristiche.

Tuttavia sul piatto della bilancia c’è un altro obiettivo  importante e prioritario in termini di programmazione: il recupero dell’archivio della fabbrica e la sua ricollocazione in sede, riportando le cose dove in origine erano. Attualmente la documentazione cartacea e fotografica  è conservata presso il la sede del comune sotto la cura dell’ing. Rinaldi che, a richiesta, accompagna gli studiosi in un viaggio a ritroso alla riscoperta della storia di Crespi d’Adda. Il lavoro di archiviazione e digitalizzazione che andremo ad intraprendere è la premessa per la creazione di percorsi turistici dedicati alle scuole come agli adulti.

D: Sono presenti ancora macchinari all’interno della fabbrica?

R: Si, all’interno della fabbrica c’è ancora qualche macchinario, difatti stiamo cercando di recuperare anche solo alcuni dei procedimenti industriali di allora. Chiaramente questo sarà un lavoro che richiederà tempistiche abbastanza lunghe, ma che ci consentirà di metterci in relazione con le realtà manifatturiere del posto che potranno dare il  proprio contributo al progetto.

D: Cosa significa impegnarsi nella riqualificazione di una location così ricca in termini di storia, nonché attivarsi in interventi di ripristino su beni sottoposti a vincoli di tale calibro?

R: Il sito è grande e l’investimento altrettanto.  Vincoli sul sito rendono complesso qualsiasi tipo di intervento necessitando di un continuo lavoro di mediazione.  Ogni tanto ci diciamo che “il sogno sono anche le pazzie”. L’impegno della società è quello di valorizzare questo sito, ovviamente  tenendo presente lo sviluppo futuro e recuperandolo nel miglior modo possibile; questo è un regalo anche per l’Italia che desideriamo portar avanti.

D: Come intendete porvi nei confronti della comunità locale residente all’interno del sito?

R: La gente che abita il sito, che sono soprattutto i figli dei figli dei dipendenti della fabbrica, è gente che  ama il posto e che manifesta palesemente la voglia di recuperare il sito. Da un po’ di tempo attendevano  qualcuno che credesse in Crespi d’Adda e decidesse di investire per la sua rinascita. Certo  vivono questo momento di cambiamento con gran attenzione: sono molto attenti alle notizie, al fatto che si facciano le cose per bene, ad essere coinvolti. La nostra intenzione è quella di renderli edotti  su ciò che verrà fatto, cercando una  collaborazione. Sono gli abitanti di Crespi d’Adda che vivono e fanno vivere il sito accogliendo  visitatori e turisti verso i quali sono da sempre ben intenzionati ed accoglienti. Inoltre, la rivitalizzazione del sito insieme alla realizzazione di nuovi servizi sono i presupposti per la creazione di posti di lavori disponibili.

“The Antonio Percassi Family Foundation” – promuovere il territorio attraverso la cultura

D: Quali sono gli scopi della “The Antonio Percassi Family Foundation”  ?

R: La Fondazione nasce per volere del fondatore con il preciso intento di realizzare grandi iniziative, che possano dare lustro al territorio bergamasco nei suoi più diversificati aspetti e settori.

L’attenzione ai poveri e in particolare ai bambini sarà il motore catalizzatore e il cuore pulsante dell’attività solidale della fondazione.

Grande impegno è poi lo sviluppo di tutte quelle azioni volte a migliorare la “cultura” nel senso più ampio del termine, in questa nostra meravigliosa terra che è l’Italia e in particolare Bergamo.

Il sostegno alla realizzazione di grandi opere sarà un ulteriore impegno dell’attività della Fondazione, ed è proprio in virtù di questi principi che l’Ing. Percassi ha voluto già finanziare interamente il “Giardino della Pace di Papa Giovanni XXIII” a Sotto il Monte.

D: A chi sarà affidata la programmazione culturale nonché la sua realizzazione e gestione?

R: La fondazione è appena partita (“The Antonio Percassi Family Foundation” è stata fondata il 4 di ottobre 2013 ndr.) ed al momento siamo in una fase di raccolta delle proposte che ci stanno pervenendo che sono delle tipologie più varie: da progetti legati ai bambini ed allo sviluppo dell’infanzia, a progetti legati al turismo, all’arte contemporanea, sino alle proposte più eccentriche. Siamo nella fase dell’ascolto. Ad ogni modo prima dobbiamo capire la direzione che prenderà l’attività culturale: se farà a capo a noi direttamente, ed in quel caso dovremo creare una struttura organizzativa, o se un’istituzione già con la sua storia entrerà dentro il sito e si prenderà in carico questo aspetto.

Milano EXPO 2015

D: L’inaugurazione del sito è prevista per il 2015, anno in cui Milano ospiterà l’EXPO, Crespi d’Adda/Percassi – EXPO. Cosa c’è da aspettarsi da questa contingenza?

R: Il sogno al quale l’Ing. Percassi non rinuncerà mai è proprio quello di iniziare l’attività all’interno di Crespi d’Adda durante l’Expo. L’impegno della costruzione è enorme. La squadra disponibile c’è già, bisogna capire se tutta la tipologia di permessi necessari a procedere arriverà in tempo.

 

Images courtesy of:
Associazione Crespi d’Adda  www.crespidadda.it
Vincenzo del Franco, fotografo info@vincenzodelfranco.it

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