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Progetto BresciaNuova: INSIDE THE TIME, si riparte dalle aree industriali dismesse di Brescia

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Progetto BresciaNuova nasce da gruppo interdisciplinare composto da giovani studenti e professionisti con la passione di prendersi cura di Brescia tramite la progettazione urbana nonché la riqualificazione delle aree industriali dismesse.

 

Dare una svolta alla città di Brescia partendo proprio da uno dei sui pilastri: l’industria.

È questa la convinzione sulla quale si basa tutta l’attività del Progetto BresciaNuova che studia strategie innovative per le aree dismesse, riqualifica spazi pubblici, reinventa il contesto urbano, accende dibattiti su temi urbani, coinvolge altri giovani che hanno voglia di esprimere le proprie idee sul futuro della città.

Dopo un lavoro intenso di un anno passato come semplice gruppo informale che si divertiva a portare avanti proposte originali per la città, ha deciso di formalizzarsi come associazione culturale no profit nel novembre del 2015. Oggi Progetto BresciaNuova presenta per la prima volta un lavoro organico e sistematico sulle aree dismesse di Brescia: INSIDE THE TIME, un progetto video che racconta alcune delle aree industriali dismesse di Brescia più significative.

INSIDE THE TIME sarà presentato sabato 11 marzo alla Camera di Commercio di Brescia alle ore 10:30. (visita l’evento su Facebook)

Il progetto è patrocinato da Moving Culture, MUSIL, Brescia Mercati, Archeologiaindustriale.net, Istituto Nazionale di Urbanistica, Save Industrial Heritage, Legambiente, Camera di Commercio di Brescia. Gli sponsor del progetto sono la Industrial Asset Management e la Germani Trasporti. Media Partner tematico Archeologiaindustriale.net.

Incontriamo Jacopo Alessandro Tassoni, ideatore e capogruppo del Progetto BresciaNuova

 

Cosa ha fatto scattare la scintilla che ha dato origine al Progetto BresciaNuova?

La scintilla è scattata sia da motivazioni individuali che dall’influenza del contesto urbano in cui ci troviamo a vivere e ad operare.

In un primo luogo abbiamo deciso di fondare Progetto BresciaNuova perché volevamo lasciare qualcosa di propositivo nella città in cui viviamo. Un giorno proposi l’idea ad alcuni colleghi e ad amici d’infanzia. Alcuni rimasero entusiasti  e incominciammo a riunirci nella terrazza di casa mia.

Con il passare del tempo abbiamo deciso di prendere le cose più seriamente e, dopo due anni e mezzo di avventura, siamo ancora qui a credere nel nostro sogno. Oggi siamo in 12, un team interdisciplinare di giovani studenti e professionisti che dedica il proprio tempo per il futuro della città.

Inoltre l’influenza di pensiero che appartiene a questo specifico contesto urbano è stata decisiva. Brescia è la città della Fondazione Micheletti e del Musil Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia, due realtà note a livello internazionale per il proprio apporto alla ricerca e valorizzazione del patrimonio industriale.

 

Come nasce INSIDE THE TIME? Ci parli del progetto?

La volontà del Progetto BresciaNuova è di ripartire dalle fondamenta di Brescia, l’industria, per reinventare il contesto urbano, si materializza per la prima volta nel progetto video INSIDE THE TIME: alla scoperta ci alcune tra le più interessanti aree industriali dismesse di Brescia.

L’industria per Brescia è stata linfa vitale: ha portato posti di lavoro, ha incrementato la popolazione e la dotazione dei servizi, ha fatto crescere la città in termini economici ed urbanistici facendola diventare una delle più ricche ed efficienti del Paese.

Gli avvenimenti che si sono susseguiti tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta hanno dato vita a processi di revisione dell’economia, delle relazioni sociali e degli stili di vita, che non potevano non lasciare il segno anche sulla trasformazione urbana.

Ciò che ci appare dinnanzi agli occhi oggi è una città segnata da un progressivo ridursi dei suoi spazi e dallo smaterializzarsi dovuto alla dismissione dei grandi impianti industriali con la conseguente deindustrializzazione di vaste aree urbane e l’abbandono di gran parte delle loro attrezzature e infrastrutture.

Pertanto risulta evidente come ripartire dalla base, dalle fondamenta di una città, possa essere il modo migliore per superare una crisi profonda e diventare un paradigma da seguire. È ciò che ci auguriamo avvenga al più presto.

Le aree industriali dismesse di Brescia che abbiamo indagato sono state scelte sulla base della loro potenzialità di suggerire una specifica idea di città: cinque narrazioni visive per le quali abbiamo ideato un titolo che potesse rievocare forme, immagini, sensazioni tipiche di quell’area.

Le aree industriali dismesse di Brescia selezionate in INSIDE THE TIME, progetto video del Progetto BresciaNuova, sono:

ex Magazzini Generali , “Templi di Archeologia Industriale”
ex Pietra, “Abissi d’Acciaio” 
ex Cantine Folonari, “Spazio in Fermento”
ex ATB, “Scheletri di Ruggine”
ex Tempini, “Relitti Disarmati”
ex fornaci di ponte Crotte, “Vulcani di Calce”

 

Perché è importante recuperare le aree industriali dismesse? Cosa sono e qual è il loro potenziale?

Recuperare le aree industriali dismesse è una questione puramente strategica: le aree industriali dismesse offrono la possibilità di ripensare una strategia di sviluppo attraverso la collocazione di altre funzioni eccellenti o per il riequilibrio di porzioni urbane e territoriali sotto il profilo delle dotazioni e dei servizi.

La localizzazione di queste aree industriali dismesse all’interno della città e lungo importanti infrastrutture di trasporto determina un aspetto di fondamentale interesse per una visione urbana strategica.

La concezione del lavoro e della città dell’età industriale è superata, pertanto occorre ripensare, insieme alle istituzioni, alle associazioni, ai portatori di interesse e alle comunità locali, il modo attraverso cui vedere, pensare e vivere queste ampie aree urbane, attraverso servizi e funzioni tipici della vita quotidiana.

Nietzsche scriveva “Qualche cosa d’esistente è sempre nuovamente interpretata da una potenza superiore in vista di nuovi propositi, così che in fondo, l’intera storia di una ‘cosa’ può essere in tal modo un’ininterrotta catena di segni che accenna sempre nuove interpretazioni e riassestamenti” penso che sintetizzi al meglio questo tema.

 

Quali sono gli obiettivi del progetto INSIDE THE TIME?

Il nostro obiettivo centrale è quello di rendere appetibili le aree industriali dismesse ad investitori e imprenditori, attraverso suggestioni e progetti mirati per uno determinato ambito urbano, con specifici investimenti da predisporre.

 

Sabato 11 marzo presenterete INSIDE THE TIME alla Camera di Commercio di Brescia, ci racconti un po’ dell’evento?

La presentazione “INSIDE THE TIME” sarà suddivisa in due fasi: in un primo momento verrà proiettato un film-documentario sulle aree industriali dismesse di Brescia sopra citate con lo scopo di offrire una panoramica generale del patrimonio industriale bresciano. Successivamente verrà presentato il progetto elaborato dal nostro team per le casere degli ex Magazzini Generali. Si cercherà di dare un taglio interdisciplinare e trasversale agli aspetti progettuali, anche grazie a specifiche indagini condotte sul territorio. Riscoprire una nuova attrattiva nell’investire nella rigenerazione delle aree dismesse.

È necessario che le nuove generazioni di imprenditori diano il proprio contributo per il recupero lungimirante e strategico delle aree industriali dismesse e per favorire la cooperazione con gli attori locali nello scenario urbano. Le aree industriali dismesse celano enormi ricchezze, che aspettano solo di essere trovate e di essere sfruttate, affinché diventino luoghi significativi per la comunità locale di oggi e di domani.

 

Come viene finanziato il progetto INSIDE THE TIME?

Nonostante la desolante crisi immobiliare e i forti periodi di difficoltà che hanno coinvolto il nostro paese in questi anni, esistono ancora persone che hanno il coraggio di sognare e di credere nel futuro. È il caso di Flavio Regosa e Mauro Ferrari, imprenditori lungimiranti che hanno sempre creduto in noi e hanno dimostrato alle famiglie bresciane di amare questo territorio, investendo in idee che non traggono un beneficio immediato.

Flavio Regosa e Mauro Ferrari sono a capo di aziende leader nel settore rispettivamente della Industrial Asset Managment e della Germani Trasporti, che amano la città, il suo territorio, attente perfino al patrimonio architettonico e culturale e, soprattutto, che credono nei giovani, nelle loro idee, nella loro capacità di cambiare le cose. Nello specifico potrebbero divenire gli antesignani del recupero innovativo delle aree dismesse, attraverso un nuovo modo di vedere, pensare e vivere la città. Flavio Regosa e Mauro Ferrari hanno deciso di investire nel lancio del nostro messaggio. L’auspicio è che questo interesse possa continuare come segno di una nobile intenzione a migliorare questa città e non solo.

In questi anni abbiamo visto come la capacità finanziaria di reggere le grandi operazioni immobiliari, le progettazioni dall’alto, è venuta meno. Penso che la scommessa per il futuro sia investire nelle progettazioni dal basso, attraverso un processo di sussidiarietà, grazie a professionisti interdisciplinari che aiutano la comunità locale a far emergere aspirazioni e necessità. La partecipazione della cittadinanza alla costruzione del futuro della propria città la riteniamo un fattore importantissimo, per questo motivo, oltre alla partecipazione di bandi e alla richiesta di finanziamento agli investitori, ci piacerebbe aprire una campagna di crowdfunding per il fundraising dei costi progettuali.

 

Qual è la prospettiva futura ovvero l’evoluzione di Progetto BresciaNuova?

Spesso il futuro delle persone e delle organizzazioni va più in là di qualsiasi prospettiva più o meno auspicabile. La visione di massima è che Progetto BresciaNuova possa essere un’esperienza bella, utile e sostenibile per il più alto numero di persone possibile, restando un’associazione o diventando qualcosa d’altro. Non mi soffermo su un’idea specifica in quanto penso che più che la nostra volontà, saranno il tempo e i segnali ad indicarci la migliore delle strade possibili da percorrere per realizzare questo sogno.

Simona Politini

Simona Politini, laureata con lode in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo storico-artistico, presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli ed esperta in Archeologia Industriale è l'ideatrice e responsabile del progetto Archeologiaindustriale.net

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